Airbus “disperso”, i relitti sono quelli dell’aereo

Un Airbus A330-200, lo stesso modello di quello precipitato nel volo Rio-Parigi

La rottura del finestrino in cabina possibile causa del sisastro. Soltanto un evento “improvviso e dirompente” che abbia messo fuori combattimento nello stesso istante i due piloti – come la rottura di un finestrino in cabina – può spiegare la sciagura dell’Airbus Air France AF447 partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi. E’ quanto ha detto all’Ansa un esperto aeronautico italiano residente in Turchia che ha chiesto l’anonimato.

02 giugno 2009

Cristina De Oliveira e il marito Enzo Canaletti, due dei passeggeri italiani a bordo del volo Air France partito da Rio. Erano impegnati nella difesa delle straniere schiavizzate

aggiornamento delle 22.55

La conferma in serata, i relitti avvistati sono quelli dell’Airbus precipitato. Nella zona sei mezzi tra unità militari e mercantili. Tra i reparti un seggiolino dell’aereo e alcuni parti della carlinga, spezzettata. Il governo francese: tutte le ipotesi sono aperte, dall’incidente, al guasto all’attentato, anche se la tesi più probabile rimane quella di un guasto che potrebbe o avere indotto i piloti all’errore oppure la rottura dei finestrini della cabina di pilotaggio. Polemiche in Brasile per il blocco alla diffusione dei dati di tutti i passeggeri da parte dell’Air France

aggiornamento delle 17.45

L’Aeronautica brasiliana ha reso noto che sono stati trovati dei rottami metallici e che potrebbero essere dell’Airbus di Air France scomparso. Il ritrovamento è avvenuto a circa 650 km dall’isola di Fernando de Noronha. Lo ha reso noto il colonnello Jorge Amaral, precisando che tra i rottami trovati figurano “una poltroncina dell’aereo, alcuni rottami bianchi” e che sono state individuate “macchie di olio e cherosene”.

aggiornamento delle 16.30

Sei navi, due navi da guerra brasiliane e quattro cargo civili, stanno convergendo sul punto in cui all’alba di oggi un aereo da ricognizione della Forza aerea brasiliana ha individuato dei rottami galleggianti. Lo ha informato l’aeronautica militare da Rio de Janeiro sulle ricerche dell’Airbus dell’Air France scomparso ieri sulla tratta Rio-Parigi. Due navi da guerra veloci sono salpate dai porti militari più vicini (Natal e Maceiò) al luogo del disastro situato presumibilmente 650 Km a nord-est dell-arcipelago di Fernando de Noronha. La Marina militare brasiliana ha anche chiesto ad alcune navi da carico (Lexa Maersk, Jo Cedar, Ual Texas e Stolt Inspiration), che incrociavano nello stesso settore dell’Atlantico, di partecipare alle ricerche. La Lexa Maersk, in particolare, una porta-container norvegese, è la più vicina all’area marina e potrebbe essere la prima, già nel pomeriggio di oggi, a recuperare resti dell’aereo.

aggiornamento delle 16

Il planing delle ricerche

La rottura del finestrino in cabina possibile causa del sisastro. Soltanto un evento “improvviso e dirompente” che abbia messo fuori combattimento nello stesso istante i due piloti – come la rottura di un finestrino in cabina – può spiegare la sciagura dell’Airbus Air France AF447 partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi. E’ quanto ha detto all’Ansa un esperto aeronautico italiano residente in Turchia che ha chiesto l’anonimato. Secondo l’esperto – un ex controllore di volo – “é impossibile che l’aereo dalla quota di crociera di 35.000 piedi (12.000 metri) sia precipitato in mare senza che i due piloti abbiano avuto la possibilità di intervenire per risolvere una qualsivoglia avaria. Da 35.000 piedi fino all’impatto con l’acqua, infatti, considerando una caduta in picchiata ad una media di 5.000 piedi (1.500 metri) al minuto, occorrono almeno sette minuti in caduta libera per arrivare a terra”. Inoltre, l’ipotesi di un mancato invio via radio di un mayday (richiesta di soccorso) a causa di un’avaria radio è da escludere data la tecnologia moderna che prevede sistemi ridondanti”. ”Deve essere successo quindi qualcosadi dirompente ed improvviso – prosegue l’ex controllore di volo- che abbia messo fuori uso i due piloti contemporaneamente. Escludendo altre ipotesi, ed escludendo il fatto che entrambiabbiano potuto avere contemporaneamente un malore, possiamo avvalorare l’ipotesi che i due piloti siano svenuti a causadell’improvvisa mancanza di ossigeno causata dalla rottura di unfinestrino in cabina di pilotaggio”. CONTINUA A LEGGERE

FONTE

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Air France. Avvistati i resti dell’Airbus, ma il disastro resta inspiegabile

Airbus_A330 con numero

di Matteo Giuli

PARIGI – Continuano le ricerche del volo dell’Air France partito ieri da Rio de Janeiro e diretto a Parigi con 228 passeggeri a bordo, e scomparso dagli schermi radar attorno alle 8 di ieri mattina. Le ricerche dei voli di ricognizione dell’areonautica militare brasiliana hanno dato finora un esito negativo, mentre alcuni piloti della linea aerea civile Tam hanno riferito di aver visto delle luci sull’Atlantico proprio all’altezza dell’ultimo contatto radio con il volo AF447, che presumibilmente potrebbe appartenere ai resti dell’Airbus 330 della compagnia d’oltralpe.

Il probabile ritrovamento sarebbe stato confermato anche  dall’equipaggio della nave Douce France, che a largo delle coste del Senegal avrebbe  intravisto dei relitti in fiamme proprio nel medesimo luogo.  Tra i 228 passeggeri, inclusi i 12 membri dell’equipaggio, viaggiavano anche dieci italiani:   tre altoatesini Georg Martiner,  Alexander Paulitsch e Georg Lercher,  tre veneti Enzo Canaletti e Angela Cristina de Oliveira e Giovanni Lenzi, tre trentini Rino Zandonai, Luigi Zortea e Giovanni Lenzi e una donna bolognese di 55 anni Claudia Degli Esposti. Mentre si attende una conferma ufficiale da parte della Farnesina, le ricerche continuano e proseguiranno per tutta la notte con la speranza di trovare qualche superstite.

Secondo gli esperti Air France, che stanno tentando di risalire alle cause del disastro,  il velivolo avrebbe inviato alcuni messaggi automatici di errore dopo essere entrato in una zona di forte turbolenza. Messaggi trasmessi alle 4,15 ora italiana che riguardavano una serie di avarie all’impianto elettrico e a quello di pressurizzazione. Una situazione anomala che  il presidente di Air France, Pierre-Henry Gourgeon ha commentato “senza precedenti”. Successivamente  l’aeromobile si sarebbe inabissato nell’Oceano Atlantico.
A distanza di dieci anni un altro disastro aereo colpisce la compagnia Air France. Nel luglio del 2000, infatti, il concorde appena partito da Parigi e diretto a New York si schiantò su un hotel nella piccola cittadina francese di Gonesse. Morirono 100 persone

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