No Gelmini/Politecnico.Il rettore: “Pronti a chiudere l’ateneo”. Il Ministro disdice tutti gli impegni e si eclissa.

Continuano le proteste nelle Università e nelle scuole di ogni ordine e grado. Il Ministro si eclissa per due settimane.Formigoni: “Quei tagli vanno rivisti”

di Wildgreta

Il Ministro Gelmini ha disdetto l’impegno al Politecnico di Milano e non parlerà con i giornalisti per le prossime due settimane.Inutile che i suoi consiglieri ripetano che la colpa è di Tremonti e che il ministro non c’entra con i tagli. Il ministro ha distrutto la scuola elementare e questa è una colpa gravissima. Altrimenti i suoi consiglieri dovrebbero dichiarare che anche il Maestro Unico le è stato imposto da Tremonti nonostante lei fosse contraria. Di seguito un articolo sull’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico e il programma delle principali manifestazioni nelle scuole e nelle università per i prossimi giorni.

FONTE ANSA:

ANCORA PROTESTE: Lezioni in Galleria a Milano, in piazza del Quirinale a Roma, volantinaggi a Firenze, assemblee negli atenei napoletani, occupazioni a Potenza e a Palermo, manifestazioni in Calabria, con tanto di ”lezioni universitarie alternative” tipo ”Ndrangheta university”. Dopo la valanga di proteste degli ultimi giorni, si e’ andata normalizzando la situazione, anche se rimangono in varie forme le contestazioni alla Gelmini.

APPELLO RICERCATORI PRECARI: Appello a Napolitano, dei ricercatori precari del Cnr e di altri enti pubblici di ricerca. In una lettera che ha finora raccolto 2.500 firme chiedono di non bloccare il processo delle stabilizzazioni.

AVVENIRE CHIEDE IL DIALOGO: La contrapposizione su scuola e universita’ va arginata trovando nuovi spazi di dialogo, ma la prima mossa in questo senso ”spetta a chi governa”: lo scrive Avvenire che inoltre apprezza l’idea lanciata da Il Foglio per la convocazione degli ”stati generali della scuola”.

Linea dura del rettore contro i tagli “indiscriminati” previsti dalla legge Gelmini. Durante l’inaugurazione è intervenuto anche il governatore della Lombardia che si è rivolto agli studenti dicendo: “State facendo un buon lavoro”
Milano, 3 novembre 2008 – Continua la protesta anti-Gelmini. Al Politecnico di Milano, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2008-2009, è intervenuto Giulio Ballio, rettore dell’università, che ha spiegato senza mezzi termini: “Ridurre il finanziamento pubblico alle università significa far morire i nostri atenei”. Dopo il rettore, Roberto Formigoni ha preso la parola. Il governatore della Lombardia ha invitato il Governo ad “un pensamento” sui tagli previsti per l’Università e prima di lasciare l’ateneo ha espresso il suo sostegno agli studenti: “Sono d’accordo con voi, state facendo un buon lavoro”.

Tra i presenti alla cerimonia inaugurale, anche Mario Monti, presidente della ‘Bocconi’. Quest’ultimo alla richiesta di un commento sulle proteste degli studenti ha commentato: ”Ascoltiamo quello che dice il rettore”. Presenti anche Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano.

L’INTERVENTO DEL RETTORE E LE PROTESTE

“Abbiamo già fatto tutta l’economia del caso e il nostro futuro dipende dai finanziamenti e della decurtazioni. Possiamo fare di tutto anche arrivare a chiudere il Politecnico”. Così Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano commenta i tagli previsti dalla riforma Gelmini per gli anni accademici 2009 e 2010.

A margine dell’inaugurazione dell’anno accademico Ballio ha sottolineato la difficoltà di gestire i tagli indifferenziati previsti dalla legge 133, tagli sempre più consistenti a partire dal 2010.
“Se mi danno solo i soldi per pagare gli stipendi di chi non posso licenziare cosa faccio? Si è chiesto il rettore. Quanto al blocco del turn over previsto nella riforma »è la cosa peggiore per il Paese. Così -ha concluso- si rinuncia ad un’intera generazione di ricercatori. È peggio dei tagli”.

Durante l’intervento del rettore, c’è stata una breve interruzione da parte di alcuni studenti durante la cerimonia inaugurale dell’anno accademico al Politecnico, che si svolge nella sede di Bovisa. I ragazzi hanno sventolato uno striscione con scritto: “Voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati”. I ragazzi sono stati fatti uscire e identificati e l’inaugurazione per il 146esimo anno accademico è ripresa. E Ballio nel suo discorso ha potuto parlare dei tagli “indiscriminati” previsti dalla legge Gelmini: “Ridurre il finanziamento pubblico alle università significa far morire i nostri atenei, rinunciare a formare capitale umano, ammazzare la ricerca e l’innovazione scientifica e tecnologica del nostro paese”.

Durante il suo discorso il rettore ha marcato concetti quali il merito e la necessità di valutazione e ha puntato il dito contro “il Governo italiano che ha inviato al Paese un messaggio devastante, l’università statale è una pubblica amministrazione e come tutte le amministrazioni statali è inefficiente e sprecona. È cieco e irresponsabile ridurre i finanziamenti per l’università – ha detto il rettore – quando ogni studio, incluso l’ultimo dell’Ocse, evidenzia che l’Italia è un fanalino di coda del mondo occidentale negli investimenti in alta educazione”.

I criteri di finanziamento, secondo il rettore dell’università, dovrebbero essere agganciati alla valutazione degli atenei: “Noi chiediamo da anni di essere valutati secondo procedure ormai ben collaudate in altre nazioni. Soltanto così – ha proseguito – il ministro Tremonti potrebbe verificare che molti atenei hanno gestito al meglio e fatto fruttare le risorse statali loro assegnate”.

L’INTERVENTO DI FORMIGONI

Il governatore della Lombardia, nel suo intervento lancia un invito al Governo affinchè avvii una fase di ripensamento sulla legge che riforma il sistema scolastico: “Il mio è un invito al ripensamento. Capisco che in un momento di crisi bisogna stare molto attenti ma la razionalizzzazione deve puntare alla qualità. Non ci devono essere tagli indistinti ma bisogna distinguere le università inefficienti da quelle virtuose”.

Formigoni ha precisato che il suo “Non è un attacco al Governo. La riforma e la razionalizzazione della spesa sono necessarie. Io ho portato un contributo al governo del Paese che credo sia ampiamente condiviso dalla Lombardia. Noi siamo sempre stati disponibili a fare quelle riforme che portano allo sviluppo del Paese ma devono essere riforme attente all’efficienza e alla qualità del sistema riconoscendo la bontà di quelle università che sono già state virtuose e sagge”. Per avviare un ripensamento sulla legge 133 Formigoni ritiene che “sia utile un confronto con i protagonisti del sistema universitario, docenti e studenti cercando insieme le riforme”. Non da meno è l’importanza del confronto con i rappresentanti dell’opposizione, così come invocato dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. “Certamente – ha proseguito Formigoni – è necessario il confronto in Parlamento. E’ sempre meglio se si va verso una riforma condivisa”.

Prima di lascire il Politecnico Roberto Formigoni si è rivolto agli studenti: “Sono d’accordo con voi, state facendo un buon lavoro”. Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha voluto salutare gli studenti. Formigoni quando è uscito è stato salutato da un coro da stadio di ragazzi che urlavano “Pubblica è l’università, noi studiamo non protestiamo”. Il governatore mentra se ne andava, ha anche aggiunto di aver letto un volantino che gli studenti stanno distribuendo da questa mattina e “ho deciso di tornare indietro per dirgli che stanno facendo un buon lavoro, sono d’accordo con loro”.

Il Giorno 3 novembre 2008

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