Angelucci, Rimborsi gonfiati: Si indaga sui medici di base

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False fatturazioni ora nel mirino i medici di base

Si continua ad allargare l’inchiesta sulla presunta truffa ai danni della sanità. Le indagini della procura di Velletri, che hanno portato agli arresti domiciliari Giampaolo Angelucci, 38 anni, considerato insieme con il padre Antonio come il re della sanità del Lazio, adesso puntano a individuare i numerosi medici di base che avrebbero avuto contatti con gli indagati.

Secondo l’accusa, infatti, Antonio e Giampaolo Angelucci tra il 2005 e il 2007, con la complicità di alcuni dirigenti della Regione Lazio, della Asl Rm/H e dei Castelli Romani avrebbero prodotto false fatturazioni per prestazioni mai effettuate o eseguite in parte nelle loro cliniche per una somma pari a 170 milioni di euro. Non solo. Nell’indagine che ha fatto finire ai domiciliari altri sette manager e all’obbligo di dimora per 4 dirigenti Asl, spuntano anche decine di medici di base che avrebbero avuto accordi con la struttura sanitaria San Raffaele di Velletri per madare proprio lì i loro pazienti. Un elemento d’indagine che è stato sottolineato proprio nelle 836 pagine di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Roberto Nespeca. In una conversazione del 18 giugno del 2007 Fabio Passafiume, considerato dalla magistratura il medico referente del settore attività di controllo dell’Asl Rm/H, afferma che «quei ricoveri che facevamo diciamo..il San Raffaele di Velletri faceva l’80 per cento dei ricoveri da casa..cioé tutte patologie finte, non se potranno più fa..adesso siccome quelli hanno fregato e hanno rubato a destra e sinistra…adesso la scontiamo tutti quanti…capisci quel è il discorso?». Nel provvedimento restrittivo gli inquirenti scrivono che Passafiume dimostra di essere consapevole della natura delle diagnosi poste a giustificazione dei ricoveri: «C’ho delle impegnative del San Raffaele di Velletri che fanno ridere…lì proprio ce sta un accordo fra il medico di base e la struttura per mandargli i pazienti». Numerosi sarebbero dunque i medici di base sui quali la procura di Velletri ha puntato l’attenzione.
Tra la documentazione raccolta dagli inquirenti, c’è anche un’intercettazione telefonica tra Antonio Angelucci e alcuni medici della sua struttura sanitaria del 17 settembre del 2007, ore 9 del mattino, nella quale spiega che la Polizia stradale gli ha ritirato la patente perché scaduta e «gli serve un certificato di idoneità alla guida urgente» e il medico con il quale parla gli dice che «lo fa fare dal loro radiologo che è un colonnello dell’esercito che fa queste cose». Il 22 settembre 2007 ad Antonio Angelucci per telefono gli dicono che la patente la può ritirare al cinema Brancaccio.
Nelle intercettazioni si fa riferimento anche a casi di tubercolosi che non sarebbero stati denunciati dalla struttura sanitaria.
Intanto ieri il vicepresidente della Giunta regionale Esterino Montino ha detto che hanno «deciso di accogliere le dimissioni del direttore generale Mingiacchi e di commissariare l’Asl RmH. Il commissariamento durerà 60 giorni da lunedì. La giunta ha nominato la commissione amministrativa che farà un’indagine a 360 gradi su tutte le Asl e le cliniche accreditate della Regione. Essa sarà composta da un collegio di tre esperti».

IL TEMPO 07/02/2009

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