OMICIDIO PEPPINO BASILE: NEL GIALLO ANCHE UN PRETE E UNA STRANA PUBBLICITA’

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Il giallo di Ugento: un politico morto, un prete e una pubblicità

Avetrana e Ugento non sono lontane, basterebbe scivolare a sud-est per una settantina di chilometri dalla cittadina più spiata d’Italia e finiremmo per ritrovarci nella città di San Vincenzo di Saragozza. 

Ma basta il potere distorcente della luce dei media per far sì che, nel volgere di pochi mesi, Avetrana e Ugento si ritrovino d’un tratto lontanissime. Da una parte il teatro dell’orrore che attira morbosamente gli sguardi indiscreti a reti unificate, la città dello zio orco e della cugina forse anche peggio, la terra di una giornata a mare mai iniziata e finita in fondo a un fosso coperto con ottanta centimetri d’acqua, il paese di Sarah, Michele, Sabrina; e dall’altra un piccolo centro di poco più di diecimila abitanti che d’estate si moltiplicano grazie al turismo, ma che nel suo passato recente – ma sotto i riflettori mediatici anche la quantificazione del tempo subisce deformazioni – è stato il set di un altro giallo. Ancora irrisolto. continua a leggere

BUNGA BUNGA, ARCORE CAMBIA NOME (VIGNETTA)

COSA VUOL DIRE BUNGA BUNGA

RUBY: DI PIETRO, FAMIGLIA CRISTIANA HA RAGIONE: E’ MALATO LASCI E SI CURI

 

(AGI) – “Non possiamo continuare ad affidare il Paese ad un personaggio degno solo di stare in un’osteria e non a palazzo Chigi. Per questo il governo deve dare chiarimenti sul caso Ruby. Durante il prossimo question time alla Camera, infatti, chiederemo all’esecutivo quello che tutti gli italiani si stanno domandando, ossia se il presidente del Consiglio abbia veramente abusato della sua posizione governativa, telefonando alla Questura e se abbia dichiarato il falso in favore della ragazza”. E’ quanto si legge sul blog del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: “In base alla risposta, decideremo se presentare una mozione di sfiducia nei confronti del capo del governo non ci interessano gli aspetti pruriginosidella vicenda. Ci preme sapere, invece, se siano stati violati i doveri, le funzioni e le prerogative del presidente del Consiglio. Per chiedere le immediate dimissioni del governo Berlusconi basterebbe una fotografia dell’Italia e i dati economici che hanno accompagnato i suoi due ultimi anni di legislatura”. “Insomma, mentre il capo del governo festeggia e si diverte con il suo bunga bunga, il Paese crolla. Sia chiaro – conclude il presidente IdV – presto Berlusconi dovra’ rispondere al Paese dei tanti danni che ha prodotto. E questa volta non basteranno nemmeno le sue tv e i suoi spot a reti unificate a salvarlo. Il noto giornale comunista ‘Famiglia Cristiana’ sostiene che questo premier e’ malato e senza autocontrollo, noi aggiungiamo: e’ il caso che lasci la politica e si vada a curare”.(AGI)

RUBY: DI PIETRO, POSSIBILE MOZIONE SFIDUCIA A BERLUSCONI LO VALUTEREMO DOPO RISPOSTA MARONI AL QUESTION TIME (ANSA) – ROMA, 29 OTT – ”Italia dei Valori al prossimo question time interpellera’ il ministro dell’Interno Maroni in merito alla telefonata arrivata alla questura di Milano da parte di Palazzo Chigi con riferimento alla ragazza marocchina Ruby” e poi valutera’ se presentare una mozione di sfiducia contro il premier: a dirlo sono il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro, e il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. ”Quello che vogliamo sapere – sostengono – e’ se vi sia stata da parte del presidente del Consiglio, o da persone da lui incaricate, un vero e proprio abuso della sua funzione governativa, aggravata dall’aver fornito alla stessa questura false indicazioni circa le generalita’ della ragazza stessa. Non ci interessano gli aspetti pruriginosi della vicenda, ma capire se siano stati violati i doveri, le funzioni e le prerogative fondamentali del presidente del Consiglio. Dall’esito delle risposte del ministro Maroni – concludono – Italia devi Valori valutera’ se presentare una mozione di sfiducia nei confronti-

RUBY, L’AUDI IN REGALO E LA PAGINA SU FACEBOOK

Ruby Rubacuori, la marocchina dello scandalo Berlusconi
Ecco la pagina su FB di “Ruby Rubacuori” anche se non credo che avrà il tempo di rispondere alle vostre richieste di amicizia.

 

VAURO, ANNOZERO, VIGNETTE “BUNGA BUNGA”

Fede ammette: “Ho visto Ruby alle cene a casa Berlusconi”
Il direttore del Tg4: “Ma non l’ho presentata né al premier, né a Lele Mora”. Ma sul web una conferma: era giudice al concorso di bellezza cui partecipò la ragazza che ora dice: “Sono amareggiata, mia verità manipolata. Sto male”
Emilio Fede al concorso di bellezza in Sicilia Ragazza per il cinema 2009
MILANO – Emilio Fede rompe il silenzio e parla dell’indagine aperta alla procura di Milano per favoreggiamento della prostituzione. Lo fa per precisare la sua posizione rispetto a Ruby, la ragazza che ha raccontato di aver partecipato a feste a casa Berlusconi alle quali sarebbe stata accompagnata (allora minorenne) per interessamento proprio del direttore del Tg4: “Credo di avere conosciuto quella ragazza a qualche cena a casa di Berlusconi ma non l’ho presentata io né a Lele Mora, né al presidente del Consiglio”.

Ma il racconto di Ruby sembra trovare conferme su Internet: si possono rintracciare fotografie e articoli che testimoniano la presenza di Fede nella giuria di un concorso di bellezza, a Sant’Alessio Siculo, nel settembre 2009, cui partecipa anche Ruby. Alcuni articoli di giornali locali, ad esempio, citano “l’egiziana Ruby H.”, sedicenne, che abita a Letojanni, nel messinese, come vincitrice del titolo ragazza Capo Sant’Alessio. Dopo una mattinata in cui si sono succedute precisazioni, prese di distanza e richieste di chiarimenti 1, lei si difende: “Sono amareggiata, la mia verità è stata manipolata”. E difende le persone che, secondo lei, sono state accusate ingiustamente: “Sono dispiaciuta per quanto sta accadendo. Mi spiace soprattutto perché vedo che sono state coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio”.

“Sto male”, si lamenta poi Ruby, contatta dall’agenzia Ansa nel pomeriggio, spiegando che molti l’hanno contattata in questi giorni, “Ma ho rifiutato” ha detto, riferendosi agli inviti. “Stamattina – ha poi raccontato la giovane – ho cancellato il mio profilo da Facebook, attorno alle 10,30, l’ho eliminato”.

In base alle informazioni raccolte da Repubblica 2, il direttore storico del Tg4 risulta indagato a Milano insieme all’impresario televisivo Lele Mora e all’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, Nicole Minetti, candidata poi con successo al Consiglio Regionale della Lombardia. Indagine in cui Silvio Berlusconi non è indagato e potrebbe risultare parte lesa. Fede dice di non saperne nulla: “Non mi risulta di essere indagato per alcun reato. L’ho appreso stamani leggendo i quotidiani. Sono stato invitato più volte, e per fortuna, a casa di Berlusconi per delle cene – aggiunge – ma quello che posso dire è che non mi è mai capitato una sola volta di vedere quelle cene terminare in un modo che si possa definire trasgressivo”. Fede dice ancora, con fermezza: “Nulla è più lontano da me dall’idea dell’incitamento o dello sfruttamento della prostituzione”.

Ma, commentando la notizia, sembra fugare uno dei dubbi legati dichiarazioni di Ruby, che gli inquirenti stanno cercando di verificare: a casa Berlusconi, probabilmente, la ragazza è stata realmente presente. No comment, invece da Nicole Minetti e da Lele Mora. Di Ruby la consigliera regionale dice: “Sì, la conosco ma non ho davvero nulla da dire a riguardo. Mai ospitata a casa mia, sono rimasta stupita dalla lettura dei giornali. Non mi risulta di essere indagata”. E Mora: “Stavolta non rispondo”.

Dopo Noemi Letizia e Patrizia D’Addario, le dichiarazioni di Ruby aprono un nuovo caso. La ragazza ha dichiarato ai magistrati di aver conosciuto Emilio Fede poco più di un anno fa ad un concorso di bellezza, di cui lui era uno dei giudici. Fede, secondo quanto riferisce la ragazza, le avrebbe presentato Lele Mora per aiutarla a lavorare nel mondo dello spettacolo. L’avrebbe poi accompagnata due volte alla villa del premier ad Arcore, presentandola a Silvio Berlusconi. La seconda volta, la ragazza dice di essersi fermata per la notte e racconta nel dettaglio la serata, con la sua partecipazione a quello che lei ha descritto agli inquirenti come il gioco del “bunga-bunga”. Gli investigatori stanno cercando riscontri al suo racconto.

A Letojanni, il paesino in provincia di Messina, a pochi chilometri da Taormina, dove la ragazza risiede da sette anni, qualcuno ricorda Ruby come “una ragazza mora, alta, che si faceva notare dimostrando molto più della sua età”. Il padre, che ha 56 anni, è un venditore ambulante, la madre una casalinga di 43; Ruby è la più grande di quattro figli, due maschietti di sette e tre anni e una sorellina di sei. Dopo avere frequentato la scuola media, Ruby ha abbandonato gli studi confermando di avere un carattere irrequieto, tanto da essere più volte segnalata ai servizi sociali del Comune. Tre anni fa, non ancora quindicenne, si era allontanata da casa senza dare più notizie di sè. L’ultima segnalazione ai servizi sociali del Comune di Letojanni risale al febbraio 2010, nell’ambito delle indagini su un furto. Nel paesino l’hanno rivista nell’aprile di quest’anno, in occasione di un raduno motociclistico, “con il trucco pesante e vestita con abiti firmati”.

(la repubblica 28 ottobre 2010)

CAPEZZONE AGGREDITO: LA ROSA SUL GRUGNO

(foto di Aldo Vincent tratta da “Berlusconi chi è”

di Wildgreta

Non concordo con la storpiatura del nome presente sulla foto, che però mi serviva per il titolo di questo post.Infatti avrete tutti letto del pugno sferrato ieri, pare da un passante, al povero portavoce del PDL. Nebulosa appare la ricostruzione, così come oscuri i motivi del gesto sconsiderato.In rete proliferano le teorie più varie, ma siccome nessuna è confermata, diciamo solo che è un po’ presto per i iscrivere Capezzone fra i martiri della “sinistra violenta”, come qualche esponente politico non ha mancato di sottolineare.Auguri a Capezzone per una pronta guarigione e speriamo che venga presto fatta chiarezza.Noi, come tutti, siamo contro la violenza.

Pdl/ Bonaiuti: Aggressione Capezzone segno clima insopportabile

Rotondi e Brambilla: ecco i risultati di chi addita ‘nemici’

postato 15 ore fa da APCOM

Roma, 26 ott. (Apcom) – Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, portavoce del Premier Silvio Berluisconi, esprime solidarietà a Daniele Capezzone “per l’ignobile aggressione di cui è stato oggetto”.

“Purtroppo questo gesto è la conferma di un clima di violenza insopportabile nella politica italiana, aggiunge Bonaiuti.

“Non basta – aggiunge di suo il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi – la solidarietà a Capezzone. La continua tensione della politica porta il Paese a diventare un’arena. E chi va in televisione va protetto, c’è poco da gridare alla casta l’alternativa è questa qui”.

“Daniele Capezzone – fa eco la ministro Vittoria Brambilla- è stato aggredito per strada a pochi passi dalla sede romana del Pdl. C’è chi fa propaganda di odio e non perde occasione per segnare a dito il nemico. Ecco gli effetti nefasti di questa campagna”.

Rifiuti, arrestato per truffa un consigliere del Lazio del PDL e altre sei persone

In manette l’ex presidente del Consiglio comunale. Gli altri destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono funzionari dell’ufficio ambiente del Comune pontino. I provvedimenti sono scattati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Latina sulla società Ego-Eco

Raccolta rifiuti, arrestati per truffa un consigliere del Lazio e  altri sei

Romolo Del Balzo

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per il consigliere regionale Romolo Del Balzo (Pdl) e altre sei persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Latina sugli appalti per la raccolta dei rifiuti a Minturno (Latina). Nel mirino della Guardia di finanza, il ruolo della società Ego-Eco. L’accusa per le persone arrestate è associazione a delinquere finalizzata alla frode in appalto pubblico e alla truffa. Del Balzo, che al momento dell’arresto ha accusato un malore, è anche presidente della commissione regionale Lavori Pubblici e Casa ed è coinvolto nella vicenda come ex presidente del consiglio comunale. Avrebbe favorito la Ego-Eco grazie al suo ruolo politico.

Gli altri sei destinatari delle ordinanze sono dirigenti e dipendenti dell’ufficio ambiente del Comune pontino. Si tratta di Michele Camerata, impiegato del Comune; Giuseppe Papa, dirigente del servizio ambiente dell’amministrazione comunale; Liberato De Simone e Gerardo Ruggeri, dipendenti della società e responsabili delle aree di stoccaggio dei rifiuti a Minturno; Augusta Ciummo e Anna Romano, amministratrici della Ego-Eco.

I provvedimenti, eseguiti questa mattina dalla Guardia di Finanza, sono stati decisi dopo due anni di indagini. Il gip ha inoltre disposto il sequestro di tre società aventi sede in Roma ed operanti su tutto il territorio nazionale, nonché di beni mobili, immobili e conti correnti per un valore di circa 15 milioni di euro.

L’inchiesta. “Gli accertamenti – spiegano i baschi verdi – hanno permesso di stabilire che le società coinvolte eseguivano le prestazioni senza seguire da quanto sottoscritto nell’appalto”. Più in particolare, sono stati riscontrati: la mancata corresponsione dei contributi previdenziali ai dipendenti, la mancata o difforme esecuzione del servizio, la mancata esecuzione della raccolta differenziata, l’impiego di mezzi ed attrezzature obsoleti e non funzionanti, il trasferimento di mezzi e mano d’opera da un appalto all’altro, l’esercizio del servizio con automezzi privi della prevista copertura assicurativa, il tutto pur ricevendo, con la compiacenza di funzionari e pubblici amministratori, regolari liquidazioni e spettanze.

Le reazioni
. “E’ inutile dire che ci auguriamo che il fatto non sussista. In ogni caso non credo che oggi sia opportuno esprimersi. Siamo fiduciosi nella magistratura, attendiamo di capire di cosa stiamo parlando”. E’ il commento del presidente della Regione Lazio Renata Polverini. A chi le chiedeva se fossero opportune le dimissioni del consigliere, Polverini ha risposto: “Sono valutazioni che faremo noi, peraltro Del Balzo è del Pdl e quindi naturalmente questo problema investe prima di tutto questo partito”.

“Non posso esprimere un giudizio – ha detto anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commentando la notizia degli arresti. – Si tratta di un territorio lontano dalle mie competenze. Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza e che Del Balzo ne possa uscire bene”.

“L’indagine è in corso, aspettiamo di saperne di più e ogni commento aprioristico sarebbe fuori luogo”. Così l’europarlamentare Alfredo Pallone, vice coordinatore del Pdl Lazio. “Ho massima fiducia nella magistratura – continua Pallone. – Sono sempre stato garantista per cui aspettiamo gli eventi”.

Vincenzo Maruccio, capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei Valori, è tra coloro che chiedono le dimissioni di Del Balzo. “Come in ogni vicenda giudiziaria, anche per l’inchiesta che ha portato all’arresto del consigliere regionale del Pdl Romolo Del Balzo, aspettiamo con il massimo rispetto gli esiti del lavoro della magistratura e i provvedimenti che ne scaturiranno”.
“Sul piano politico ci aspettiamo che – ha aggiunto Maruccio – il consigliere faccia luce quanto prima sulla vicenda e non cerchi scorciatoie per sottrarsi all’indagine. Dal punto di vista dell’opportunità, sarebbe il caso che, per salvaguardare se stesso e l’istituzione che rappresenta, il consigliere Del Balzo facesse un passo indietro rispetto agli incarichi che ricopre”.

(25 ottobre 2010)

TERZIGNO: RISPOSTA ALLE PROPOSTE DI BERTOLASO DEL MOVIMENTO CONTRO LE DISCARICHE

La risposta alle proposte di Bertolaso del Movimento contro le discariche

domenica 24 ottobre 2010 alle ore 2.41

“La mobilitazione spaventa il potere ma sentiamo sempre più forte la puzza di imbroglio!”

Misteri della fede: Nell’incontro cui abbiamo presenziato ieri, Bertolaso e il Prefetto di Napoli ci dicevano che dovevamo accettare “l’inevitabile”… nel documento in sei punti di oggi ci dicono che i “tecnici verificheranno” la situazione della Cava Sari (in soli 3 giorni..) prima di riprendere eventuali sversamenti e che la cava Vitiello verrebbe “congelata” (con una definizione formale molto vaga)….. Questo passo indietro è sicuramente un risultato dell’enorme mobilitazione, sempre più larga, che in questi giorni ha coinvolto tutta la popolazione e ha reso ingestibili nell’immediato i loro piani di scempio del territorio, ma noi sentiamo fortissima la puzza di bruciato! Non c’è bisogno di “verifiche tecniche” per dichiarare che la discarica Sari è illegale e pericolosa e ha creato già enormi scempi al territorio ed è quasi offensivo che ci voglia una rivolta popolare per effettuare delle “verifiche tecniche” che sarebbero obbligatorie per legge. Quella discarica, anzi quel buco, va chiuso immediatamente e va avviata un’indispensabile e complessa opera di bonifica per tutelare le popolazioni. E la cava Vitiello sarà al sicuro solo quando sarà ufficialmente tolta da una legge che per altro sarebbe integralmente da abolire. Finchè queste due condizioni non saranno verificate noi riteniamo che la mobilitazione deve rimanere alta ed è questa la posizione che porteremo al confronto con gli altri cittadini dei nostri territori, perchè è forte il rischio di un imbroglio finalizzato solo a  prendere tempo, in quanto non c’è nessun cambio di rotta rispetto a un piano rifiuti disastroso! Tanto che in questi cinque giorni si sverserà in condizioni altrettanto indecenti nel Cdr di Tufino e nella stessa discarica di Chiaiano! Ed è sulle reali alternative, su un piano di raccolta differenziata vera, sul riciclo e sul trattamento meccanico biologico “a freddo”, che devono mobilitarsi tutte le popolazioni campane, sapendo che non è più solo una questione fondamentale di salute e di ambiente ma anche di democrazia. E anche i sindaci, che come i comitati sono chiamati a dare una risposta al documento della prefettura, cerchino di non tradire ancora una volta le aspettative della popolazione.

LODO ALFANO, DI PIETRO: BERLUSCONI SA CHE SARA’ BOCCIATO

Lodo Alfano/ Di Pietro: Ora premier prepara leggina per impunità

“Qualcuno gli ha fatto capire che scudo è boomerang”

postato 1 ora fa da APCOM

t. (Apcom) – Con il Lodo Alfano “Berlusconi fa come la volpe con l’uva: siccome si è accorto che è acerba, dice che non gli interessa. Ma nel frattempo si appresta a preparare qualche altra leggina per garantirsi l’impunità”. Lo sostiene il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro.

“Come al solito – osserva – Berlusconi, quando viene preso con le mani nel sacco, fa finta che non c’entra niente, come se il lodo Alfano fosse stato fatto per chissà quale principe della Luna. La verità – prosegue il leader dell’IdV – è che se adesso ci sta ripensando è perché qualcuno gli ha fatto capire che ancora una volta i suoi consiglieri giuridici stavano facendo una legge boomerang, perché vi è l’obbligo del referendum confermativo se si vuole modificare la Costituzione”.

“E pure le pietre – sostiene Di Pietro – sanno che la maggioranza degli italiani non farebbe passare questo ennesimo sconcio, anche tenuto conto del fatto che i referendum costituzionali non prevedono lo sbarramento del quorum. Perciò, al di là di quanti cittadini vadano a votare, il destino del lodo Alfano costituzionale è già segnato: sarà bocciato”.

 

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