Una poltrona per Villari, la soluzione

VILLARI NON LASCIA, SI CERCA LA SOLUZIONE.ECCOLA:

Nella foto, una sedia da tortura chiodata da sistemare nell’ufficio di presidenza della commissione di vigilanza Rai.Al prossimo “no” alle dimissioni, basterà accendere il fuoco sotto la sedia.

Soluzione 2:

Qualora gli unici due membri rimasti nella commissione si rifiutassero di accendere il fuoco, si può sostituire la sedia con questo modello di poltrona. Sulla parete di fronte,  una gigantografia di Capezzone completerà l’incubo:

Soluzione 3:

Nell’unico attimo in cui Villari si alza per recarsi alla toilette, sostituire la poltrona presidenziale con questo modello a doppia seduta. In uno dei due  sedili  fargli trovare qualcuno disposto a restargli  sempre accanto e che, con voce metallica ripeta, “Quando ti dimetti?, Quando ti dimetti? Quando ti dimetti?”.

Se anche la terza soluzione non funzionasse, mettetegli questa poltrona, avendo cura di far “ingrippare”  i rulli, in modo che appena si sposti provochi rumori molesti ed equivoci.

http://www.wildgreta.wordpress.com  Autore Wildgreta/18 gennaio 2009/contenuto riproducibile  esclusivamente cita ando autore e link

2009-01-17 21:20
Vigilanza: Villari non lascia, cerca soluzione
di Daniela Simonetti

ROMA – Riccardo Villari è certamente un uomo tenace e fa parlare ancora di sé, ma la soluzione del rebus legato alla commissione di Vigilanza sulla Rai non si riesce a vedere. Villari scrive ai presidenti delle Camere che lo avevano nuovamente invitato a lasciare ma, nella missiva, non c’é alcun riferimento alle dimissioni: arriva invece una disponibilità a trovare una soluzione politica. La lettera spiazza un po’ tutti, forse perché viene letta come uno schiaffo ai Presidenti. Così in serata, Villari si dice stupito perché le sue parole sono state travisate: “Non c’é nulla delle nette ed irriguardose affermazioni che mi vengono attribuite”.

Abbandonato da chi lo aveva eletto, il Popolo della Libertà, cacciato dal partito che lo aveva portato in Parlamento, il Pd, esortato a dimettersi dai due Presidenti, Villari oggi scrive una nuova puntata della vicenda che lo vede protagonista già da due mesi. Così invia a Fini e Schifani una lettera in cui sottolinea di sentirsi vincolato al mandato ricevuto, si dice disponibile a trovare una soluzione politica insieme ai colleghi della commissione e afferma di condividere le preoccupazioni dei presidenti delle Camere. Villari – nella lettera – sottolinea che il suo primo convincimento è il dovere di mantenere fede al rispetto delle istituzioni dovuto alla responsabilità che gli é stata affidata da un’elezione legittima e democratica.

Assicura infine il suo massimo impegno nel valutare con serenità la situazione e garantisce che non farà mancare il suo apporto per trovare insieme ai colleghi della commissione una soluzione politica. Difficile immaginare quale soluzione possa sbloccare la grave empasse dell’organismo bicamerale ma Pierferdinando Casini annuncia: “E’ il momento di rompere gli indugi e di passare dalle parole ai fatti. L’Unione di Centro presenterà lunedì una proposta di legge di modifica della commissione parlamentare di vigilanza Rai che una volta approvata permetterà di superare l’attuale fase d’impasse”. Casini esprime sconcerto dopo il no di Villari: “”I presidenti delle Camere non possono essere umiliati e costretti ad abbaiare alla luna, perché umiliando loro si umiliano le Istituzioni”.

E, altra ipotesi già ventilata nei giorni scorsi, è quella dello scioglimento della stessa commissione rilanciata dal costituzionalista e senatore del Pd Stefano Ceccanti: “Di fronte all’accertata volontà di Villari di continuare a impedire l’efficiente funzionamento della Commissione si apre ormai quale via d’uscita, spiacevolissima, ma del tutto legittima e doverosa, quella dello scioglimento anticipato della stessa da parte dei Presidenti delle Camere”. Intanto il caso finisce in procura, a Roma, con l’apertura di un fascicolo processuale dove si ipotizza il reato di interruzione di pubblico servizio, dopo la denuncia presentata ieri da Marco Pannella. Un epilogo accompagnato dalle parole amare di numerosi politici. Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, originariamente candidato dall’opposizione alla poltrona di presidente, parla di “psicodramma collettivo di una destra che rimane vittima del mostro che ha creato”.

“La vicenda obiettivamente da vaudeville della Commissione di vigilanza sta diventando un vero e proprio ‘spot’ contro le istituzioni e contro la politica”, dice Daniele Capezzone, esponente Pdl e portavoce di Forza Italia. Roberto Calderoli, senatore della Lega Nord e ministro per la Semplificazione Normativa, giudica le dimissioni di Villari ormai non più procrastinabili. (ANSA).
SN/

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