Marrazzo: spiato già nel 2005

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(Brenda, il trans che afferma di non c’entrare nulla con il caso Marrazzo.Copyright Ansa)

Spiato, pedinato, controllato. La sua “debolezza” ha messo Piero Marrazzo nel mirino dei ricattatori il 2 luglio scorso, il giorno del blitz dei carabinieri nell’appartamento di via Gradoli. Ma è dal 2005 che il presidente del Lazio rischia di finire nei guai. Dal periodo precedente alla sua affermazione elettorale nella sfida con Francesco Storace. L’inchiesta si chiamava Laziogate e aveva scoperto un primo tentativo di screditare Marrazzo sorprendendolo «con un viado».

Quattro anni dopo, sempre nel periodo immediatamente precedente alle elezioni, la storia si è ripetuta. Con modalità così simili da apparire il secondo atto dello stesso piano.

E tutto gira intorno al quartiere Trionfale, dove opera la compagnia di carabinieri nella quale erano impegnati i quattro militari arrestati. Nel quartiere abitava, o almeno riceveva i clienti, il transessuale che quattro anni fa era stato indicato agli investigatori privati come una delle più assidue frequentazioni di Marrazzo. E nel quartiere si trovava anche l’abitazione di Pierpaolo Pasqua, il detective finito sotto inchiesta. Ora Pasqua spiega: «Ovviamente, non c’entro assolutamente nulla con quel che è successo negli ultimi giorni. Però dimostra un fatto: non volevamo “incastrare” Marrazzo a bella posta, ma avevamo solo raccolto voci confidenziali che non abbiamo neppure voluto utilizzare». Non si voleva, ribadisce Pasqua, mandare un transessuale a bella posta, per costruire uno scandalo a luci rosse che avrebbe costretto lo sfidante di Storace a capitolare.

L’ipotesi? «I carabinieri hanno indagato a lungo su di me. Se qualcuno, seguendomi, è arrivato alla mia stessa scoperta e ha pensato di poterla utilizzare per il proprio tornaconto non lo posso sapere con certezza. Dico che può essere un’ipotesi». Il trans a cui Pasqua era arrivato nel 2005 si faceva chiamare Veronica. Da un informatore era arrivato un numero di telefono. Ci fu anche il tentativo di un contatto, come un cliente qualsiasi. Poi l’iniziativa abortì. Perché? «Non ci interessava entrare fino a questo punto nel privato di Marrazzo», afferma Pasqua, ancora sotto processo per il Laziogate.

il secolo XIX 26 OTTOBRE 2009

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SCANDALI: MARRAZZO SI DIMETTE, BERLUSCONI NO

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DI WILDGRETA

Concordo con l’articolo di Conchita di Gregorio, che potete leggere di seguito.Marrazzo si accompagnava ai trans ma senza promettere loro candidature o facilitazioni nel lavoro. Quella di Marrazzo è una questione privata, tirata fuori prima delle regionali e alla vigilia delle primarie del PD. Una carrettata di m…da far impallidire un porcile.
Ma questa è la politica dell’Italia di oggi, dove non sai se ci siano dei veri e propri terroristi mascherati da affabili politici, oppure oscuri personaggi che si muovono nell’ombra ordinando dossier a destra e a sinistra. I transessuali sono la grande debolezza di moltii, ma che differenza c’è fra pagare un trans o pagare una escort? E che differenza c’è fra pagare un trans oppure offrire un seggio in parlamento a una prostituta? C’è molta differenza, come molta differenza c’è fra l’accompagnarsi a minorenni o accompagnarsi ai transessuali.Il maschio latino si ammira, perchè conquista tutte le donne, poi se abbiano o meno l’età non ha importanza, ma guai ad andare con un transessuale, guai a passarci davanti in macchina.E’ la fine di una carriera politica, il crollo di una reputazione.E’ addirittura meno dannoso drogarsi, o passare un pizzino all’opposta fazione politica in televisione, che essere scoperti con un trans. Marrazzo ha peccato di ingenuità,  è una persona onesta  e si è dimesso. Berlusconi, con tutto quello che è successo, non ha sentito il bisogno di farloi, perchè forse per lui la politica è un grande spettacolo, e, si sà, lo spettacolo deve continuare.
Al pubblico pagante
– di Concita De Gregorio –
Per settimane, forse per mesi il video girato con un telefonino in un appartamento privato in cui compare Piero Marrazzo è stato oggetto di trattative. Misteriosi emissari davano appuntamenti in zone periferiche per cercare di venderlo a chi offrisse di più. Non è l’unico video, l’abbiamo scritto qui molte settimane fa. Poichè escono e ad orologeria altri ne usciranno, poichè sono usati come clave per bastonare nel tentatativo di ridurre in fin di vita (politica) chi ne è oggetto sarebbe il caso di cominciare a denunciare, possibilmente non in solitudine, l’indecente andazzo.

I MASTELLA E L’UDEUR NELLA BUFERA: APPALTI E TRUFFE

Appalti e truffe, guai per i Mastella. Sandra Leonardo: ‘Il mondo addosso’

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Divieto di dimora nella città di Napoli per Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale campano e moglie dell’ex ministro della Giustizia

Si sono presentati in quattro, i carabinieri che insieme a un ufficiale dell’Arma hanno suonato alla porta della famiglia Mastella a Ceppaloni, in provincia di Benevento. Sandra Lonardo è la destinataria del provvedimento di divieto di dimora in Campania, che gli è stato recapitato dai militari nell’ambito dell’inchiesta su assunzioni e appalti, un filone d’indagine relativo alle attività dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Il provvedimento – Il divieto riguarda la città dove si svolge l’attività istituzionale della Lonardo, in qualità di presidente dell’Assemblea. L’indagine coordinata dalla sezione reati contro la Pubblica amministrazione della Procura di Napoli è uno stralcio della inchiesta che nel gennaio 2008 ha condotto all’arresto di Sandra Lonardo e del consuocero Carlo Camilleri. Coinvolto anche l’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

Bufera sull’Udeur – Oltre ai Mastella e a Carlo Camilleri, segretario generale dell’Autorità di Bacino sinistra Sele, sono coinvolti nell’inchiesta anche vari esponenti dell’Udeur della Campania, tra i quali l’ex direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campagnia (Arpac), Luciano Capobianco, e il consigliere regionale dell’Udeur Campania, Nicola Ferraro.

L’inchiesta – Sono 25 i divieti di dimora e sei le misure interdittive del divieto di esercitare impresa e professione eseguite oggi nei confronti di alcuni dei 63 indagati tra politici, dirigenti della pubblica amministrazione, professionisti e imprenditori campani coinvolti nell’inchiesta che rimanda a un’associazione a delinquere impegnata in truffe, falsi, abusi di ufficio, turbativa d’asta e concussione.

(la repubblica 21 ottobre 2009)

D’Alema show in Transatlantico: «Fioroniiii! È vero che te ne vai?»

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L’ex ministro chiama a gran voce il collega di partito.

Che replica: «Se resti con gli iscritti, resto pure io»

MILANO – Beppe Fioroni dixit: «Ma che ci sto a fare nel partito di D’Alema?». La frase diventa il pretesto per un gustoso siparietto nel Transatlantico di Montecitorio. L’ex ministro degli Esteri, dopo un lungo colloquio con Annagrazia Calabria del Pdl, affronta i cronisti: «Presidente, Fioroni dice che non resta nel Pd se diventa il suo partito…». D’Alema ci pensa meno di un secondo. Poi si affaccia dalle colonne che sporgono sul Transatlantico e a gran voce chiama l’interessato: «Fioroniiii, Fioroniiii… qua si dice che tu vai via dal partito…».

LA REPLICA – Il responsabile formazione del Pd prova a spiegare: «Ma no Massimo. Io avevo solo paura che tu ti portavi via gli iscritti. Se tu e Bersani mi garantite che restate e con voi pure gli iscritti… resto anche io…». D’Alema chiosa rivolto ai cronisti: «Ecco, era ‘na cazz… La dovete smette d’annà in giro a dì cazz… Ormai c’avete una certa età…».
20 ottobre 2009

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VILLA CERTOSA: FINALMENTE LE NUOVE FOTO

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(foto archivio 2008)

PER GUARDARLE E BEARVI ANCORA DELLA FELICITA’ ALTRUI, CLICCATE QUI: FOTO VILLA CERTOSA: NUOVI SCATTI OSE’

GIUSTIZIA/BERLUSCONI:FAREMO LA RIVOLUZIONE, ALLEATI D’ACCORDO

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Riforma del processo penale per me non è sufficiente

Sofia, 16 ott. (Apcom) – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si dice pronto a una riforma costituzionale della giustizia anche se questo dovesse allungare i tempi perché “non è che le rivoluzioni si possono fare in breve tempo”. Rispondendo a chi gli chiede se gli alleati sino d’accordo, il premier risponde: “Penso di sì, ma siete voi che vedete discordie”. In realtà, nonostante le sue perplessità su una collaborazione dell’opposizione, il Cavaliere dice di non poter escludere che alla fine la riforma “si possa fare anche in tempi rapidi”. Spiega Berlusconi: “C’è una riforma del processo penale che è già in Senato e che a me non sembra sufficiente. Quindi credo che su questo punto valga la pena di rivisitare la Costituzione. Se avremo i numeri per farlo in Parlamento, lo faremo in Parlamento e sarà più veloce. Se non avremo i numeri in Parlamento, la faremo con un ricorso agli elettori nella maniera più democratica e tranquilla possibile”. Quanto alla possibilità che la riforma della giustizia entri in un pacchetto più complessivo di riforme costituzionali, il premier si limita a rispondere: “C’è un Paese da modernizzare in molte direzioni. Vedremo”.

16 OTTOBRE 2009

MICHELA BRAMBILLA, PORTALE ITALIA.IT:LA SUA “CREATURA” COSTERA’ SOLO 5Mln di Euro

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Note di Wildgreta

Peccato che il ministro Brambilla, non si sia posto il problema della imbarazzante presenza del premier in homepage.Berlusconi dà addirittura il benvenuto in Italia, come se fosse Villa Certosa.Di questi tempi e con gli scandali che tanto interesse hanno suscitato sulla stampa estera, forse sarebbe stato più saggio far capire ai turisti che se vengono in Italia, non è per fare un favore a Berlusconi, nè per andare “a escort”….Speriamo che dalla versione definitiva del portale, sparisca il fastidioso messaggio di benvenuto, davvero fuori luogo.

TURISMO: BRAMBILLA, PORTALE ITALIA COSTERA’ 5 MLN CONTRO 43 MLN PRECEDENTE

Roma, 10 ott. – (Adnkronos) – Il nuovo Portale Italia “costera’ 5 milioni di euro contro i 43 spesi dal precedente governo per una esperienza che poi si e’ rivelata fallimentare”. A chiarirlo nel corso della trasmissione ‘Zona Severgnini’ e’ il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla che coglie anche l’occasione per evidenziare come l’attuale sito online, vale a dire il demo promozionale on line messo a punto in attesa del lancio del Portale, “e’ stato realizzato dall’Aci e non e’ costato un euro ai contribuenti” .

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