I MISTERI DIETRO AL SUICIDIO DELL’ASSESSORE NUGNES

nugnes

 Le ultime parole del politico: «Prenderanno una donna molto potente». I particolari del suicidio

NAPOLI Ha pianificato il suo suicidio con una meticolosità che solo un ex parà della Folgore come lui poteva avere. Tre lettere a moglie, fratello e figli, una lunghissima intervista al giornale della sua città, il Roma, un misterioso passaggio negli uffici del Comune, dove fino a pochi mesi fa aveva la sua scrivania di assessore alla Protezione civile, l’ultima giornata al suo posto di lavoro negli uffici della Regione Campania, per lasciare tutte le carte in ordine.

E poi i particolari più atroci: Giorgio Nugnes si è barricato nella tavernetta di casa e ha fatto jogging sul tapis roulant per arrivare col cuore in gola all’ultimo minuto di vita, perché l’impiccagione fosse più rapida ed indolore possibile. Si è strangolato appendendosi con dei fili elettrici, tanto sottili che la moglie si è tagliata le mani per liberarlo dalla morsa fatale. Respirava ancora e i tentativi di rianimarlo sono durati mezz’ora, raccontano i primi soccorritori. Tutto inutile.
Ma né le lettere né l’intervista né le ultime confidenze fatte a giornalisti e conoscenti diradano i dubbi attorno al suicidio dell’ex assessore della giunta Iervolino, travolto da un’inchiesta giudiziaria che lo aveva portato anche agli arresti domiciliari. Dubbi alimentati anche da alcune frasi misteriose delle ultime ore, che alludevano a sviluppi giudiziari eclatanti.
L’inchiesta, appunto: è ad essa che vanno i primi pensieri dei napoletani, appena la notizia si diffonde. Nugnes era accusato di aver fomentato i disordini di Pianura, di aver fornito informazioni sugli spostamenti della polizia ai facinorosi che misero a ferro e fuoco il quartiere per protestare contro l’eventuale apertura di una discarica nel gennaio scorso, in piena emergenza rifiuti. Ma la preoccupazione per quell’indagine non pare a nessuno una motivazione sufficiente. Il peggio era ormai dietro le spalle, sono passati quasi tre mesi dall’arresto ai domiciliari, una misura che in pochi giorni era stata trasformata nel più morbido divieto di dimora nel quartiere di Pianura. Recentemente anche questa misura era stata attenuata: poteva tornare a casa tre giorni a settimana. La sua posizione non sembrava particolarmente pesante. Certo, aveva dovuto lasciare l’incarico di assessore, e probabilmente il suo futuro politico (un passato nella Margherita, ora nel Pd) era forse definitivamente compromesso. Eppure nell’ultima intervista al Roma, la cui pubblicazione, ironia della sorte, era prevista proprio per oggi, si diceva tranquillo: «Sono sereno, e devo tutto alla mia famiglia. Affronterò il processo con ottimismo, sapendo che riuscirò a dimostrare la mia innocenza. Sono tornato al mio lavoro e ai miei hobby, prima di morire voglio fare il contadino».
Però ai giornalisti del Roma non era sfuggito il suo mutato aspetto ed il suo morale a terra. Sciupato, pallido, stanco, nervoso. È rimasto in redazione per due ore, poi è sceso con dei giornalisti per un caffè, poi è tornato e si è rimesso a parlare ancora a lungo, a taccuini chiusi. Ed è qui che ha detto le cose più interessanti. Ha parlato di un dossier scottante in suo possesso, di un cd su cui aveva racchiuso dei dati, ha promesso ai giornalisti del quotidiano che presto avrebbe potuto fornire loro quel materiale. Nugnes prevedeva che le inchieste della Procura non avevano ancora toccato i livelli alti del potere politico in Campania, che presto molti grossi nomi sarebbero finiti nel tritacarne giudiziario. Che lui aveva le prove, che presto sarebbero state pubbliche. Ne era convinto. E poi ha accennato a storie inquietanti, ma senza fare nomi: una donna in particolare, una donna molto influente, con una relazione stretta con un potente uomo politico. Una donna che agisce nell’ombra e che gli aveva dato prova di molto potere, di avere informazioni sensibili nell’ambito del commissariato rifiuti e nella gestione dell’emergenza. Erano i giorni caldi delle proteste di strada. «Una volta mi disse: tra mezz’ora ti chiama il prefetto. E mezz’ora dopo il mio telefono squillò e c’era il prefetto». Volevano convincerlo a far calmare gli animi, a recedere dal no alla discarica. «Una mattina mi rivelò: oggi la polizia avrà altro da fare che pensare a Pianura. E dopo un’ora in effetti i blindati con gli agenti si allontanarono dal quartiere». Nugnes voleva intendere che c’era una regia occulta molto più in alto di lui, una lobby politica che utilizzava anche persone al di fuori della politica, persone che non appaiono col proprio volto sullo scenario cittadino.
Ma cosa può avere a che fare tutto questo con il suicidio? Se Nugnes custodiva dossier e cd con file «sensibili», verranno fuori da qualche parte. È una questione che in queste ore dovrà appurare la magistratura inquirente. Restano i dubbi sulle motivazioni di un gesto così estremo. Gli osservatori delle cose cittadine non mancano di notare una coincidenza. Il giorno prima del suicidio, venerdì, un altro importante personaggio si è dimesso dalla giunta comunale di Napoli. Enrico Cardillo, potente assessore al bilancio, ha detto improvvisamente addio alla Iervolino e alla politica: «Torno ad insegnare all’Università, non farò mai più attività politica». Anche lui aveva ricevuto mesi fa un avviso di garanzia dalla Procura di Napoli, per un’altra inchiesta riguardante le consulenze d’oro per il piano strategico. «Ma le vicende giudiziarie non c’entrano con le mie dimissioni», ha detto Cardillo in una conferenza stampa a Palazzo San Giacomo. Negli stessi minuti, in tanti hanno visto Nugnes pochi corridoi più in là. È tornato nel suo ex assessorato. Ha girato in vari uffici, ha incontrato un assessore. Molti sono rimasti colpiti dal suo aspetto abbattuto. Perché Cardillo abbandona improvvisamente la politica (quando solo il giorno prima aveva negato ai giornali l’eventualità di sue dimissioni)? Perché Nugnes va in Comune? Perché dopo poche ore si suicida? Cosa può essere successo negli ultimi giorni per determinare decisioni diversissime ma entrambe drastiche nello stretto entourage del sindaco Rosa Russo Iervolino?
Voci insistenti vanno ripetendo che da tempo la Procura di Napoli ha avviato una delicatissima indagine sulla gestione dell’immenso patrimonio immobiliare del Comune. E nell’inchiesta sarebbero coinvolti personaggi che siedono ai piani alti di Palazzo San Giacomo. Si attendono provvedimenti gravi. E nessuno si sente di escludere che Nugnes e Cardillo possano avere, a torto o a ragione, qualcosa da temere. Un ulteriore tassello che si aggiunge al puzzle irrisolto del suicidio di un uomo.

IL TEMPO 30/11/2008

Indagini sul suicidio di ex assessore Nugnes
08.35: Sarà la magistratura a far luce sul suicidio dell’ex assessore del comune di Napoli Giorgio Nugnes, trovato impiccato ieri nella sua abitazione alla periferia del capoluogo campano. Coinvolto nell’inchiesta sugli scontri per la discarica di Pianura, Nugnes era accusato della regia delle proteste. Ai domiciliari dal 6 ottobre, il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico. Rabbia di amici e parenti.

Per l’avvocato l’ex assessore di Napoli ai domiciliari per gli scontri di Pianura
sapeva di essere oggetto di accertamenti per una storia di appalti e camorra
Il procuratore Lepore: “Nessun nesso tra il grave gesto e i fatti giudiziari”
Il sindaco Iervolino: “Clima pesante da ‘adesso succede chissà che cosa’ non aiuta”
Il suicidio di Nugnes, parla il legale
“Si sentiva perseguitato dai magistrati” 

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Rosa Russo Iervolino e Giorgio Nugnes
NAPOLI – Nugnes era “convinto che i magistrati lo volessero incastrare”. Il giorno dopo il suicidio di Giorgio Nugnes, ex assessore comunale di Napoli, il suo avvocato, prova a fornire alcune chiavi di lettura per le ragioni del suo gesto. L’ex esponente del Pd era stato arrestato per gli scontri alla discarica di Pianura ma, secondo quanto accertato da Repubblica, la magistratura aveva aperto un secondo filone di indagine su un presunto coinvolgimento, probabilmente marginale, in una storia di appalti in odore di camorra. Ma gli inquirenti smentiscono l’apertura di un secondo fascicolo a carico dell’ex assessore.

Il difensore. Era “convinto che i magistrati lo volessero incastrare”, dice l’avvocato Nello Palumbo, ex senatore della Margherita e difensore dell’ex assessore comunale. Da qualche tempo, secondo Palumbo, Nugnes era entrato “in uno stato di profonda prostrazione psicologica: era avvilito, si era convinto che esistesse un accanimento nei suoi confronti. E questo lo portava a vedere tutto nero”.

La prima accusa. Una, in particolare, la questione che Nugnes non riusciva ad accettare: “Era accusato di essere tra i registi degli scontri di Pianura, per alcune telefonate in cui parlava dei movimenti dei blindati delle forze dell’ordine intorno alla discarica. Ma non riusciva a capire perché, negli atti dell’inchiesta, non fosse stata trascritta la telefonata che aveva fatto in quelle ore a una giornalista, dicendo anche a lei che cosa stava accadendo a Pianura”. Quella conversazione, secondo Nugnes, lo avrebbe scagionato “perché se fosse stato d’accordo per causare disordini e devastazioni non avrebbe certo chiamato una cronista”.

Il legale spiega ancora che Nugnes “non si capacitava del fatto che una conversazione a suo favore, certamente intercettata come le altre, non fosse stata trascritta e messa agli atti. Io ho provato a rincuorarlo, spiegandogli che nel processo avremmo fatto colmare questa lacuna, ma lui era prostrato dalla fatica nel far emergere la verità”.

Il secondo filone di indagine. Per quanto riguarda il secondo filone di indagine, ovvero il presunto coinvolgimento in una storia di appalti in odore di camorra, l’avvocato Palumbo chiarisce che Giorgio Nugnes sapeva da un mese e mezzo di essere oggetto di accertamenti da parte della procura di Napoli. Il legale precisa però che al riguardo l’ex assessore non aveva ricevuto alcun avviso di garanzia nè era stato ascoltato dai magistrati. Secondo Palumbo si trattava di una indagine legata a verifiche su appalti del Comune di Napoli.

“Nugnes era avvilito”. “Le telefonate di Giorgio intercettate sui disordini di Pianura – spiega Palumbo – provenivano da un procedimento preesistente”: insomma, l’utenza telefonica di Nugnes era già sotto controllo per altre ragioni, prima della guerriglia contro la discarica. Da questo fronte, però, “non era venuta alcuna contestazione di fatti specifici”. Per questo motivo lo stesso difensore non aveva ancora compiuto approfondimenti: “Nei nostri colloqui, l’ultimo dei quali solo giovedì scorso, la questione Pianura era quella centrale – racconta l’avvocato -. Nugnes era avvilito anche dal divieto di dimora nella sua abitazione di Pianura, non ne capiva la ragione e lo faceva soffrire per la lontananza da moglie e figli. Nemmeno l’attenuazione del divieto, con la possibilità di stare a casa tre notti la settimana, era servita a rincuorarlo”.

Gli inquirenti. La procura di Napoli e la Dda, attraverso il coordinatore Franco Roberti, smentiscono intanto l’ipotesi che l’ex esponente del Pd fosse coinvolto in una seconda inchiesta giudiziaria condotta dalla stessa Dda. In proposito risponde anche il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore: “Non c’è un nesso fra il suicidio dell’ex assessore comunale Giorgio Nugnes e l’attività giudiziaria”. “Non vi sono elementi – aggiunge Lepore – per poter ritenere che Nugnes possa essere stato indotto al grave gesto da fatti giudiziari”. Il procuratore della Repubblica sottolinea che “il suicidio dell’ex assessore non si può addebitare alla magistratura”.

Rosa Russo Iervolino. Il clima pesante, da “adesso succede chissà che cosa…” non è di aiuto. dice il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. “La prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a leggere la dichiarazione di Lepore – ha detto il sindaco – che sembrerebbe smentire. Certamente, se ci fosse più rispetto del segreto istruttorio, che sta diventando il segreto di Pulcinella, si farebbe anche meno male”. “Ti viene da dire: ma perché? – ha continuato il sindaco – Guardando, sia pure superficialmente, i giornali di oggi, non emerge nulla di così grave. La paura di una nuova inchiesta? Ma uno la nuova inchiesta la affronta. Quindi la mia domanda è: perché?”. “Rimane l’impressione immediata – è la conclusione – quella di una forte sproporzione fra l’accusa e il gesto di disperazione”.

(la repubblica 30 novembre 2008)

BERLUSCONI: “LA SINISTRA E’ IN DIVORZIO CON LA REALTA’ DEL PAESE”.MA IL MATRIMONIO DELLA DESTRA E’ GIA’ IN CRISI

DI PIETRO:La norma sull’aumento dell’Iva sulle pay tv è scandalosa. Berlusconi, come al solito, invece di lavorare per gli interessi dei cittadini, pensa a tutelare i propri affari”.

Di Wildgreta

Come si fa a pensare che le persone siano così stupide da non accorgersi che non esiste un solo provvedimento di questo governo che, di nascosto, non infili sempre qualche favore a Berlusconi o ai suoi amici? Come si fa a non andare oltre i proclami? E cosa c’entra l’IVA su SKY con gli aiuti alle famiglie? La storia dei libri di testo, poi, è tutta da verificare, perchè secondo le piccole case editrici specializzate, tale provvedimento penalizzarebbe fortemente loro, favorendo le grandi case editrici. Berlusconi, però, dice che “gli pare che la Mondadori abbia rinunciato alle edizioni scolastiche”. Fra un po’ scopriremo la verità, visto che ad ogni dichiarazione o proclama, corrisponde sempre un favore fatto a qualcuno (che non siamo mai noi cittadini). Riguardo i privilegi che, secondo La Russa andrebbero tolti a tutti perchè siamo in crisi, ci spieghi come mai con questo governo le spese per le consulenze sono aumentate, i voli di stato anche (eliminati i limiti imposti dal governo Prodi), il tetto dello stipendio massimo ai manager della Pubblica Amministrazione istituito dal governo Prodi è stato rimosso, così come il cumulo delle pensioni per tali manager. Molto divertente è poi l’idea che il dialogo con il PD possa farsi solo se il PD rompe con Di Pietro; già, così potrebbero mettersi d’accordo tra di loro spartendosi i privilegi e scambiandosi i favori come già qualcuno del PD ha atto in passato e recentemente (Caso VIllari-D’Alema). In ultimo, da sottolineare la dichiarazione di ieri fatta da Massimo D’Alema:”Devo tornare ad impegnarmi per il aprtito, perchè è necessaria una discussione serena”. Ma che bravo, si prepara a succedere a Veltroni? “Con questi leader non vinceremo mai”, diceva Nanni Moretti qualche anno fa. Non sapeva, allora Moretti, che questi non sono i leader della sinistra, ma persone che hanno fatto del potere , la loro ragione di vita.Persone alle quali della “sinistra” non importa assolutamente nulla, infatti è solo un termine per attirare consensi da utilizzare a proprio uso e consumo. Non si spiegherebbero,altrimenti, l’assenza di opposizione da parte del PD nei primi mesi di questo governo Berlusconi, nè l’affossamento del governo Prodi. Difendiamo Di Pietro, perchè, almento, non è connivente.

PENALIZZATE MEDIASET E MONDADORI. VERAMENTE LE PICCOLE CASE EDITRICI NON LA PENSANO COSI’

SESTO SAN GIOVANNI (MILANO) – “E’ stata penalizzata anche Mediaset che sta facendo partire una tv a pagamento. Questo significa che la sinistra si è inventata ancora una volta la menzogna del conflitto di interessi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con il convegno della Dc autonomista, parlando dell’aumento dell’Iva per le tv a pagamento.

“La sinistra – ha detto Berlusconi – aveva dato a Sky per i rapporti che aveva con quella televisione il privilegio del 10% dell’Iva. Abbiamo tolto quei privilegi e abbiamo fatto ritornare l’Iva a Sky uguale a quella di tutti gli altri”. Berlusconi ha quindi ribadito: “Sky non è una concorrente di Mediaset perché viaggia sul satellite. Mediaset però è stata penalizzata”.

Il decreto Gelmini ha colpito anche la Mondadori. “Qualche settimana fa – ha spiegato Berlusconi – abbiamo introdotto la norma secondo la quale i libri di testo potranno essere adottati solo con una cadenza di cinque anni. In questo modo è stata colpita la Mondadori che, mi sembra, abbia deciso di uscire dal comparto della scolastica”. Berlusconi ha così accusato la sinistra di utilizzare il conflitto di interessi senza rendersi conto che, per esempio, il decreto Gelmini colpisce anche la Mondadori: “La sinistra – ha concluso – è in divorzio con la realtà del Paese”.

“Se la sinistra vuole veramente dialogare con noi una cosa potrebbe veramente farla: porre fine all’alleanza con il signor Antonio Di Pietro, calunniatore e violento. Farebbe un servizio al Paese”, ha aggiunto Berlusconi.

Il premier e’ a favore dell’abolizione dell’Irap

MILANO – Se sara’ mantenuto l’aumento dell’Iva per Sky dal 10% al 20% come previsto dal pacchetto anticrisi varato dal governo lo decidera’ il Parlamento che e’ chiamato a trasformare in legge il decreto, secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. ”Lo dira’ il Parlamento” ha detto Sacconi arrivando a un incontro con i Giovani di Forza Italia a Milano.”Anch’io sono abbonato a Sky ma non bisogna dimenticare che quando nacque la pay tv noi demmo uno sconto che gli altri non avevano. Oggi è stata riportata a livello degli altri, è cioé stato tolto un privilegio”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a proposito dell’aumento dell’Iva per Sky inserito nel dl anticrisi del governo. “In tempi di crisi i privilegi vanno tolti a tutti” ha aggiunto La Russa.

“La norma sull’aumento dell’Iva sulle pay tv è scandalosa. Berlusconi, come al solito, invece di lavorare per gli interessi dei cittadini, pensa a tutelare i propri affari”. Lo afferma Antonio Di Pietro che sottolinea come “emerge, ancora una volta, il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio, un’anomalia tutta italiana che l’Idv ha chiesto di risolvere sin dal primo giorno che è entrato in Parlamento”. “Mentre la crisi economica – osserva Di Pietro- attanaglia tutto il Paese, Berlusconi pensa a tutelare la sua azienda di famiglia e a penalizzare il suo maggiore concorrente privato, per trarne profitto”. “E’ una vergogna, una norma da Repubblica delle banane”. conclude il leader dell’ Idv.

Il figlio di Bossi è un somaro: perchè il padre non gli prende un maestro unico?

       NASCE L’ASINO PADANO

IL FIGLIO DI BOSSI E’ UN SOMARO, L’INCREDIBILE CONSIGLIO DI UN “PADANO”: PERCHE’ NON VA IN FABBRICA PER DARE L’ESEMPIO?”

Non si è presentato a scuola a vedere il tabellone

Renzo Bossi bocciato per la terza volta all’esame di maturità

Dopo il ricorso al Tar il figlio del leader del Carroccio non ha superato l’esame orale sostenuto da privatista al liceo scientifico del Collegio Arcivescovile Bentivoglio di Tradate, in provincia di Varese

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 29 novembre, ore 17:42
Varese, 29 nov. (Ign) – Non c’è due senza tre: il tabellone indica ‘Esito negativo’. Ancora una volta Renzo Bossi (Nella foto) non ha superato l’esame di maturità.

Il figlio del leader del Carroccio e ministro delle Riforme è stato infatti bocciato all’esame orale sostenuto ieri mattina da privatista al liceo scientifico del Collegio Arcivescovile Bentivoglio di Tradate, in provincia di Varese. Leggi il seguito di questo post »

Chiaiano, l’Esercito denuncia i comitati:”Mai interrato l’amianto”

Giannini: «Mai interrato l’amianto, è vilipendio e procurato allarme». Ingombranti, al via maxi-intervento

 “Nuove integrazioni,nuove info e nuovi esposti in Procura dei Comitati, dell’associazione giuristi democratici e del sindaco di Marano. Interrogazione parlamentare dell’Idv”

di Wildgreta

Mi faccio una domanda: il  “procurato allarme” è costituito dall’amianto o dai cittadini che ne hanno paura e hanno sporto denuncia contro chi nella cava stava lavorando? Basta stabilire chi ha annunciato per primo la presenza dell’amianto: l’esercito o i comitati?

IL COMUNICATO DEL PRESIDIO DI CHIAIANO

Forse dovremmo addirittura ringraziare il generale Giannini!

Se infatti si procederà sulla sua denuncia contro i
comitati dei cittadini per calunnia e vilipendio delle forze
armate sulla vicenda “Amianto e Rifiuti Speciali a
Chiaiano”, ci sarà finalmente un ambito istituzionale in
cui sarà possibile appurare cosa hanno combinato nella
cava di Chiaiano in questo ultimo mese! *Per parte nostra
continuiamo a contribuire all’accertamento dei fatti con
nuove integrazioni all’esposto già presentato. Leggi il seguito di questo post »

Rai: Di Pietro, Villari Rimarra’, Berlusconi Vuole Umiliare Veltroni

di Wildgreta

Sono d’accordo con Di Pietro sul fatto che Villari rimarrà finchè lo vorrà Berlusconi e l’ho pensato nel momento in cui, Berlusconi, a sorpresa, qualche giorno fa ha dichiarato che Villari doveva dimettersi. Il fatto più grave, però, resta sempre il pizzino. Ovvero l’autore e il mandante. Latorre pare sia stato appena sfiorato dalla vergogna, D’Alema tace.  Se pensiamo che il maggior partito di opposizione italiano, il maggior partito di sinistra, è fatto anche da persone come loro e, sull’altro versante, da persone come Veltroni, che per mesi non ha fatto nessuna opposizione ai provvedimenti del governo, non si può pensare che la situazione non sia grave. Gli elettori del PD non sapranno più a chi credere e, invece, avrebbero bisogno di qualcuno in cui credere. Anche Di Pietro ha bisogno di aiuto dalla sinistra, non può combattere da solo, perchè da solo è condannato all’opposizione eterna. Spero che i partiti rimasti fuori dal parlamento, dimostrino la maturità necessaria per capire che divisa e litigiosa, la sinistra si è ridotta così. Berlusconi intanto sorride e pensa che, tanto, per i prossimi anni, non ci sono i numeri per mandarlo a casa. Già, magari le persone ci sono, ma mancano i numeri. Alla politica dei “distinguo”, bisognerebbe sostituire quella della matematica, che come tutti sanno, non  è un’opinione. Leggi il seguito di questo post »

ADOZIONI: MUSSOLINI, ENTRO NOVEMBRE PDL PER CONSENTIRLE AI SINGLE

Roma, 20 nov. – (Adnkronos) – Potrebbe arrivare entro la fine di novembre un progetto di legge che permettera’ l’adozione anche ai single. Lo ha annunciato la presidente della Commissione parlamentare Infanzia Alessandra Mussolini, a margine delle celebrazioni della Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. ”Entro fine novembre -ha annunciato Mussolini- presentero’ una Pdl sulle adozioni per ridurre i tempi e che consentira’ l’adozione, cosi’ come accade gia’ per l’affido, anche i single”. Quanto alle possibili critiche che potrebbero derivare da questa apertura, gia’ peraltro espressa in passato dalla Mussolini, la presidente della Commissione risponde: ”Non importa”. Quindi ha spiegato che i pilastri della proposta sono tre: ”Innanzitutto rendere possibile un’adozione responsabile da parte di persone che sono benestanti e possono adottare bambini piu’ grandi, togliendoli cosi’ dagli istituti”. Altro punto fondamentale, ha proseguito Mussolini, e’ la previsione ”dell’ascolto e del consenso dei minori, anche sotto i 14 anni, che ora non e’ consentito”. Infine, ”la riduzione di tutti i tempi e la trasparenza massima per quanto riguarda le adozioni internazionali, rivedendo tutti gli enti autorizzati: sono 74. Sono troppi, alcuni -ha denunciato- fanno solo un’adozione l’anno. Questo non deve essere consentito”. Intanto ha concluso Mussolini, ”la nostra priorita’ e’ sapere quanti sono i bambini negli istituti e nelle case famiglia, come vivono, ma soprattutto, rendere piu’ semplice l’adozione”.
(Ste/Pn/Adnkronos)

20-NOV-08 12:20

DECRETO ANTICRISI: IL PARTITO DELLA CARITA’

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il DECRETO AL VARO venerdi’. cgil: «piano generico. confermato sciopero DEL 12/12»
Bonus figli e social card da 40 euro al mese: ecco il pacchetto anti-crisi
Sul tavolo anche ipotesi di un intervento sui mutui e del blocco delle tariffe. Berlusconi: «Accettiamo i consigli di tutti»

Di Wildgreta

Non so cosa pensare di queste proposte, certo è che, dai commenti che ho letto, non sembrano un gran che. C’è questa strana aria di qualcuno ricco che fa l’elemosina al povero. Ecco, quando sento la Marcegaglia, Berlusconi e tanti altri, parlare di interventi per le famiglie, sento una frase in sottofondo che dice:”Finora ci siamo sistemati i c…nostri, adesso vi facciamo l’elemosina, così a Natale potrete comprare i regali”. E poi non posso fare a meno di ricordare cosa ha detto Berlusconi a Teramo sabato scorso di fronte ad una platea francamente attonita:”Siete voi che potete salvare l’Italia dalla crisi, basta che compriate di più, così le aziende non dovranno produrre di meno”. In effetti, come non averci pensato prima?

ROMA – Il pacchetto anti-crisi messo a punto dal governo conterrà un bonus per i pensionati e per i figli a carico, oltre alla «social card» già prevista dalla manovra. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti durante l’incontro a Palazzo Chigi tra governo-parti sociali sul piano anti-crisi. «Il decreto legge con le misure anti-crisi sarà varato venerdì prossimo» dopo la diffusione del documento europeo, ha anche aggiunto Tremonti. «Molto dipenderà dalla collaborazione di tutti. Siamo pronti a accettare «i consigli di tutti», ha detto il premier Silvio Berlusconi aprendo l’incontro. Leggi il seguito di questo post »

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