NATALE DA FAVOLA PER DEPUTATI DELUSI E FEDELISSIMI DEL PREMIER

 

DI WILDGRETA

Avrete letto tutti delle 37 fedine (non penali) da 1400 euro  regalate da Berlusconi alle deputate PDL e degli IPAD destinati agli uomini.Avrete letto anche dei regali tecnoculturali del PD, delle pesche sciroppate per gli uomini della Lega.Quello che forse vi è sfuggito è che questo natale da favola per gli onorevoli è anche merito nostro, ovvero di quanti di noi pagano le tasse con cui vengono dati i fondi ai partiti. E chi paga le tasse in Italia? Le persone più povere in massima parte.Ma si sa che i poveri sono sempre più generosi dei ricchi…dunque, ci aspettiamo che gli onorevoli ringrazino anche noi del bel regalo che troveranno sotto l’albero e non solo chi ha firmato il bigliettino di accompagnamento.

Il Natale più ricco, però, lo festeggeranno i deputati che Berlusconi definisce “delusi” e che sono passati o passeranno dalla sua parte permettendogli di proseguire la legislatura.Per loro si annuncia un futuro ricco di incarichi e soddisfazioni a lungo termine, naturalmente sempre a spese della collettività.

Per il resto dell’Italia, quella che paga, sarà un Natale gramo, con pochi regali, pochi viaggi e poca felicità. E di questo, verranno certamente ringraziati i responsabili al momento di recarsi alle urne, o al momento in cui, invece di recarsi alle urne, gli stessi decideranno di restarsene a casa.

Come mai nessuno ha pensato di fare un regalo ai “delusi dalla politica”?

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RIFORMA GELMINI UNIVERSITA’: SI VOTERA’ DOPO LA “SFIDUCIA”

NON SI PLACA L’ONDA DELLA PROTESTA

La riforma dell’università possibile solo con la fiducia al governo. Gelmini in ritirata
Gli studenti si appellano a Napolitano: «Almeno tu, Presidente, non ci abbandonare»
La riforma Gelmini slitta al Senato, e gli studenti possono tornare a sperare e manifestare. La discussione del ddl sull’università, infatti, si terrà solo dopo il dibattito sulla fiducia, previsto per martedì 14 dicembre. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di palazzo Madama al cui interno c’è stata la ferma opposizione delle minoranze contro ogni ipotesi di calendarizzare la riforma prima del voto di fiducia al governo Berlusconi. E’ possibile, quindi, che al Senato il disegno di legge Gelmini non arrivi mai. L’intervista (audio) a Giorgio Paterna del sindacato universitario.

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L’università della Gelmini e i suoi inciampi
«Tecnicamente i tempi per approvare la riforma prima del 14 ci sono, è una scelta politica farlo», ha detto il ministro ai microfoni di Radio Anch’io, e prosegue: «sono comunque fiduciosa, il 14 dicembre il governo Berlusconi incasserà la fiducia del Parlamento e il ddl diventerà legge entro l’anno». Gli studenti rispondono al ministro: «Se i rappresentanti della Gelmini hanno ritenuto non importante impuntarsi sul voto al ddl subito, di fatto hanno sfiduciato la Gelmini ancor prima del governo – dice Giorgio Paterna dell’Udu ai nostri microfoni, e continua – nel momento in cui è stata commissariata da Tremonti e sfiduciata dai suoi capigruppo al Senato, la Gelmini si deve dimettere». E conclude: «noi preferiamo essere convocati da Tremonti, quando si ritira il ddl, perché la Gelmini non è più credibile come ministro».

Appello a Napolitano
«Presidente, almeno tu non ci abbandonare»: è lo striscione con cui gli studenti dell’università Roma Tre hanno accolto Giorgio Napolitano all’ingresso dell’aula magna della facoltà di Economia. Al presidente della Repubblica gli studenti, che si oppongono al ddl Gelmini, hanno consegnato una lettera, in cui si legge: «facciamo appello a lei, Presidente, affinchè il suo ruolo di supremo garante della Costituzione, possa difendere la nostra legge fondamentale e i valori in essa racchiusi poiché il giorno in cui essa (la riforma, ndr) si svuoterà di tali significati, allora anche del nostro futuro non resterà altro che una bolla di sapone vuota pronta a esplodere al primo soffio vento». Il presidente ha risposto che risponderà alla lettera dopo aver riflettuto.

Le proteste continuano
Da Milano, dove gli studenti hanno occupato l’Accademia di Brera, a L’Aquila, dove cucinano davanti le mense chiuse, a Bari, dove hanno occupato la facoltà di Agraria, a Reggio Calabria. In tutta la penisola continuano le occupazioni e manifestazioni, e non si placheranno finché il ministro non ritirerà il ddl. Probabile una manifestazione nazionale il 9 dicembre.

http://www.agenziami.it/articolo/7381/La+riforma+dell+universita+possibile+solo+con+la+fiducia+al+governo+Gelmini+in+ritirata

Università: riforma rinviata dopo la fiducia, Gelmini “Opposizione fa solo propaganda” Leggi il seguito di questo post »

RIFORMA GELMINI UNIVERSITA’:TESTO DECRETO E COMMENTI

RIFORMA GELMINI UNIVERSITA’: TESTO INTEGRALE DDL E ANALISI CRITICA

CONOSCERE LA LEGGE 133/2008 PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA (articolo del 2008)

DALLA DICHIARAZIONE DI VOTO DI DARIO FRANCESCHINI:

Avete battuto tutti i record: il testo contiene circa 170 norme, che diventeranno più di 500 con le deleghe e che richiederanno 1.000 regolamenti da parte degli atenei. È uno slogan e un alibi proclamare l’autonomia come valore e poi approvare una legge che sembra un commissariamento: gli atenei sotto il controllo del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca sotto il controllo del Ministero dell’economia e delle finanze (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
E poi lo sapete: qualsiasi riforma vera ha dei costi, mentre voi pretendete di chiamare riforma un elenco di tagli. Dal primo giorno avete fatto solo tagli all’università: la prima perla, appena arrivati, è stata l’Alitalia finanziata con l’eliminazione del fondo per la ricerca istituito nel 1982 (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). E poi: meno 1,3 miliardi di risorse ordinarie per l’università con il decreto-legge n. 112 del 2008 per effetto del blocco del turnover e più 476 milioni di euro tagliati per coprire niente meno che il taglio dell’ICI ai redditi più alti, tolti all’università. Meno risorse con la manovra estiva per le retribuzioni del personale universitario con il blocco degli stipendi, meno un miliardo e 76 milioni al fondo di finanziamento ordinario, rifinanziato soltanto con 800 milioni e mi fermo nell’elenco.
E per coprire tutto questo avete scelto la stessa tecnica, sempre lo stesso copione, quello che avete usato per la scuola nell’anno scorso, nell’anno che abbiamo alle spalle: tagliare e poi andare in televisione e negare i tagli, a dire che non cambierà nulla per tranquillizzare gli italiani. Ma quando è cominciato l’anno scolastico, nel mese di settembre, le famiglie italiane che hanno figli a scuola hanno visto sulla loro pelle cosa sono quei tagli (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro), quando non hanno più l’insegnante di sostegno, quando le scuole cadono a pezzi, quando per assenza di supplenti si mettono quattro classi in palestra con un solo insegnante per cento allievi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!
Voi tagliate dove tutto il mondo decide di investire: nel sistema della formazione dei nostri figli.

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