Gli studenti ” assediano” il Senato, seduta sospesa più volte


Martedì 28 Ottobre 2008 18:46
A Torino era prevista la visita della Gelmini all’Unione Industriale, ma la Ministro ha annullato l’incontro, gli studenti avevano programmato di sdraiarsi a terra per simulare la morte dell’università italiana.

di Sandro Carli dal sito www.dazebao.org

E’ Palazzo Madama dove si discute il decreto Gelmini il punto di raccordo del movimento degli studenti. Quelli di Roma, delle scuole medie e delle università sono in prima fila, “assediando” il palazzo dove la maggioranza di governo si appresta ad approvare un provvedimento che devasta tutto il settore dell’istruzione pubblica. Alle manifestazioni che si svolgono nella capitale fanno da ” supporto” quelle che si svolgono in tutto il paese e che raggiungono in queste ore il loro apice, in vista dell’approvazione definitiva al Senato del provvedimento, prevista per mercoledì mattina.

Mentre continuano i cortei, le occupazioni , le lezioni aperte, l’attenzione del movimento si è sempre più concentrata dove sono arrivati ben sette cortei. “Non pagheremo la vostra crisi” è scritto su un grande striscione che apriva il corteo degli universitari della Sapienza e di Roma 3. I ragazzi delle scuole medie superiori sventolavano i loro portafogli e chiedevano alla Gelmini: ” Vuoi pure questi?”. C’i sono anche i genitori. Tre di loro si sono vestita da Re Magi per consegnare migliaia di firme al ministro che si trova nell’aula del Senato. E’ proprio qui di fronte che qualche migliaio di ragazzi e ragazze mantengono un presidio, nonostante il maltempo che ha investito in queste ore Roma, per ribadire il proprio “no” alle iniziative del governo in materia di scuola e università. “Siamo in 10mila” fanno sapere gli studenti che occupano lo stretto passaggio che da piazza Navona porta all’ingresso principale del Senato. Ed è sempre qui che in giornata si sono registrati momenti di tensione tra le forze dell’ordine ed i giovani manifestanti, sfociati poi nel fermo di un ragazzo che aveva tentato di scavalcare le transenne. Ma anche momenti di gioia come quando è stata data notizia che la seduta dei senatori era stata sospesa per mancanza del numero legale, un segnale dei mal di pancia che ci sono anche all’interno della maggioranza. Schifani, il presidente, perciò vuole affrettare i tempi e non accetta di consentire un prolungamento dei tempi di discussione così come richiesto dalle opposizioni dell’Idv e del Pd. L’Italia dei Valori espone in Aula cartelli con scritto ” La chiamate istruzione ma create distruzione”. La seduta viene sospesa con la convocazione dei capigruppo.
E mentre continuano ad ingrossarsi le fila del sit-in che procederà ad oltranza per tutta la notte, con l’arrivo del corteo degli universitari che a migliaia hanno sfilato per le vie di Roma dietro lo striscione “non pagheremo la vostra crisi”, si allarga anche il fronte di coloro che parteciperanno allo sciopero generale del 30 ottobre. Nelle ultime ore ha infatti aderito anche l’Unicobas.
Un nuovo ammonimento al governo arriva anche dal segretario del Pd Walter Veltroni, il quale è tornato in queste ore a chiedere al governo di ritirare il decreto Gelmini. “Sarebbe un atto di arroganza andare avanti” ha affermato il leader dei democratici, nel corso di una conferenza stampa alla Camera. “È indice di intelligenza – ha aggiunto Veltroni – fermarsi quando un provvedimento crea tanto conflitto sociale”. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista nell’esprimere la solidarietà nei confronti degli studenti, dei ricercatori, del mondo della scuola e dell’università chide non solo il ritiro del decreto ma anche le dimissioni del ministro Gelmini.
Significativa del livello a cui è giunto lo scontro, anche la posizione espressa dal rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, il quale dalle pagine de La Stampa fa sapere che “se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma delle università, non potrò che dimettermi insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato tutti – ha detto Profumo -, siamo tutti d’accordo”.

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