SCANDALI: MARRAZZO SI DIMETTE, BERLUSCONI NO

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DI WILDGRETA

Concordo con l’articolo di Conchita di Gregorio, che potete leggere di seguito.Marrazzo si accompagnava ai trans ma senza promettere loro candidature o facilitazioni nel lavoro. Quella di Marrazzo è una questione privata, tirata fuori prima delle regionali e alla vigilia delle primarie del PD. Una carrettata di m…da far impallidire un porcile.
Ma questa è la politica dell’Italia di oggi, dove non sai se ci siano dei veri e propri terroristi mascherati da affabili politici, oppure oscuri personaggi che si muovono nell’ombra ordinando dossier a destra e a sinistra. I transessuali sono la grande debolezza di moltii, ma che differenza c’è fra pagare un trans o pagare una escort? E che differenza c’è fra pagare un trans oppure offrire un seggio in parlamento a una prostituta? C’è molta differenza, come molta differenza c’è fra l’accompagnarsi a minorenni o accompagnarsi ai transessuali.Il maschio latino si ammira, perchè conquista tutte le donne, poi se abbiano o meno l’età non ha importanza, ma guai ad andare con un transessuale, guai a passarci davanti in macchina.E’ la fine di una carriera politica, il crollo di una reputazione.E’ addirittura meno dannoso drogarsi, o passare un pizzino all’opposta fazione politica in televisione, che essere scoperti con un trans. Marrazzo ha peccato di ingenuità,  è una persona onesta  e si è dimesso. Berlusconi, con tutto quello che è successo, non ha sentito il bisogno di farloi, perchè forse per lui la politica è un grande spettacolo, e, si sà, lo spettacolo deve continuare.
Al pubblico pagante
– di Concita De Gregorio –
Per settimane, forse per mesi il video girato con un telefonino in un appartamento privato in cui compare Piero Marrazzo è stato oggetto di trattative. Misteriosi emissari davano appuntamenti in zone periferiche per cercare di venderlo a chi offrisse di più. Non è l’unico video, l’abbiamo scritto qui molte settimane fa. Poichè escono e ad orologeria altri ne usciranno, poichè sono usati come clave per bastonare nel tentatativo di ridurre in fin di vita (politica) chi ne è oggetto sarebbe il caso di cominciare a denunciare, possibilmente non in solitudine, l’indecente andazzo.
Un altro video riguarda una notissima dirigente della Destra. Un altro un europarlamentare altrattanto celebre. Ci sono poi foto, file audio. In tutti i casi si tratta di persone maggiorenni ritratte in condizioni intime: fatti personali, niente che possa avere rilevanza pubblica dal momento che non risulta – neppure in questo caso – che a nessuna delle persone coinvolte siano stati offerti o anche solo promessi in cambio delle loro prestazioni favori di natura amministrativa, posti di lavoro in enti pubblici, seggi in consigli comunali o all’europarlamento. Ciò che fa la differenza rispetto alla rilevanza di un comportamento privato è la natura pubblica della moneta di scambio: se nella mia vita frequento escort o transessuali sono fatti miei, se li frequento promettendo in cambio – dall’alto della mia posizione – poltrone e seggi di governo sono fatti di tutti i cittadini. Del caso Marrazzo la notizia più rilevante sembra essere il coinvolgimento di quattro carabinieri nel ruolo di estorsori: usi a obbedir tacendo, non più nemmeno loro.

La storia è, per il resto, a dir poco oscura. All’epoca della campagna elettorale per le regionali, Storace presidente, ci furono diversi attacchi ai danni degli altri candidati: un’incursione di esperti del ramo nella banca dati della pubblica anagrafe per manomettere firme, una vaga minaccia di “fregare Marrazzo con un viado”. Il presidente della Regione ha detto ieri: sono la vittima, non è la prima volta. Si può ragionare su come si debba e si possa comportare la vittima di un tentativo di estorsione. David Letterman, per esempio, anche lui giornalista, l’ha denunciata in diretta tv: hanno del materiale che mi ritrae in compagnia di una persona che non è mia moglie, mi chiedono soldi ma non ho intenzione di darli. E’ probabilmente il modo migliore per uscirne, in conti in famiglia si fanno poi in privato. Marrazzo non ha fatto così. Non si vedono, per il momento, altri elementi che non siano fortemente privati a parte, ripeto, il coinvolgimento di alcuni carabinieri. Quando toccò a Boffo l’Unità fece una copertina coi birilli del bowling: chi sarà il prossimo? Ecco. Abbiamo avuto i messaggi a Fini, i pedinamenti del giudice Mesiano, ora Marrazzo. Siamo tutti birilli. Non c’è chi non abbia niente da temere perchè le notizie, quando non ci sono, si inventano: diventa notizia un paio di calzini. E’ una stagione orrenda, è una guerra lercia. Non ci guadagna neppure chi crede di sì. Se è questa la battaglia ne moriranno avvelenati tutti. Il pubblico pagante compreso: tra poco, tra non molto, neppure i filmati coi trans faranno più gola. Solo pena. Solo voglia di andarsene da qu

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