Vigilanza Rai e Trasformisti per caso:”Cielo, il mio onorevole!”

villari

Villari, «Vedrò Veltroni» . Rosy Bindi chiede l’espulsione dal Pd
«Dobbiamo guardarci a sinistra, ma quelli che si colpiscono alle spalle stanno sempre al centro»

Aveva ragione DI Pietro quando diceva che c’era già un accordo tra Villari e il PDL? E, nel caso, simo certi che l’accordo fosse solo con il PDL?

Bocchino:o “O Villari resta al suo posto o la maggioranza sceglierà un proprio candidato alla presidenza della Commissione”

di Wildgreta

Nessuno può seriamente credere che quanto è accaduto per l’elezione del presidente della commissione di vigilanza Rai, sia frutto del caso. Guardando la biografia di Riccardo Villari, che ho pubblicato qualche giorno fa, si evince che cambiare “idea” è una sua peculiarità. Villari, presumibilmente, doveva essersi accordato con il PDL in precedenza. La sceneggiata della sorpresa è stato uno spettacolo indecoroso anche per un paese che definire “serio” è ormai diventato impossibile. E così, la mancanza di serietà viaggia serenamente e pacatamente da una parte all’altra degli schieramenti politici ma, come in uno dei più classici voudeville,  ogni volta la parte che in quel momento subisce deve fingersi oltraggiata. E al posto del “Cielo, mio marito!”, dobbiamo sorbirci un, “Cielo, il mio onorevole!”. Qualcuno del PD sapeva? Questa è la domanda da farsi oggi. La successiva domanda da porsi, poi, non può essere che questa:”A quanti dava fastidio Orlando? E quanti odiano Di Pietro anche nel PD?” Era unanime l’appoggio ad Orlando? O lo aveva dato solo una parte del PD? Me lo chiedo perchè oggi Rosi Bindi chiede l’aspulsione di Villari, così come aveva fatto Veltroni tre giorni fa. Manca però una presa di posizione netta di altri esponenti del PD. Che facciamo? Aspettiamo che arrivi?

Di seguito, qualche articolo:

VILLARI: PARLO CON VELTRONI, MA NON MI DIMETTO DA PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI
Di Antonio Rispoli
/Julie News

Continua quella che è diventata una commedia, e anche abbastanza ridicola, sulla presidenza della Commissione di Vigilanza RAI. Infatti quasi tutti gli esponenti del PD – oltre a quelli dell’IdV – stanno chiedendo a Riccardo Villari, esponente del PD eletto dal PdL e dalla Lega a Presidente della Commissione di Vigilanza RAI, di dimettersi, per non prestarsi al gioco di Berlusconi e della sua maggioranza. Ma per ora Villari ha detto che non intende dimettersi. Ha ottenuto un colloquio con Veltroni per oggi alle 14; ne è previsto uno con il Presidente del Senato Renato Schifani per domani ed uno con il Presidente della Camera Gianfranco Fini entro giovedì. Finchè non sarà finito questo giro di consultazioni, Villari non intende dimettersi.

Nel frattempo continua l’altrettanto insolito pressing della destra su Villari anzichè resti. Anche oggi il Ministro per l’attuazione del programma e segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Gianfranco Rotondi, ha lanciato il suo appello affinchè Villari resti al suo posto. E ieri Italo Bocchino, vice capogruppo alla Camera del PdL, ha minacciato l’opposizione: o Villari resta al suo posto o la maggioranza sceglierà un proprio candidato alla presidenza della Commissione. Il che lascia pensare che abbia avuto ragione Antonio Di Pietro a dire che se è stato scelto Villari dal PdL è perchè già c’è un accordo preciso tra di loro.

 

ROMA – Riccardo Villari, non vuole sbilanciarsi sulle sue possibili dimissioni, chieste da molti esponenti del suo stesso partito dopo l’elezione a presidente della commissione Vigilanza sulla Rai con i voti della maggioranza. «In questi giorni mi sono consegnato a non avere immaginazione», ha detto in un’intervista al Gr1. «Vado dal mio segretario (Walter Veltroni, ndr) con grande piacere, con rispetto e non faccio previsioni. Vedremo come andrà. Sono rimasto male nel vedere giudicata la mia moralità, che non è una categoria della politica». Villari incontrerà i presidenti del Senato e della Camera «tra martedì e mercoledì sicuramente», dopo di che prenderà una decisione. «Credo che l’obiettivo che tutti dobbiamo avere non è Villari sì Villari no», ha spiegato, «è quello di trovare una soluzione che ci faccia trovare più avanti di dove eravamo e non più indietro».
BINDI: «SI DIMETTA O SIA ESPULSO» – Rosy Bindi, in un’intervista alla Stampa, prende una posizione decisa sul caso Villari: deve dimettersi o essere espulso dal Partito democratico. «Il Pd non può prestarsi a queste operazioni che sono un esempio di trasformismo. Diciamo da tempo», ha aggiunto, «che dobbiamo guardarci a sinistra, ma quelli che ci colpiscono alle spalle poi stanno sempre al centro».

BERSANI: «BERLUSCONI L’HA FATTA GROSSA» – Il ministro ombra del Pd dell’Economia, Pierluigi Bersani, intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno, ha detto di vedere «un affetto peloso da tutte le parti sulla Rai. La gente non capisce quello che sta accadendo, capisce che c’è una guerra, però magari non sa nemmeno cos’è la commissione di Vigilanza. Una cosa però ha capito, cioè che Silvio Berlusconi, anche se dice che non ne sapeva niente, l’ha fatta un po’ grossa con l’elezione di Villari».

Corriere della Sa 17 novembre 2008

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