Villari: vi racconto il mio amico Romeo. E per la vigilanza”lasciatemi lavorare”

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Il presidente della Vigilanza Villari: vi racconto il mio amico Romeo
«Lo conosco da 20 anni, aveva appalti ovunque: che sia un imprenditore capace?»

DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI – Riccardo Villari vive con il cuore a Napoli e la testa a Roma, in queste ore. Aspetta gli eventi. Quelli del Senato lo impegnano parecchio: la giunta del regolamento deve affrontare la questione della sua espulsione dal Pd. Ma quelli della sua città lo colpiscono sul lato affettivo. «Povera Napoli… È che ormai qui si è esaurito un ciclo politico. E questo è coinciso con la questione morale…». Povera Napoli: la bufera della magistratura ha colpito in pieno Alfredo Romeo, l’imprenditore dei mille appalti. «Un amico di vecchia data, un gran lavoratore», dice il senatore Villari. E sospira. «Io non lo so a quale conclusioni arriveranno i magistrati. Ma io non ci credo che Alfredo ha corrotto il mondo: aveva appalti ovunque, da Atene, a Venezia.

Può venire il dubbio che fosse un imprenditore capace?». Il senatore dell’opposizione, messo a capo dalla sola maggioranza alla commissione di vigilanza della Rai, non si unisce al tiro al bersaglio (in queste ore a Napoli è un’impresa trovare qualcuno che confermi l’amicizia con Alfredo Romeo). Dice, Villari: «Eh, la solitudine in questi casi diventa terribile. Anche se, certo, mica è detto che grazie alla compagnia uno poi viene assolto. Però…». Però adesso Alfredo Romeo è dietro le sbarre di Poggioreale e il mondo dorato che lo circondava prima si è trincerato dietro ai «io con Romeo? Buongiorno e buonasera, a mala pena». «E’ tutto molto triste quando è così. Del resto ricordiamoci che questa inchiesta ha già un morto sulle spalle. Ma nessuno ne parla più». Riccardo Villari non si unisce al tiro al bersaglio: «La mia amicizia con Alfredo nasce in maniera extrapolitica, una ventina d’anni fa. Storie di figli: stavano nella stessa classe, lì nella scuola della Nato. E siamo arrivati fino ad oggi anche se Alfredo è molto simpatico, ma non è per niente mondano. Per questo non l’ho mai invitato a casa mia e lui non mi ha invitato a casa sua. Ma lo avrei fatto volentieri». Come volentieri il senatore Villari chiacchiera al ristorante con il suo amico. «È normale: l’ultima volta l’ho incontrato al Bolognese a Roma, era con suo figlio e qualche amico. Ma anche sul treno abbiamo viaggiato insieme, incontrandoci». Il cuore a Napoli. A Roma la testa. Riccardo Villari è accorato: «Ho scritto una lettera al presidente del Senato Schifani per esprimere la mia volontà a rimanere nel Pd. Io non capisco perché devo essere espulso: ho chiesto le motivazioni ma nessuno me le ha date. Ed è corretto? Sono l’unico espulso dal partito e sono di Napoli: non ci sarebbe, invece, da dire qualcosa in proposito anche per Antonio Bassolino o Rosa Russo Iervolino? ». Riccardo Villari è pronto a portare fino in fondo la sua battaglia. A tutto campo: nel partito. E nella commissione di vigilanza che dirige. L’altro giorno anche il presidente Silvio Berlusconi ha detto che reputava grave che Villari rimanesse lì, senza dimettersi. Ma il senatore napoletano non si smuove: «Berlusconi è preoccupato perché ha paura che non si possa fare il Cda della Rai. Ma lasciatemi lavorare, poi ne riparliamo».

Alessandra Arachi
Corriere della Sera 22 dicembre 2008

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Pubblicato su cronaca, politica. 1 Comment »

Una Risposta to “Villari: vi racconto il mio amico Romeo. E per la vigilanza”lasciatemi lavorare””

  1. maxbruno Says:

    La questione del “Sistema Romeo” è un bel regalino di Natale che il nostro paese Italia ci hai riservato..
    Grazie ancora!


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