Valerio Evangelisti:Tutti i “lodi” di cui non si parla

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Valerio Evangelisti
L’assoluzione di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e oggi dirigente del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), e dell’ex dirigente della Digos genovese Spartaco Mortola, è una notizia consolante. Opportunamente, rappresentanti sia della maggioranza che della cosiddetta opposizione se ne sono rallegrati.
Un entusiasmo più che giustificato. Dimostra infatti quanto fossero insensate le critiche piovute sul Lodo Alfano, mentre scrivo ancora al vaglio della Corte costituzionale. “La giustizia è uguale per tutti salvo che per quattro!” gridavano sguaiatamente i protestatari, alludendo alle quattro massime cariche dello Stato. Ora sappiamo che non è così. Di “lodi” ne esistono un sacco, di intoccabili ce n’è una folla. Un lodo mai scritto eppure operante è quello che definirei il Lodo Guida, dal cognome del questore in servizio a Milano allorché l’anarchico Giuseppe Pinelli precipitò dalla finestra, nel 1969. Esso prevede, giustamente, l’impunità quasi totale degli esponenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni. Per meglio dire, totale per gli alti funzionari, parziale per i marmittoni ai loro ordini. L’importante è che nessuno di essi finisca mai in galera, per reati secondari come l’induzione alla falsa testimonianza (era l’accusa gravante su De Gennaro), il depistaggio, la sottrazione di prove, la creazione di prove fasulle, l’omicidio più o meno colposo e altre robette.

LODO ALFANO, COSSIGA: BERLUSCONI CONDANNATO FARA’ COME MUSSOLINI

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Cossiga: “Berlusconi condannato farà come Mussolini”

LODO ALFANO: DI PIETRO, E’ COME AVER VINTO I MONDIALI…

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leggi la dichiarazione

Berlusconi torna ad essere imputato:”Mills” e “diritti tv” processi aperti

7/10/2009 (19:45)

Ecco i guai giudiziari del premier con la bocciatura del Lodo Alfano

ROMA
Sono due i dibattimenti in cui è imputato a Milano Silvio Berlusconi e che devono ricominciare dopo la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo il Lodo Alfano. Un terzo procedimento, quello cosiddetto Mediatrade è ancora in fase di indagini preliminari e il pm Fabio De Pasquale starebbe lavorando per redigere l’avviso di chiusura delle indagini che, di norma, prelude alla richeista di rinvio a giudizio.

In fase di dibattimento si trovano il processo sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset che vedono imputati il premier e parte del management Fininvest e quello in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari con l’avvocato inglese David Mills. In quest’ultimo processo la posizione del premier era stata stralciata e il dibattimento a suo carico sospeso per via del Lodo Alfano, ma i giudici della decima sezione del tribunale di Milano l’hanno proseguito per Mills che è stato condannato a quattro anni e sei mesi. Proprio venerdì, 9 ottobre, comincerà per l’avvocato inglese il processo d’appello in cui Berlusconi è stato chiesto come teste dalla difesa.

Diversa la scelta dei giudici della Prima sezione del Tribunale che avevano il processo per tutti nella vicenda della compravendita dei diritti. In questo dibattimento, il premier e gli altri imputati sono accusati di una serie di reati societari per aver, nella ricostruzione dell’accusa, creato fondi neri ’gonfiandò i costi dei diritti. I giudici avevano accolto una contestazione suppletiva del pm de Pasquale relativa a una frode fiscale riferita agli anni 2000-2003 che ha portato allo slittamento in avanti della prescrizione di quattro anni, cioè al marzo del 2012.

Nel processo Mills, Berlusconi è invece accusato di aver dato al legale inglese 600mila dollari perchè facesse dichiarazioni reticenti in due vecchi processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. Il lodo Alfano, infine, avrà un riflesso anche a Roma, dove il gip dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione di un procedimento nei riguardi del premier: Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione per un presunto tentativo di avvicinamento, a ridosso dell’approvazione della Legge Finanziaria del governo Prodi, di alcuni parlamentari della maggioranza per convincerli a passare con l’ opposizione con l’ obiettivo di far cadere il governo. Il gip aveva inviato gli atti alla Corte costituzionale, ritenendo che il lodo Alfano, per la sua formulazione, si applicasse anche alla fase del «procedimento» e non solo a quella del «processo» e pertanto violasse più principi costituzionali.

LA STAMPA 7 OTTOBRE 2009

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