Scuola: studenti di tutta Italia in piazza per dire No alla riforma Gelmini

500.000 studenti sono scendono in piazza in tutta Italia

Scuola. La protesta degli studenti contro la riforma Gelmini
Oggi studenti in piazza in tutta Italia per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di scuola. L’Unione degli studenti (Uds) protesta contro i provvedimenti del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Valentina Giorda portavoce dell’esecutivo nazionale dell’Uds afferma di essere contraria a una scuola «che inculca il sapere agli studenti come se fossero scatole vuote».

(michele imperio)

«Diciamo no ai tagli previsti in finanziaria, no al taglio del personale e chiediamo al Governo una politica lungimirante sulla conoscenza, vista non come una voce di spesa da tagliare ma come un investimento per il futuro sociale, culturale ed economico del Paese» dichiara Stefano Vitale, coordinatore dell’Uds Roma. «Purtroppo -sottolinea- non vanno in questa direzione l’abbassamento dell’obbligo scolastico, il maestro unico l’inesistenza di fondi per il diritto allo studio e l’edilizia scolastica».

Il corteo a Roma è partito da piazza di porta San Paolo, ed arrivato a viale Trastevere, davanti al ministero dell’Istruzione, dove gli studenti hanno tenuto un’assemblea pubblica.

La manifestazione è contro una scuola «che torna indietro di 50 anni». Valentina Giorda, portavoce dell’esecutivo nazionale dell’Uds, afferma di essere contraria a una scuola «che inculca il sapere agli studenti come se fossero scatole vuote». L’Uds è contraria al voto in condotta come soluzione al bullismo, che è invece, specchio di un disagio sociale che si risolve con l’inclusione e non con i giudizi. «Manifestiamo contro i tagli in Finanziaria – conclude Giorda – non si può sviluppare un Paese se non si investe sulla formazione».

Gli studenti rifiutano con fermezza i tagli previsti dalla finanziaria e al personale docente e ATA. Dicono no: all’abbassamento di fatto dell’obbligo scolastico a 14 anni e al voto in condotta ai fini della bocciatura come “strumento di censura” degli studenti; al maestro unico; ai finanziamenti alle scuole private. Inoltre chiedono un piano di investimenti straordinario per l’edilizia scolastica, la reintroduzione dell’obbligo scolastico a 16 anni e una legge nazionale sul diritto allo studio.

Gli studenti saranno di nuovo in piazza il 30 ottobre, accanto ai lavoratori delle scuole, nello sciopero generale. L’Uds afferma che le iniziative culmineranno nella settimana del 17 novembre, con la giornata internazionale di mobilitazione studentesca.
(10/10/2008)

Scuola, concerto contro la Gelmini
Cortei di studenti in diverse città
Un concerto-sconcerto dedicato al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, per contestare i provvedimenti del nuovo governo per la scuola, si è svolto davanti al dicastero di Viale Trastevere. A Roma sono 40mila, secondo gli organizzatori, i ragazzi che hanno preso parte alla manifestazione indetta dall’Unione degli studenti. Manifestazioni in molte città d’Italia contro una scuola “che torna indietro di 50 anni”.

Ma gli studenti sono scesi in piazza non solo a Roma, ma in tutta Italia per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di scuola. E alla fine viene fuori anche una petizione, che si potrà cominciare a firmare da lunedì, che prevede una raccolta di firme per chiedere addirittura le dimissioni della Gelmini.

Le motivazioni della protesta
“Diciamo no ai tagli previsti in finanziaria, no al taglio del personale e chiediamo al Governo una politica lungimirante sulla conoscenza, vista non come una voce di spesa da tagliare ma come un investimento per il futuro sociale, culturale ed economico del Paese”. Sono le parole di Stefano Vitale, coordinatore dell’UdS di Roma.

La delegazione al Ministero
Il corteo principale, quello della Capitale, è terminato proprio davanti alla sede del Ministero. E così al temine del corteo di Roma una delegazione di cinque rappresentanti degli studenti è entrata nella sede del ministero dell’Istruzione per incontrare due dirigenti. Tra questi, i delegati dell’Unione degli studenti universitari, e per le scuole superiori, i rappresentanti dell’Unione degli studenti e della Rete degli studenti medi. Andati a colloquio con il dirigente del personale della scuola, Luciano Chiappetta e il vice direttore generale della Direzione degli studenti, Sergio Scala. Fuori dalla sede i ragazzi hanno occupato le scalinate del palazzo e viale Trastevere, ballando e cantando a ritmo di musica, ma anche protestando attraverso microfoni e megafoni.

La carica dei 300mila
Sono 300.000 gli studenti scesi in piazza oggi in più di cento città italiane. A fornire le cifre di adesione alla protesta contro il decreto Gelmini è l’Uds (Unione degli studenti) che fornisce dati dettagliati anche per le singole città: a Roma in 40.000 hanno preso parte alla manifestazione, 30mila a Milano, 40mila a Napoli e altrettanti a Torino, 15mila a Salerno, Firenze e Genova, 10mila a Bologna, Bari e Trieste, 2mila a Brindisi, 3mila a Bergamo. L’Uds rende anche noto che il 30 ottobre sarà di nuovo in piazza accanto ai lavoratori delle scuole nello sciopero generale proclamato dai sindacati.

La protesta di Milano
“Questo è solo l’inizio”, recita lo striscione in testa al corteo dell’Unione degli Studenti, dietro il quale migliaia di ragazzi delle scuole superiori di Milano hanno marciato verso il parco Ravizza, nei pressi del Provveditorato agli studi in via Ripamonti. Gli studenti bocciano il ministro dell’Istruzione e replicano con cinque «no» alle innovazioni e ai provvedimenti più contestati della riforma: i tagli per 8 miliardi di euro all’istruzione con la conseguente riduzione del personale docente e non, il maestro unico, l’abbassamento dell’obbligo scolastico dai 16 anni ai 14, i finanziamenti alle strutture private e il voto in condotta.

Firenze e i necrologi
Protesta davvero singolare invece quella di Firenze, dove una bara nera con un necrologio, “Qui giace l’Università pubblica”, ha aperto il corteo che ha visto sfilare per le vie del centro circa 5 mila studenti. Al corteo hanno partecipato studenti liceali, universitari, dottorandi e ricercatori: liceali col grembiule nero e ricercatori in camice bianco con il lutto al braccio. Tanti i necrologi affissi ai muri del centro: “L’anno 2008, dopo lenta e dolorosa agonia si è spenta l’Università pubblica. La cara estinta è morta in seguito a una pugnalata al cuore ricevuta dal Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini nell’indifferenza del popolo italiano. Ne danno il triste annuncio gli studenti, i dottorandi, i ricercatori e i professori tutti. Non fiori ma opere di bene”.

Napoli in mutande
Non poteva mancare una protesta colorita anche nel capoluogo partenopeo. Qui alcuni studenti sono scesi in piazza in mutante, “per simboleggiare – dicono – come la scuola sia rimasta senza più nulla”.

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