Elezioni Europee: Candidati UTILI

Luigi de Magistris. CANDIDATO idv Circoscrizione sud

CANDIDATI IDV, CRISTINA SCALETTI: UN IMPEGNO PER LA RICERCA SULLE MALATTIE RARE

CANDIDATI ITALIA DEI VALORI, NICCOLO’ RINALDI: UN CANDIDATO UTILE AL NOSTRO PAESE

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Localizzato l’Airbus disperso con 228 a bordo, 10 gli italiani

01 giugno 2009

ore 22

Le ricerche al largo dell’isola Fernando de Noronha. Polemiche a Parigi e a Rio per il ritardo con cui è stata resa nota la notizia, solo dopo la “scadenza” dell’orario di arrivo a Parigi.

ore 21.45
Il fronte intertropicale atlantico è il fenomeno meteorologico da evitare per tutti i piloti e che spesso si presenta nei voli sulle diverse rotte tra le coste del nordest del Brasile e l’Europa, passando dalle Canarie o dall’arcipelago di Capo Verde. E’ in questo fronte che potrebbe essere incappato l’aereo francese. Non sono rare le volte in cui nell’ampia zona dove è scomparso l’Airbus dell’Air France è presente tale fronte, caratterizzato da nuvole cumulonembi che, se attive e mature, rappresentano un pericolo per la navigazione aerea. Dovuto alle forti radiazioni solari, a causa della latitudine dell’area, e alla grande umidità che si sprigiona dall’ Atlantico, il fronte intertropicale può provocare forti perturbazioni che, se attraversate nella loro fase più matura, possono comportare dei rischi. Può d’altra parte capitare che l’attività del fronte cambi anche bruscamente, aumentando o diminuendo la propria intensità.

Grazie alla presenza di un radar meteo di bordo, le aree in questione possono essere evitate dai piloti, che identificano quindi anticipatamente le possibili perturbazioni sulla base dei colori segnalati dai radar (verde-giallo-rosso), e indicano così il grado di concentrazione dell’acqua. La presenza delle forti turbolenze viene inoltre segnalato da un altro colore, il porpora. D’altra parte, nella zona dell’Atlantico dove è scomparso l’Airbus la copertura dei radar brasiliani inizia a sparire a causa della distanza dalla costa. Le comunicazioni radio passano quindi dal vhf all’hf, sono cioé sempre assicurate ma peggiorano in qualità. Gli aeromobili hanno comunque permanentemente sintonizzata una frequenza di emergenza, per cui gli aerei che volano in rotte vicine – e la zona dell’incidente di oggi è particolarmente trafficata – possono sentire se un altro aereo dichiara una emergenza.

ore 21
L’invio di messaggi Sms da parte di passeggeri dell’Airbus scomparso sull’Atlantico è stato smentito da Ronald Jenkins, presidente del sindacato delle imprese aeronautiche brasiliane. Jenkins era stato citato come fonte dal quotidiano portoghese Jornal de Noticias per la notizia dei messaggini, ma l’interessato ha recisamente smentito la notizia all’Ansa.

ore 20.49

Una signora bolognese, di oltre cinquant’anni, risulta imbarcata a bordo dell’Airbus. Lo comunicano fonti ufficiali nel capoluogo emiliano. Non sono note le generalità della donna, ma i familiari – a quanto si è appreso – sono già stati avvertiti

ore 20. 45

La Forza aerea brasiliana ha inviato nella zona dove è sparito l’Airbus dell’Air France un aereo antisommergibile, per cercare di individuare i resti dell’aereo o il relitto sott’acqua. Un P-95 Bandeirantes, dotato di sonar e altre apparecchiature elettroniche per la ricerca di oggetti sommersi, si è aggiunto ai due C-130 che stanno effettuando le ricerche dell’aereo scomparso. I tre aerei fanno base nell’arcipelago di Fernando de Noronha, il punto del territorio brasiliano più vicino alle coste africane, e da lì scandagliano la zona dell’oceano dove si ritiene che possa essere caduto l’Airbus.

ore 20.43
Alcuni passeggeri dell’Airbus dell’Air France scomparso sull’Atlantico avrebbero inviato ai parenti messaggi Sms con il cellulare, afferma il sito del quotidiano portoghese Jornal de Noticias. Messaggi come «ti amo» e «ho paura» sarebbero giunti ad alcuni parenti quando l’aereo si sarebbe dovuto trovare nel raggio delle antenne di trasmissione dell’Isola del Sale a Capo Verde. Solo così si spiegherebbe come i telefonini siano riusciti a mandare i messaggi, ha spiegato al Jornal il brigadiere Mauro Gandra, ex ministro dell’Aeronautica brasiliano. L’Airbus non è comunque mai entrato in contatto radar o radio con il controllo aereo di Capo Verde.

ore 20.32 Leggi il seguito di questo post »

AEREO SPARITO: Fulmine, guasto, cedimento o bomba?

https://i1.wp.com/www.capachat.com/im/articles/Airbus_A330_120.jpg

1/6/2009 (22:12) – TRAGEDIA NEI CIELI

Tutte le ipotesi sull’aereo scomparso

Sulla zona dell’incidente c’erano perturbazioni molto forti. Aereo scomparso giorno di panico all’aeoroporto

il pilota di airbus: «Un problema al sistema elettrico non è sufficiente». L’aereo sparisce alle 3.30 di notte

PARIGI

Fulmine, guasto elettrico, cedimento strutturale o forse anche una bomba: sono queste le ipotesi finora avanzate sulla scomparsa dell’Airbus A330 sparito dal radar oggi, mentre era in volo sull’oceano Atlantico, a metà strada tra il Brasile e l’Africa. La prima ipotesi, quella del guasto elettrico, è corroborata dall’ultimo messaggio inviato dall’aereo prima di scomparire, un messaggio automatico, ’autogeneratò dal velivolo. «Ma un guasto al sistema elettrico non basta per far cadere un Airbus, che di sistemi elettrici ne ha tre», ha dichiarato in televisione un pilota di Airbus, in servizio sulla stessa rotta Rio de Janeiro-Parigi.

Da questo messaggio automatico che parte in caso di corto circuito o di malfunzionamento elettrico (compreso il black out), è partita l’ipotesi di Francois Brousse, direttore della comunicazione di Air France, di un fulmine. Secondo Brousse l’aereo, poco prima di sparire, «è entrato in una zona temporalesca con forti perturbazioni, che ha provocato dei malfunzionamenti».

«Sulla zona – ha detto da parte sua il ministro di Ecologia e Energia, Jean-Louis Borloo – c’erano perturbazioni tropicali molto forti. È un apparecchio in grado di affrontare queste situazioni, ma deveesserci stato un accumularsi di circostanze». In effetti, secondo gli esperti, anche l’ipotesi che l’Airbus 330 disperso sull’Atlantico sia stato colpito da un fulmine non è sufficiente, da sola, a spiegare l’incidente. Alla luce degli elementi finora disponibili, esperti di sicurezza del volo e incidenti aerei ritengono che l’incidente sia probabilmente dovuto ad «una situazione non gestita correttamente». In passato, per esempio, è accaduto che i piloti di un Airbus in Oriente fossero così concentrati nel gestire un problema al sistema elettrico che, cercando di risolverlo, hanno perso quota fino al punto in cui la situazione non è più stata recuperabile.

Difficile anche immaginare che l’aereo possa essersi ritrovato improvvisamente al centro di una tempesta tropicale. «Tempeste di questo tipo sono ben visibili anche a distanza, non ci si finisce dentro», osservano. Il radar è in grado di segnalarle con un anticipo che va da dieci e venti minuti, «ma in aereo anche due minuti sono un tempo sufficiente». Un’altra ipotesi è che la turbolenza possa essere stata causata da una tempesta perfetta, ossia una zona di turbolenza chiara e perciò non visibile a occhio nudo. Ma di per sè, dicono gli esperti, nemmeno questa situazione è sufficiente a far precipitare un aereo.

«L’ipotesi del fulmine è molto improbabile – dice Sandro Raccanelli, uno dei più esperti piloti dell’Alitalia sulle rotte sudamericane, ora in pensione -. Valgono di più le ipotesi di un cedimento strutturale o di una bomba». A cavallo dell’equatore ci possono essere turbolenze anche forti, «ma mi pare difficile che possano portare ad un cedimento strutturale improvviso. Mi sembra molto improbabile con un aereo collaudato come l’Airbus 330». Sulle cause del guasto, quindi, sono possibili per ora soltanto ipotesi, ma nessuna di esse effettivamente sembra poter spiegare da sola l’incidente.

la stampa 1 giugno 2009

NUCLEARE: BERLUSCONI, SPERO DI FARE LE CENTRALI NEI BALCANI

(ANSA) – BARI, 31 MAG – ”Il governo guarda al nucleare come a qualcosa di necessario, certamente una volta che abbiamo deciso di fare investimenti nel nucleare, auspico che si possa cominciare a farli in qualche Paese estero, magari nei Balcani con cui abbiamo aperto un discorso al riguardo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Bari. Riguardo alle ipotesi di localizzazioni che sono circolate nei giorni scorsi, tra cui quella di una centrale da realizzare in Puglia, ad Ostuni, Berlusconi ha detto che ”sono tutte fantasie”. ”Non c’e’ stata ancora alcuna localizzazione – ha detto – e non si e’ mai nemmeno aperto un capitolo circa le localizzazioni”. ”Se dovesse aprirsi una possibilita’ di un collocamento in Italia di una centrale – ha aggiunto – questo avvera’ nell’ambito della conferenza Stato-Regioni con l’accordo delle Regioni”. ”Io spero che si possa utilizzare la produzione di energia nucleare con centrali ubicate in altri Paesi che – ha concluso – per la loro posizione geofisica possano ospitare tranquillamente queste centrali”.(ANSA) LF

31/05/2009 21:21

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