Passa la mozione della Lega: classi separate per bambini stranieri. Poi sarà la volta dei disabili?

 

di Wildgreta

Il devastante progetto politico della Lega giunge a compimento con questa mozione approvata ieri dalla Camera con soli 19 voti di scarto. (265 a 246) Ma non sono i 19 voti di scarto a creare sconcerto, piuttosto i 265 a favore. L’integrazione non passa certo dalla proposta Cota, che mente sapendo di mentire quando dice che “mira alla vera integrazione”. Oggi si mettono gli stranieri in un ghetto e poi sarà la volta dei disabili. Anche loro rallentano l’apprendimento degli alunni “normali”, no? . E che dire “dell’educazione alla legalità” per gli stranieri? Non ci sono forse bambini che hanno la disgrazia di avere dei genitori appartenenti alla mafia, alla malavita? A loro questa educazione non servirebbe? E che dire dell’italiano che neppure gli italiani conoscono? Un lettore del Corriere della Sera, infatti si domanda:”Vale anche per i bergamaschi?” Ecco le opinioni di esperti, politici e giornalisti su questo ennesimo arretramento culturale di un governo che ha fatto dell’ignoranza e della discriminazione la propria bandiera.

Classi separate per gli stranieri. Inizia la segregazione

Commento da un forum su libero.it:

Saranno almeno 20 anni che in friuli venezia giulia ci sono corsi di sostegno della lingua italiana per i figli degli immigrati. non classi separate, ma corsi di sostegno paralleli.
in lombardia so che ci sono corsi serali di lingua italiana per immigrati adulti. le classi separate sono solo una delle tante pensate leghiste. ci scommetterei che non vedranno la luce. almeno spero.
A proposito nelle classi separate ci mettiamo anche i bimbi tedeschi o americani o solo gli sfigati del terzo mondo?

Da Repubblica:

“Inutili le classi separate” i presidi bocciano la Lega

Un test d’ingresso per le scuole dell’obbligo. E per chi non lo supera, una classe “speciale” dove studiare italiano e educazione civica. E’ la proposta avanzata dalla Lega Nord con una mozione alla Camera e una proposta di legge ad hoc al Senato. La mozione presentata a Montecitorio dal capogruppo Roberto Cota propone, per i bambini stranieri appena arrivati in Italia, una “discriminazione transitoria positiva” che ha come obiettivo dichiarato la “riduzione dei rischi di esclusione”. Questo perché, ha spiegato Cota, se i ragazzi stranieri vengono inseriti in classe “per mere ragioni di età e non sulla base della preparazione”, c’è la possibilità “di rallentamenti e difficoltà per gli altri alunni”. Per questo, il Carroccio propone di far iscrivere ai vari livelli della scuola dell’obbligo solo chi supera una prova d’ammissione. Altrimenti, c’è una classe “ponte” in cui seguire, oltre ai corsi di lingua, lezioni mirate “all’educazione alla legalità e alla cittadinanza; al sostegno alla vita democratica; al rispetto delle tradizioni territoriali e regionali e della diversità morale e la cultura religiosa del paese accogliente”. Un’idea che non soddisfa i presidi delle scuole “di frontiera”, che hanno a che fare da anni con alte percentuali di alunni figli di immigrati. “Questa proposta nasconde il timore che i bambini stranieri disturbino gli altri — osserva Simonetta Salacone, preside del circolo didattico Iqbal Masih, alla periferia sud est di Roma — . Non è così. Ma soprattutto, con questo criterio, dovremmo creare classi differenziate per i disabili, per i dislessici, eccetera”. Quanto alla lingua, prosegue Salacone, “noi interveniamo con azioni di rinforzo dentro l’orario, specie per i più grandi e per chi arriva ad anno iniziato. I più piccoli, con la full immersion, dopo tre mesi parlano come gli altri. Anche se che molto dipende da quanto la famiglia riesce ad imparare: in questo senso, è stato un errore tagliare i fondi per l’educazione degli adulti”. Fra l’altro, osserva la preside, “per organizzare classi “ad hoc” dovremmo avere grandi numeri. Ma in realtà buona parte degli alunni “stranieri” non sono stranieri affatto: sono nati in Italia”. “Mi occupo da anni di formare i docenti per l’insegnamento dell’italiano L2 — aggiunge Lucia Maddii, dirigente della Direzione didattica di Figline Valdarno, in provincia di Firenze — . Sono stata anche in Francia per studiare il loro modello di classi separate. Ma la risposta degli esperti è unanime: scelte di questo tipo danno risultati fallimentari. Non fanno diminuire l’insuccesso scolastico dei figli di immigrati, e neppure favoriscono l’inserimento. Anche perché gli esperti sanno bene che la lingua s’impara parlando con i coetanei. La motivazione scatta quando c’è l’interesse”. Quel che è vero, ammette Maddii, “è che non sempre è facile inserire nelle classi bambini appena arrivati da un altro Paese. Per farlo alle scuole servirebbero più risorse, per pagare personale che li segua in modo individualizzato”. “Inutile nasconderci — concorda Giovanna Farina, preside dell’Itas torinese Santorre di Santarosa — che i ragazzi appena arrivati sono a volte motivo di difficoltà per la didattica. Tuttavia penso che bloccarne il percorso scolastico non sia utile. Meglio sarebbe dare un supporto alla scuola, dotarla di personale che li possa seguire. Noi lo facciamo già, in collaborazione con i Centri territoriali permanenti della zona. Ma abbiamo anche corsi di lingua nostri, specifici per quelle discipline, come il diritto o le scienze, che richiedono la conoscenza di un vocabolario specializzato”. Ma c’è anche chi pensa che oltre un certo limite i numeri diventino impossibili da gestire. “Ho sempre detto che, se in una classe di 25 ragazzi gli stranieri sono due o tre, il problema non si pone — dice Roberto Ferrari, che dirige l’istituto comprensivo di Luzzara, in provincia di Reggio Emilia — . Ma proprio ieri le insegnanti di prima mi hanno detto che abbiamo il 50% di stranieri e ho bloccato le iscrizioni”. “Il nostro istituto — continua Ferrari — gestisce questa realtà da tempo e con successo: le valutazioni finali dimostrano che la presenza straniera non rallenta affatto l’attività didattica se resta a un livello fisiologico. Ma quest’anno per la prima volta abbiamo bocciato di più i figli di immigrati. Quando si supera una certa proporzione, se mancano risorse non c’è tempo di seguire tutti e i risultati restano inferiori alle attese”. Quanto ai test d’ingresso, Ferrari ritiene che più che l’italiano contino le capacità logiche. Anche se certo la lingua resta fondamentale: “Stiamo attivando un progetto, in collaborazione con i Comuni, per prelevare dalle classi tutti i bambini dai 9 ai 13 anni appena arrivati in Italia, e portarli, per una parte delle ore di scuola, a fare un percorso di rinforzo”. (chiara righetti) (28 settembre 2008)

 

L’ESPONENTE DEL CARROCCIO COTA: «Serve a una vera integrazione»
Sì alle classi separate per stranieri
Alla Camera passa la mozione della Lega. «Proposta abietta», dice Fassino del Pd

Il leghista Roberto Cota (Lami)
ROMA – «Proposta abietta, si inserisce la discriminazione nella scuola», dice Piero Fassino, Pd. «La mia proposta serve a prevenire il razzismo e punta a realizzare una vera integrazione», afferma il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota. Argomento del contendere la mozione della maggioranza sull’istituzione nella scuola dell’obbligo di classi riservate agli alunni stranieri che non parlano o parlano poco la nostra lingua, le «classi d’inserimento », primo firmatario Roberto Cota.

La mozione è passata tra le polemiche con una maggioranza di venti voti: 265 sì e 246 no e un astenuto. È stato necessario il cambiamento di alcuni termini per scongiurare una spaccatura nella stessa maggioranza: «classi di inserimento» piuttosto che «classi ponte», un sostantivo che lascia dei dubbi sull’attraversamento, e sottolineando che la finalità del provvedimento è quella di «favorire» l’ingresso piuttosto che «autorizzarlo», dal momento che le autorizzazioni con la formazione non hanno molto in comune. L’ingresso degli studenti stranieri nelle nostre scuole in futuro dunque potrebbe avvenire attraverso nuove regole: somministrazione di test e altre prove di valutazione. Chi non le supererà verrà inserito in apposite classi che dovrebbero favorire l’apprendimento della lingua italiana, propedeutico all’ingresso nelle classi tradizionali. Altra novità: non sarà consentito l’inserimento degli studenti stranieri nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno e la loro distribuzione dovrà essere proporzionata al numero complessivo degli alunni.

Per l’esponente della Lega e quanti hanno firmato il provvedimento, sono cose «che avvengono nella maggior parte dei paesi europei, i quali hanno costituito luoghi di apprendimento separati per i bambini immigrati». La convinzione su cui si fonda la novità – dai tempi dell’abolizione delle differenziali non esistono più classi di serie b – è che in classi comuni i piccoli immigrati non apprendono e impediscono agli altri bambini, quelli italiani, di apprendere al meglio. La mozione di Roberto Cota ha rischiato di determinare una frattura nella stessa maggioranza. Alcuni esponenti si sono dissociati in modo netto come i deputati del Pdl Nicolò Cristaldi e Mario Pepe. L’idea di combattere l’emarginazione creando classi speciali non ha convinto soprattutto il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino. L’idea sarà anche buona, ha osservato, ma la formulazione risulta alquanto infelice. Bocchino ha suggerito alla Lega di cambiare alcune parole: meglio chiamarle «classi di inserimento». Cota, relatore, che aveva al suo fianco il leader della Lega, Umberto Bossi, e il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe Pizza, per il governo, hanno accolto il suggerimento e la mozione è stata approvata.

Giulio Benedetti
15 ottobre 2008

iforma LEGA: Classi separate per gli stranieri

Sì della Camera alla mozione del Pdl sull’accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo, di cui era primo firmatario il capogruppo della Lega Nord, Roberto Cota.
Il testo di maggioranza è passato con 265 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate, invece, le mozioni dell’opposizione. Al voto si è giunti dopo un lungo dibattito e la spaccatura nella maggioranza è stata evitata da una riformulazione del testo, proposta da Italo Bocchino (Pdl) e recepita dal governo e da Cota, che aveva a fianco il leader della Lega, Umberto Bossi.
La mozione approvata a Montecitorio impegna il governo, fra l’altro, «a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo (nel testo originario era “autorizzando”) il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione; a istituire “classi-ponte” che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti; a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale e agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole».

Il testo, inoltre, impegna il governo a «una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri»; oltre che, «nelle classi ponte, all’attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l’elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza».

Il Secolo xiX 15 ottobre 2008

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3 Risposte to “Passa la mozione della Lega: classi separate per bambini stranieri. Poi sarà la volta dei disabili?”

  1. Neclord Says:

    Il razzismo sta diventando “a norma di legge”. Ci si stupisce che i ragazzini picchino i cinesi, gli agenti della municipale pestino uno studente di colore o che un commerciante uccida un ragazzo? Io non mi stupisco, provo orrore.

  2. Godot Says:

    Da insegnante commento… Martin Luther King è morto per niente grazie a questi geniacci della lega… torniamo alle classi separate, ai posti sui pulman riservati e perchè no tra poco anche ai treni di deportazione! La verità? Pensassero alla loro di preparazione che è carente, molto carente, basta vedere le fregnacce che dicono!

  3. homoeuropeus Says:

    Questa proposta e’ una vergogna, che cambia radicalmente i connotati della scuola pubblica. Da luogo dell’integrazione, dell’apprendimento e della socializzazione, ora diventa luogo di segregazione, intolleranza e diffidenza.
    Se ne vuoi sapere di piu’, leggi qui


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