Prosperini: Tangenti anche per vendita navi all’Eritrea

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GIUSTIZIA&IMPUNITÀ | Gianni Barbacetto

Il suk del Pirellone

20 dicembre 2009

Gli affari dell’assessore Prosperini: tangenti non solo per le tv ma anche per la vendita di navi all’Eritrea

Nelle tv locali faceva le sue interminabili teleprediche contro gli immigrati, da rimandare a casa loro “cunt el camel”, con il cammello. Nel suo ufficio di assessore al turismo della giunta Formigoni, invece, aveva aperto un suk africano dove contrattava tangenti insieme ai funzionari del governo eritreo (che tra i loro progetti avevano anche un investimento a Massawa di Paolo Berlusconi). Pier Gianni Prosperini ora è in cella, accusato di corruzione, turbativa d’asta e truffa alla Regione Lombardia: per una stecca di 230 mila euro pagata sul suo conto in Svizzera da Raimondo Lagostena, patron di Odeon tv, in cambio di un appalto da 7,2 milioni in spot promozionali del turismo lombardo; e per aver fatto pagare alla Regione altri 200 mila euro per suoi spot e programmi elettorali su Telelombardia e Telecity. Ma i maneggi del pittoresco personaggio passato dalla Lega ad An non si limitavano alle tv locali, dove era uno dei volti più presenti, con le sue interminabili tirate contro neri, zingari, omosessuali e comunisti.

No, le tresche con le principali reti televisive del nord Italia erano solo trucchi per far pagare alla Regione (cioè ai cittadini) le sue debordanti presenze in video. Gli affari veri erano altri. Uno è già stato individuato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal sostituto Paolo Storari: una tangente del 5% sulla vendita di otto pescherecci dei Cantieri navali Vittoria al governo eritreo. Dall’azienda italiana è partito 1 milione di euro versato a una società offshore intestata al fiduciario svizzero Domenico Scarfò, che faceva da intermediario e prestanome di Prosperini.

È l’unico affare di Prosperini l’Africano? È quanto stanno cercando di verificare i magistrati milanesi, che ipotizzano per lui “e altri” il reato di corruzione internazionale. Intanto il centrodestra milanese fa quadrato attorno a Pier Gianni. Vigorosa la difesa di Ignazio La Russa, diventato il riferimento politico di Prosperini e della sua Nordestra, la sigla che si era inventato dopo la sua rumorosa uscita dalla Lega. Quanto al presidente della Regione Roberto Formigoni, è riuscito a dire che “Prosperini è innocente come Alberto Stasi”, il fidanzato di Chiara Poggi appena assolto per l’omicidio di Garlasco. Lo si vedrà nei prossimi mesi.

Intanto però un testimone (il responsabile dei Cantieri Vittoria) racconta non solo di aver pagato l’assessore, ma anche di aver visto con i suoi occhi che il Crociato, il difensore dell’Occidente, il Castigaimmigrati aveva trasformato il suo ufficio al Pirellone in un suk popolato di funzionari eritrei dove si mercanteggiavano percentuali e tangenti. In anticamera, intanto, altri imprenditori italiani facevano la fila per altri affari. Come la vendita di 380 camion comprati dall’Eritrea grazie a un prestito del governo italiano: 36 milioni di dollari a basso tasso d’interesse e a lungo termine. I camion avrebbero dovuto servire per progetti di sviluppo del paese, ma c’è chi è convinto che siano invece finiti all’esercito.

Prosperini era diventato un personaggio chiave per i rapporti tra Italia ed Eritrea, uno dei paesi più poveri dell’Africa, ma anche uno dei meno liberi. Isayas Afewerki, dopo aver capeggiato la guerra di liberazione degli eritrei contro l’Etiopia del dittatore Mengistu, si è a sua volta trasformato in un dittatore feroce. Nel settembre 2001 ha fatto letteralmente sparire in una notte undici ministri e dirigenti, accusati di tramare contro di lui. L’ambasciatore italiano Antonio Bandini, in rappresentanza anche dell’Unione europea, si permise di presentare una lettera di protesta contro quegli arresti arbitrari e contro la chiusura dei giornali indipendenti. Fu espulso dal paese, senza alcuna reazione da parte della Farnesina. Del resto, il comunista Isayas piace molto a Silvio Berlusconi, che lo ha ospitato nella sua villa in Sardegna. Piace anche a Roberto Formigoni, che lo ha più volte ricevuto al Pirellone.

In questa nobile gara a chi è più amico del dittatore, Prosperini è diventato una sorta di ambasciatore non ufficiale dell’Italia in Eritrea, grande mediatore di tanti affari. A proposito degli undici fatti sparire dal regime, ha dichiarato: “Sono dei traditori dell’Eritrea. È meglio che non si sappia dove sono, altrimenti, se li dovessero giudicare, li dovrebbero fucilare”. Il più grosso dei progetti italiani in Eritrea coinvolge Paolo Berlusconi, il fratello del presidente del Consiglio. La sua Italcantieri spa aveva ideato la costruzione di un intero quartiere di ville a Massawa, sulla costa da cui si parte per le incontaminate isole Dahlak. È stato abbattuto il vecchio quartiere e sbancato un tratto delle banchine, con un danno urbanistico irreparabile.

Nella capitale eritrea, Asmara, le autorità diplomatiche italiane erano già state allertate per l’arrivo dei connazionali che avrebbero dovuto sovrintendere il progetto e dirigere i cantieri. Poi l’operazione si è arenata, forse in attesa di tempi migliori. Ora l’arresto di Prosperini ha riacceso i riflettori anche su quell’operazione quasi dimenticata.

Da Il Fatto Quotidiano del 20 dicembre

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