Sardegna: Servono nove esperti per conservare la Gallina Prataiola, e un miracolo per salvarsi dalle centrali nucleari

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La Regione Sardegna seleziona  nove esperti per il progetto “Life-gallina prataiola”
Lista dei siti ancora top secret, ma la Sardegna rischia di avere una centrale in breve
di Wildgreta

Le diverse facce dell’ambientalismo a volte generano strani mix. Nella stessa giornata, infatti, apprendiamo che il governo a quasi terminato la stesura del decreto che cancellerà il referendum con cui i cittadini italiani hanno detto no al nucleare e che, probabilmente, uno dei siti prescelti per almeno una delle centrali è proprio in Sardegna.Secondo l’esperto Boschi, che fu chiamato in audizione al ministero dell’ambiente poco tempo fa, anzi, la Sardegna sarebbe la regione ideale per costruirle tutte e quattro.Cappellacci si dice contrario, ma era contrario anche allo spostamento del G8 a sappiamo com’è andata a finire.
Allo stesso tempo, però, l’assessorato della difesa all’ambiente della regione Sardegna, oggi ha pubblicato un interessante bando di concorso per 9 esperti che dovranno occuparsi della salvaguardia della “gallina prataiola”. In effetti, riflettendo meglio, per la prataiola sono sufficienti 9 esperti, mentre gli uomini dovranno sperare in un miracolo per salvarsi da una centrale nucleare nell’isola tanto cara a Berlusconi.Vedremo che sviluppi avrà la vicenda e, intanto, sorridiamo per non scoppiare in lacrime…
(di seguito gli articoli)
Selezione di nove esperti per il progetto “Life-gallina prataiola”
L’Assessorato della Difesa dell’ambiente ha pubblicato un avviso di selezione per titoli e colloquio di nove esperti per la costituzione della struttura di coordinamento generale, tecnico-scientifico e amministrativo del progetto Life07 “Azioni di gestione per la conservazione della gallina prataiola (tetrax tetrax) nelle steppe della Sardegna”.

Queste le figure professionali che verranno selezionate:
− un agronomo;
− un ornitologo;
− un comunicatore;
− un botanico;
− un facilitatore;
− un esperto Natura 2000;
− un coordinatore Life;
− un amministrativo;
− un pianificatore.

Le attività di collaborazione coordinata e continuativa, da svolgersi in stretto raccordo con il Servizio tutela della natura dell’Assessorato della Difesa dell’ambiente, consisteranno nella partecipazione produttiva ai tavoli tecnici, agli incontri pubblici con i portatori di interesse ed alla costituzione di un network con altri progetti europei aventi per obiettivo la conservazione di specie inserite nella direttiva “Uccelli”.

Gli interessati dovranno inviare la domanda di partecipazione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o consegnarla a mano entro le ore 13 del 10 settembre 2009 all’Assessorato della Difesa dell’Ambiente – Servizio Tutela della natura – via Roma 80, 09123 Cagliari.

Per qualsiasi informazione rivolgersi dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle 13 presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp) dell’Assessorato o contattare i seguenti numeri telefonici: 070 6066567-6066636.

Consulta i documenti;

Ultimo aggiornamento: 10.08.09 fonte

Lista dei siti ancora top secret, ma la Sardegna rischia di avere una centrale in breve

Il testo del decreto che cancellerà il referendum del 1987 contro il nucleare è quasi pronto. Secondo alcune indiscrezioni, la bozza riservata sarà licenziata entro il 15 dal comitato di esperti nominato dal governo e dalla burocrazia ministeriale. Nel testo è disegnata l’intera catena nucleare: l’identificazione delle aree e dei siti per le centrali, l’ubicazione dei depositi delle scorie e le procedure per lo smantellamento (affidato alla Sogin) delle strutture, quando i reattori andranno in esaurimento. Sono poi indicati i modi e i tempi di realizzazione. E quindi i processi pubblici per arrivare alla manifestazione di consenso delle popolazioni che dovranno ospitare le centrali. Ma il decreto prevede anche un percorso per superare eventuali dissensi od opposizioni. Sembra infatti che se alcune Regioni dovessero contestare la geografia nucleare approvata dall’Agenzia per la sicurezza nucleare e la Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni, si tenterà una conciliazione con un Comitato interistituzionale. Nel caso il conflitto non dovesse essere risolto, il governo andrà avanti per decreto. Come dire: se c’è il consenso va bene, se non c’è si va avanti lo stesso. Le aree sulle quali dovranno sorgere le 8-10 centrali sono state già identificate, ma la mappa dell’atomo è per il momento ancora top-secret. Secondo la bozza del decreto, all’interno di queste aree, la scelta dei siti sarà poi affidata agli operatori (cioé le aziende o i consorzi di imprese), ai quali sarà affidata la costruzione e la gestione delle centrali. E qui cominciano i problemi. Perché il decreto indica i criteri generali in base ai quali sono state scelte le aree (scarsa sismicità, scarsa densità abitativa, vicinanza al mare o a grandi corsi d’acqua e zone appartenenti al demanio militare) e non è quindi difficile ipotizzare dove potranno sorgere le centrali. E la Sardegna è sicuramente una delle regioni che può vantare tutti questi requisiti. C’è stato recentemente anche chi, come il direttore dell’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia, Enzo Boschi, ha sostenuto in Senato che «la Sardegna è l’area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perché è la più stabile dal punto di vista sismico». E ancora: «La Sardegna è una zona con una storia geologica diversa dal resto d’Italia. Si potrebbero fare tutte e quattro le centrali nucleari che il governo intende costruire, anche se poi bisognerebbe risolvere il problema del trasferimento dell’energia». Ma la Sardegna ricorre anche nella mappa dei possibili siti disegnata negli anni ’70 dal Cnen (poi diventato Enea) che il comitato di esperti nominato dal governo ha esaminato in questi mesi. E in quella mappa vengono indicati tre siti nell’isola: vicino a Santa Margherita di Pula, fra Santa Lucia e Capo Comino e alla foce del Rio Mannu, a Barisardo. Non basta, secondo alcune indiscrezioni, gli esperti avrebbero valutato anche la zona di Cirras, tra Arborea e Oristano. C’è infine uno dei criteri fissati nel decreto che molti stanno forse sottovalutando. E cioé la presenza di aree del demanio militare, per questioni ovviamente legate alla sicurezza. Per quanto riguarda questo criterio di valutazione, la Sardegna è sicuramente al primo posto in Italia. Il presidente della Regione Cappellacci ha ripetutamente ribadito la sua contrarietà al nucleare nell’isola. Ma ad essere sinceri, durante la campagna elettorale per le Regionali, il ministro Scajola su questa questione è stato un po’ sfuggente.

la nuova sardegna 9 settembre 2009

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