ELEZIONI ABRUZZO: PER LATORRE, QUELLO DEL PIZZINO, E’ TUTTA COLPA DI DI PIETRO

ABRUZZO/ELEZIONI: CHI E’ GIANNI CHIODI

Notizia delle 23.30: Arrestato il sindaco di Pescara D’Alfonso, del PD. Il PD voleva candidarlo al posto di Costantini (IDV).

di Wildgreta

dal sito web di Chiodi, il manifesto del suo programma politico: “La Partecipazione e la Trasparenza Una società vale meno quando sono pochi a costruire per tutti. Una buona società è quella in cui ogni persona ha la possibilità di cooperare a costruire il futuro.”

Visto l’esempio del Premier, la sintesi del programma di Chiodi appare quanto mai strana. Se c’è stato un governo nella storia della Repubblica, in cui fossero pochissime persone a decidere per tutti, questo è proprio l’attuale governo Berlusconi, dove Tremonti, Ghedini e Berlusconi, decidono le sorti di un paese intero e dove, di fatto, il Parlamento è stato svuotato di qualsiasi ruolo. Chiodi è stato accusato di voto di scambio quando, all’inizio della campagna elettorale, ha invitato gli abruzzesi a recarsi ai suoi gazebo a lasciare il proprio curriculum. Ha fatto sparire lo spot non appena qualcuno gli ha fatto sapere che è illegale promettere un lavoro in cambio di un voto. Del resto, lui, un commercialista, cosa poteva saperne di legge? Ma ora che ha vinto, il PDL è incontenibile nel vedere nel voto d’Abruzzo, un premio che viene dato al governo per la sua politica a livello nazionale. Quel voto non è più regionale, ma nazionale. E’ come se tutta l’Italia si fosse stretta attorno a Berlusconi per votare Chiodi e punire così l’odiato Di Pietro, troppo fissato con la legalità, e Veltroni che non se ne è ancora staccato, impedendo così un “sano dialogo” fra maggioranza e opposizione. A parte la nausea che tutto questo provoca alle persone che riescono a guardare oltre i proclami e la lotta per i privilegi,  è da sottolineare come uno dei primi commenti da parte del PD (che scende al 20% perdendo  circa 14 punti) sia stato di Nicola Latorre, quello del pizzino. Latorre, senza vergogna al pari di Villari, non ha trovato niente di meglio da fare che prendersela con Di Pietro, reo a suo avviso, di erodere consensi al PD invece che alla destra. Latorre, da vero politico raffinato, non si domanda come mai il PD abbia perso 14 punti. Non si chiede, Latorre, come mai l’IDV abbia triplicato i voti, mentre il PD li ha persi. Del Turco, arrestato, era del PD, non dell’IDV. Ieri, Del Turco ha dichiarato che avrebbe votato PDL. Villari ha fatto il gioco della maggioranza solo pochi giorni fa. Latorre ha passato il pizzino per aiutare Bocchino del PDL in difficoltà con Donadi dell’IDV. Che messaggio ha dato il PD ai suoi elettori? Il messaggio di volere tenere i piedi in due scarpe. Da una parte, fa proclami contro le politiche del governo, dall’altra si accorda con il governo di nascosto. Quindi, a parte tutte le chiacchiere politiche, o il PD sceglie cosa essere, o continuerà a perdere voti. E, in assoluto, o la politica sceglie di operare legalmente, oppure il nostro paese non avrà futuro.

Notizia delle 23.30: Arrestato il sindaco di Pescara D’Alfonso, del PD. Il PD voleva candidarlo al posto di Costantini (IDV).
(ASCA) – L’Aquila, 15 dic – Gianni Chiodi nasce a Teramo il 25 aprile del 1961. Sposato, ha tre figlie. Laureato alla Luiss in ”Economia e commercio” e’ contitolare di uno studio professionale che si occupa di consulenze nei settori del bilancio, della finanza aziendale, del controllo di gestione, del diritto tributario e della pianificazione fiscale internazionale. Nel corso degli anni e’ relatore in diversi convegni e seminari. Sviluppa la sua sensibilita’ politica gia’ ai tempi del liceo Classico, anche se il suo debutto ufficiale risale al 1999 quando, a tre mesi dalle elezioni al Comune di Teramo, viene candidato sindaco da Forza Italia, Alleanza nazionale e CCD. Il confronto con l’allora sindaco uscente, Angelo Sperandio, si risolve in una sconfitta. Ma da quell’anno, e fino al 2004, Gianni Chiodi ha modo di maturare. Diventa coordinatore dei gruppi di opposizione e riesce ad aggregare intorno a se’ numerose personalita’ giovani e capaci (i cosiddetti ”ragazzi del 1999”) con le quali porta avanti un apprezzato discorso propositivo. Nel 2003 parte ufficialmente la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Teramo e la Casa delle Liberta’ punta ancora su Chiodi. Lui ripaga ottenendo il 53 per cento dei voti. Teramo diventa il simbolo del rinnovamento, ed ancora oggi e’ l’unico capoluogo abruzzese governato dal centrodestra. Il resto e’ storia di questi giorni. Il premier Silvio Berlusconi lo inserisce subito nella rosa dei possibili candidati alla presidenza della Regione Abruzzo. Accanto a lui nomi del calibro dei senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, dell’ex presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Tagliente, dell’ex responsabile della Croce rossa italiana, Maurizio Scelli. A lui, infine, Berlusconi affida il difficile compito di ridare fiducia e stabilita’ ad una regione in ginocchio dopo lo scandalo sanita’.

iso/rus/ss

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