TERZIGNO: RISPOSTA ALLE PROPOSTE DI BERTOLASO DEL MOVIMENTO CONTRO LE DISCARICHE

La risposta alle proposte di Bertolaso del Movimento contro le discariche

domenica 24 ottobre 2010 alle ore 2.41

“La mobilitazione spaventa il potere ma sentiamo sempre più forte la puzza di imbroglio!”

Misteri della fede: Nell’incontro cui abbiamo presenziato ieri, Bertolaso e il Prefetto di Napoli ci dicevano che dovevamo accettare “l’inevitabile”… nel documento in sei punti di oggi ci dicono che i “tecnici verificheranno” la situazione della Cava Sari (in soli 3 giorni..) prima di riprendere eventuali sversamenti e che la cava Vitiello verrebbe “congelata” (con una definizione formale molto vaga)….. Questo passo indietro è sicuramente un risultato dell’enorme mobilitazione, sempre più larga, che in questi giorni ha coinvolto tutta la popolazione e ha reso ingestibili nell’immediato i loro piani di scempio del territorio, ma noi sentiamo fortissima la puzza di bruciato! Non c’è bisogno di “verifiche tecniche” per dichiarare che la discarica Sari è illegale e pericolosa e ha creato già enormi scempi al territorio ed è quasi offensivo che ci voglia una rivolta popolare per effettuare delle “verifiche tecniche” che sarebbero obbligatorie per legge. Quella discarica, anzi quel buco, va chiuso immediatamente e va avviata un’indispensabile e complessa opera di bonifica per tutelare le popolazioni. E la cava Vitiello sarà al sicuro solo quando sarà ufficialmente tolta da una legge che per altro sarebbe integralmente da abolire. Finchè queste due condizioni non saranno verificate noi riteniamo che la mobilitazione deve rimanere alta ed è questa la posizione che porteremo al confronto con gli altri cittadini dei nostri territori, perchè è forte il rischio di un imbroglio finalizzato solo a  prendere tempo, in quanto non c’è nessun cambio di rotta rispetto a un piano rifiuti disastroso! Tanto che in questi cinque giorni si sverserà in condizioni altrettanto indecenti nel Cdr di Tufino e nella stessa discarica di Chiaiano! Ed è sulle reali alternative, su un piano di raccolta differenziata vera, sul riciclo e sul trattamento meccanico biologico “a freddo”, che devono mobilitarsi tutte le popolazioni campane, sapendo che non è più solo una questione fondamentale di salute e di ambiente ma anche di democrazia. E anche i sindaci, che come i comitati sono chiamati a dare una risposta al documento della prefettura, cerchino di non tradire ancora una volta le aspettative della popolazione.

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