INCIDENTE SARAS: DUBBI SU CAUSE MORTE OPERAI, ASFISSIA O GAS TOSSICI

(AGI) – Cagliari, 26 mag. – Potrebbero essere morti per asfissia, quindi per mancanza di ossigeno nell’accumulatore in cui erano entrati, e non per esalazioni tossiche, i tre operai rimasti uccisi oggi in un incidente sul lavoro nella raffineria Saras di Sarroch. L’ha riferito il medico dell’impianto, il primo a prestare soccorso alle vittime, ad alcuni sindacalisti, secondo quanto riportato dalle stesse fonti sindacali.

L’accumulatore, destinato a contenere gasolio, non era attivo dal 1 maggio per consentire la manutenzione, affidata a una ditta esterna, la Comesa di Sarroch, di cui erano dipendenti i tre operai deceduti. Qualche giorno fa – sempre secondo quanto riferito dai colleghi delle vittime e da fonti sindacali – il megaserbatoio era stato bonificato con azoto, attivita’ che potrebbe aver ridotto la quantita’ di ossigeno al punto da causare la morte dei lavoratori. In una tragica catena che ha visto soccombere uno dietro l’altro il primo operaio che aveva perso i sensi, quindi il secondo che era generosamente intervenuto in soccorso del collega e infine il terzo, anch’egli prontamente intervenuto in soccorso degli altri due.

Ma la responsabile del Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, dove sono stati portati nel pomeriggio Gianluca Fazio, collega delle tre vittime sopravvissuto all’incidente, e Vincenzo Meloni, un operaio che ha accusato un malore appresa la notizia, ha dichiarato che il primo potrebbe aver inalato anidride solforosa. Questa sostanza puo’ uccidere per arresto cardiaco. Fazio, che e’ stato ricoverato in osservazione, sara’ dimesso presto, ha riferito la dottoressa Rosanna Laconi. L’asfissia sembra la causa piu’ probabile, anche per l’impiego dell’azoto nella bonifica dell’impianto dalla presenza di anidride solforosa, operazione che precede la manutenzione ordinaria affidata alla squadra di quattro operai esperti della Comesa. “Sono morti per mille euro al mese”, hanno gridato con rabbia alcuni dei circa 300 operai che dopo la notizia si sono radunati davanti al cancello dello stabilimento. Ci vorra’ qualche giorno per chiarire con certezza cos’e’ accaduto. Sono impegnati nelle indagini i carabinieri della compagnia di Cagliari, gli ispettori dell’Asl 8 e i vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati anche il medico legale e il pm di turno Maria Grazia Manganiello, oltre al prefetto Salvatore Gulotta. In serata sono arrivati anche i proprietari della raffineria, la piu’ grande del Mediterraneo, Gian Marco e Massimo Moratti, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Saras.

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