Napoli, Global Service: indagati anche Bocchino e Lusetti. La grande famiglia

 

bocchino-almirante

(Un giovanissimo Italo Bocchino con Giorgio Almirante)

di Wildgreta

Ed eccoci qui a registrare altri arresti e altri indagati bipartisan. Dopo il pizzino di Latorre a Bocchino, ecco Bochino indagato insieme ad un altro esponente del PD. Certamente la colpa di tutto ciò verrà data a Di Pietro, come è stata data a lui quella della sconfitta in Abruzzo. Di Pietro aveva dato anche parere favorevole all’arresto del deputato del PDL che si era candidato dichiarando il falso, ma stranamente, quando qualche mese fa, la Camera dovette votare, il PD votò contro insieme al PDL. Già prevedevano di aver bisogno, in futuro, di vedersi ricambiato il favore? Le autorizzazioni all’uso delle intercettazioni di Bocchino e Lusetti, prevedo che non arriveranno mai, così come non arriverà mai l’auorizzazione agli arresti di Margiotta del PD. Il parlamento è una grande famiglia e non si mandano in galera i parenti, per affetto. Oggi a me, domani a te è la parola d’ordine. Però si fa un gran parlare di “questione morale”. Se ne parla, appunto,  senza fare nulla. Oggi persino Violante dice che “la questione morale va affontata seriamente”. Ma và? Ma poi aggiunge che la colpa del calo del PD è anche Di Pietro. Ma come, non ha letto i risultati elettorali? Non sa che il PD ha perso un 6% di voti che non sono andati a Di Pietro, a cui è attribuibile solo un 3% in più dei voti del PD? E l’altro 6% dove sarebbe andato, secondo Violante? Lo scandalo Del Turco non c’entra nulla? Ma sì, fatevi la vostra riunione di direzione, voi del PD. Mettete ai voti la mozione in cui si chiede di staccarsi da Di Pietro per sempre, firmate la vostra condanna all’oblio. Ma, almeno, smettela di prendere in giro la gente che ha creduto in voi.

Ecco l’articolo sulla Global Service:

NAPOLI. Scattano gli arresti sull’inchiesta “Global Service”, un mega affare da quattrocento milioni di euro per il restyling delle strade, approvato dalla giunta e dal consiglio comunale di Napoli e mai varato per mancanza dei fondi.

Gli uomini della Dia e i carabinieri di Caserta hanno eseguito stamani 13 arresti, in carcere e ai domiciliari, nei confronti di Alfredo Romeo, 55 anni, e di quattro assessori del Pd fra ex e in carica, ossia Enrico Cardillo (che si era dimesso di recente, il giorno prima del suicidio dell’ex assessore Giorgio Nugnes, pure lui coinvolto nell’inchiesta e tra i destinatari delle ordinanze), Ferdinando Di Mezza, Giuseppe Gambale, anche lui ex assessore, e Felice Laudadio. Ai domiciliari anche l’ex sovrintendente alle opere pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone, e un ufficiale della finanza, Mazzuco, che era in forza alla Dia. Le accuse vanno dalla turbativa d’asta all’abuso d’ufficio alla corruzione.

L’inchiesta non coinvolge il sindaco Rosa Russo Iervolino. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Caserta, agli ordini del colonnello Carmelo Burgio, poiché essa nasce da una costola dell’inchiesta che portò un anno fa all’arresto del consigliere regionale dell’Udeur, allora Ds, il casertano Angelo Brancaccio (ex sindaco di Orta di Atella). Dalle intercettazioni effettuate in quella circostanza emersero particolari che hanno fatto arrivare gli investigatori al mega-appalto della Global Service.

L’indagine vedrebbe indagati anche il parlamentare di Alleanza Nazionale, Italo Bocchino, e il deputato del Pd Renzo Lusetti. Secondo i magistrati, l’imprenditore Romeo riceveva “illecito sostegno”, “analogo” a quello che gli sarebbe stato offerto da Bocchino, anche dall’onorevole Lusetti. Quest’ultimo, si sarebbe “adoperato per consentire all’imprenditore il proseguimento dei propri fini illeciti nel settore degli appalti, sia nella città di Napoli che nella città di Roma, in questo secondo caso intervenendo presso esponenti del Consiglio di Stato per sostenere Romeo nell’atto di appello interposto contro una decisione del Tar favorevole a una impresa concorrente”. Nelle prossime ore il gip del Tribunale di Napoli inoltrerà una richiesta di autorizzazione al Parlamento per utilizzare le intercettazioni telefoniche che coinvolgono Lusetti e Bocchino.
La delibera sulla Global Service, nello specifico, riguardava un appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria di 395 strade della viabilità principale della città, circa 250 chilometri, e per l’arredo urbano, per 396 milioni di euro. Un atto amministrativo prima della giunta, poi portato in Consiglio alla fine del 2007, e mai decollato per mancanza di risorse da parte dell’amministrazione municipale. Secondo gli inquirenti, quella delibera fu in pratica messa a punto dagli stessi tecnici dell’imprenditore Romeo, che poi passavano i capitolati dell’appalto agli uffici degli assessorati comunali competenti affinché li introducessero nel documento.

In una telefonata, uno degli assessori coinvolti nell’inchiesta si rivolgeva così a Romeo: “Ue, guagliò, si nu grande…tieni nu grande amico assessore”. Parole che, per i magistrati, indicano “una commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari e appartenenti alle forze di polizia. Tutti convergenti a soddisfare le più diversificate pretese dell’imprenditore, autocompiacendosi e grossolanamente di se stessi e dei risultati conseguiti”.

Agli atti dell’indagine vi sono poi numerose conversazioni di Romeo con l’ex provveditore alle opere pubbliche Mautone e con l’ex assessore al patrimonio Giorgio Nugnes, coinvolto anche nell’inchiesta sui disordini di Pianura e suicidatosi lo scorso 29 novembre. Conversazioni che, per i magistrati, dimostrano “quali sono i metodi adoperati da Romeo per aggiudicarsi ogni tipo di gara a cui prende parte da quelle nazionali a quelle internazionali”.

Il sindaco Iervolino, esprime “profondo dispiacere umano” per il coinvolgimento di alcuni suoi assessori e annuncia che provvederà immediatamente a sospendere i due arrestati ancora in carica, Laudadio e Di Mezza. La stessa sottolinea che “da un altro punto di vista sono però contenta: si concretizza un fantasma”. Iervolino intende aprire un confronto con il suo partito e la coalizione: “Mi riservo di parlare con gli altri miei assessori e i partiti che mi sostengono. Ho avuto nei giorni scorsi ampio sostegno sia dal mio partito che dal resto della coalizione, ma ora siamo di fronte a un fatto nuovo”.
Pupia Tv 17 DICEMBRE 2008

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