Sciopero:300.000 in corteo e gli universitari assediano la Gelmini

Uno striscione: “Noi la vostra crisi non la pagheremo”

ESPLODE LA PROTESTA CONTRO IL GOVERNO

 Oggi è un giorno particolare. La protesta è esplosa e sarà difficile fermarla

Sciopero generale del sindacalismo di base 300.000 in corteo

Lo sciopero generale nazionale di 24 ore indetto dai sindacati di base, Cub, Cobas e SdL ha chiamato oggi all’adesione tutti i lavoratori pubblici e privati di ogni categoria, scuola e trasporti compresi e la protesta ha riguardato tutti i comparti della mobilità. A Roma oltre allo sciopero generale, i sindacati hanno indetto una manifestazione nazionale che ha registrato la partecipazione di circa 300.000 persone.

-Manifestazioni a Milano e Torino

Scuola. La Cisl conferma lo sciopero generale
Scrima: «Verso la desertificazione del sistema scolastico»
È partita e finita sotto una fitta pioggia, a Roma, la manifestazione organizzata dai sindacati di base Rdb, Cobas e Sdl nel giorno dello sciopero generale. «La sensazione che questa manifestazione sia grandissima è ora certezza: enorme la partecipazione e grandissima anche l’adesione allo sciopero» non ha nascosto la sua soddisfazione Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale Sdl. Alla fine i numeri gli hanno dato ragione infatti i partecipanti alla manifestazione sono stati circa 300.000.

Il corteo, partito da piazza della Repubblica, è stato aperto da uno striscione con la scritta: «Tremonti e Gelmini distruttori della scuola». A sfilare naturalmente, oltre alle varie categorie di lavoratori aderenti ai sindacanti di base, anche i coordinamenti degli studenti universitari e delle scuole superiori. Hanno protestato contro i tagli alla scuola, all’università, alla ricerca, i tagli al tempo scuola e il ritorno al maestro unico, insieme a genitori e insegnanti. Il passaggio di un gruppetto di alunni delle elementari, accompagnati dalle proprie mamme e insegnanti, che attraversava piazza Esedra ormai gremita, è stato salutato con un lungo applauso dai fratelli maggiori ormai arrivati all’università.
In corteo tutti i settori del pubblico impiego, i Vigili del Fuoco, la Protezione civile, operatori dei trasporti, insegnanti, ricercatori, tantissimi studenti, bambini e genitori tutti accomunati, ha spiegato il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, una delle tre sigle che ha indetto la manifestazione, dalla preoccupazioni per il futuro: «C’è una volontà di denuncia – ha affermato Bernocchi – di tutte le politiche economiche di questo governo che salva i banchieri e mette in discussione i posti di lavoro dei precari, mette in discussione i diritti».

E sono stati rivolti specialmente contro i ministri Gelmini e Brunetta gli slogan presenti sugli striscioni e quelli scanditi nei cori dei manifestanti: «noi la scuola l’amiamo» hanno scritto gli alunni del liceo Kennedy di Ariccia. «Oggi termina la nostra occupazione – hanno detto gli studenti del Mamiani – è stata un’iniziativa simbolica ma la nostra lotta continua: il futuro è nostro e ce lo vogliamo prendere». Inviti a tutta voce per il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini «guarda quanti siamo, la pioggia non ci spegne». Nel corteo anche un gruppo di vigili del fuoco, con una barella sulla quale hanno adagiato un manichino in divisa, alle cui spalle è stata posta una foto del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta intento a succhiarne il sangue. «Siamo qui perchè chiediamo la stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi» ha detto Giovanni Muccarino, coordinatore nazionale dei vigili del fuoco della Rdb.

Quando la testa del corteo che ha sfilato per le vie della capitale, era giunta già da un pò a piazza San Giovanni la coda del lungo serpentone, intanto, non aveva ancora imboccato via Merulana. Nella piazza storica del sindacalismo italiano un camion è diventato palco da cui molti hanno preso la parola, per illustrare i motivi della protesta,

Una parte del corteo, composto dagli studenti, si è diretto verso il ministero dell’Istruzione con uno striscione : «Noi la vostra crisi non la pagheremo». La manifestazione è stata bloccata in via Labicana, poco prima del Colosseo, per consentire di liberare le strade dal traffico e permettere ai ragazzi di proseguire. Il corteo di migliaia di studenti è poi arrivato sotto al ministero dell’Istruzione, quì la polizia era ad aspettarli in assetto antisommossa. La situazione è però rimasta calma. Fumogeni accesi e musica. Secondo i collettivi della Sapienza il corteo è formato da almeno 10 mila ragazzi.
(17/10/2008)Sciopero nazionale Cobas, corteo a Roma: “Siamo 500mila”

Roma- Superati i 500mila partecipanti al corteo per una partecipazione «senza precedenti». A sottolinearlo è il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi.
Ad aprire il serpentone lo striscione unitario che racchiude i temi che hanno portato in piazza i sindacati di base, i collettivi studenteschi e i coordinamenti spontanei di insegnanti e genitori: «Basta con la distruzione di lavoro, salari, diritti, scuola e servizi pubblici». 

 

In corteo tutti i settori del pubblico impiego, i Vigili del Fuoco, operatori dei trasporti, insegnanti, ricercatori, tantissimi studenti, la Protezione civile, bambini e genitori tutti accomunati;
spiega il leader Cobas Bernocchi, una delle tre sigle che ha indetto la manifestazione, dalla preoccupazioni per il futuro: «C`è una volontà di denuncia di tutte le politiche economiche di questo governo che salva i banchieri e mette in discussione i posti di lavoro dei precari, mette in discussione i diritti». «La coda del corteo sta entrando ora in via Cavour».

«Abbiamo sfilato per 4 ore per le vie di Roma e c`è ancora gente a piazza Esedra c`è stata una partecipazione massiccia non solo di iscritti ai sindacati di base, ma cittadini, studenti e anche molti iscritti ai confederali, domani ci sarà un`assemblea del Popolo della scuola pubblica; sarà bene che esca una proposta di mobilitazione generale, per arrivare a novembre ad una nuova tappa, a una giornata nazionale per bloccare questa sciagurata politica scolastica».

Tantissimi anche gli studenti che, insieme con i docenti, hanno srotolato striscioni contro il decreto Gelmini; non mancano poi manifesti di solidarietà per i licenziamenti alla Fiat o contro la situazione generale del pubblico impiego.

(17/10/2008 – in collaborazione con AdnKronos)

 17 ottobre. Esplode la protesta contro il Governo
Venerdì 17 Ottobre 2008 14:06
di Alessandro Ambrosin Galleria fotografica2/fotocronaca.info 

 

ROMA – Lo sciopero generale indetta dai sindacati di base SdL, Cub e Cobas è l’ennesima prova dell’insostenibile politica che l’attuale Governo sta portando avanti ad oltranza, noncurante del dissenso popolare. A darne una prova tangibile il corteo di quest’oggi, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, 200mila secondo gli organizzatori. Il serpentone ha sfilato da Piazza della Repubblica, fino a San Giovanni in Laterano. sotto una pioggia battente che non è riuscita a fermare i partecipanti, i quali senza sosta hanno continuato ad attraversare il centro storico di Roma.

Moltissimi gli slogan contro il Governo e la Confindustria gridati da giovani studenti, lavoratori del comparto dei trasporti e docenti giunti da tutte le zone d’Italia. Presenti anche una delegazione di dipendenti di Alitalia che non hanno mancato all’appuntamento, reduci dal drammatico epilogo sulla vicenda della compagnia di bandiera. “Chi pensava di salvare la compagnia di bandiera – dice Massimo, assistente di volo precario Alitalia – ha preso in giro gli italiani. Ora oltre agli esuberi dovremo far fronte anche ai debiti contratti dalle vecchie gestioni sulla nostra pelle. Intanto io dovrò cercare un altro lavoro.” Ma il clima è particolarmente infuocato anche sul fronte del trasporto su ferro e su gomma. “Privatizzeranno anche noi – ribatte Renato, autista di tram, anch’egli precarizzato – lo spezzatino è sul tavolo delle trattative e così invece di unire il trasporto sotto una gestione unica ci troveremo un pò alla volta con tanti rami d’azienda appetibili per il mercato e pronti adessere venduti al migliore speculatore. Una fine annunciata, che non possiamo accettare.” Insomma la protesta è ormai esplosa, le azioni intraprese dal Governo sono viste come un danno irreparabile sulle quali bisogna al più presto porre un rimedio, che si intravede esclusivamente attraverso un cambio di tendenza alle attuali politiche.
Ma i veri protagonisti di questa giornata sono i precari. Ogni settore ne ha tantissimi al seguito, a testimonianza che le politiche e le condizioni sul lavoro accomunino praticamente tutti. Nessuno escluso.

Da quello del pubblico impiego, agli enti pubblici, fino ai vigili del fuoco che sfilano con una folta delegazione, trasportando in barella un manichino dal quale Brunetta direttamente ne succhia il sangue. “Rischiamo la vita ogni giorno – dice uno di loro – eppure nessuno si accorge che i lavoratori di questo importantissimo servizio versano in una condizione di estrema precarietà. Aspettiamo da anni un adeguamento salariale e nuove assunzioni che non verranno mai.” Di lavoro si continua a morire è scritto su uno striscione tenuto dai lavoratori. “Sì perchè, nonostante le morti bianche siano ogni anno più di 1.200, – incalza Ottavio, precario di 24 anni – il fenomeno continua ad essere ignorato. Ormai questi episodi sono diventati talmente abituali che nessuno ci fa più caso. ”
Straordinaria anche la partecipazione dei docenti, dei genitori con gli studenti e dei bambini, che intonano slogan contro la riforma Gelmini – Tremonti tenendo tra le mani striscioni ironici, ma anche drammatici. Giovanna è arrivata dalla Sicilia. Lei è una di quelle che vedrà scomparire il suo posto di lavoro precario. “Io sono qui con mio figlio di sette anni, perché c’è in ballo non solo il mio futuro, ma anche il suo. Questo attacco a trecentosessanta gradi alla scuola pubblica è il segnale che questo governo vuole smantellarla a favore dell’istruzione privata, incidendo drammaticamente sulla didattica” dice Giovanna. “Quello che il governo persegue è rendere una classe di studenti ignoranti per poter plasmare ancora di più le coscienze” – grida Alfonso, papà di due studenti delle superiori. “Ci hanno provato con la Moratti, adesso ci riprovano con la Gelmini” urla uno studente universitario e continua: “Vogliono rendere l’istruzione un privilegio per pochi, con la legge 133 che prevede la possibilità di trasformare in fondazioni private tutti gli atenei”. Un ‘altra studentessa universitaria dice: “Questa grande manifestazione è solo l’inizio di un grande movimento di protesta che coinvolgerà tutte le scuole pubbliche e le università italiane e durerà fino a quando questa legge non sarà abrogata”. Un anziano insegnante porta al collo un cartello con scritto: “Ho fatto il 68 e mi ritrovo in un 48” e dice: “Non mi sarei mai aspettato, dopo quarant’anni, di ritrovarmi in una situazione così drammatica”. Tuttavia oggi a distanza di qualche lustro in questa situazione ci si ritrova la maggior parte degli italiani che oggi sono qui a manifestare per contrastare le politiche iperliberiste di questo Governo e di una Confindustria sempre più cieca di fronte ai propri interessi personali. Oggi è un giorno particolare. La protesta è esplosa e sarà difficile fermarla.

 www.dazebao,org 17 ottobre 2008

riforma

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2 Risposte to “Sciopero:300.000 in corteo e gli universitari assediano la Gelmini”

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