Scuola, gli studenti contro la Gelmini: «Non è che l’inizio» Manifestazioni in tutta Italia

“Non è che l’inizio”

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La protesta di migliaia di ragazzi. Numerose manifestazioni
contro il ministro Gelmini. Lo slogan: “Non è che l’inizio”
Studenti in piazza in tutta Italia
Cortei a Roma, Milano e in 90 città

ROMA – “Non è che l’inizio”: questo lo slogan scelto dall’Unione degli studenti per aprire i cortei questa mattina in 90 città d’Italia contro il decreto Gelmini. Manifestazioni a suon di musica, con tanti ragazzi che hanno portato chitarre, tamburi e fischietti ”per suonarle alla Gelmini”. Migliaia di studenti sono scesi in piazza per protesta contro il ministro dell’Istruzione e replicano con cinque no alle innovazioni e ai provvedimenti più contestati: i tagli per 8 miliardi di euro all’istruzione con la conseguente riduzione del personale docente e non, il maestro unico, l’abbassamento dell’obbligo scolastico dai 16 anni ai 14, i finanziamenti alle strutture private e il voto in condotta.

A Roma gli studenti si sono dati appuntamento in piazza di Porta San Paolo dove verso le 10 è partito il corteo diretto al ministero della Pubblica istruzione in viale Trastevere a Roma. Numerosi gli slogan cantati dagli studenti tra cui “Gelmini ministro della d-istruzione” e “Chi non salta la Gelmini è”. Nel corteo bandiere, striscioni, cori e volantini contro il governo, il ministro Gelmini e il sindaco di Roma Alemanno. Gli studenti protestano anche con balli a ritmo di musica.

Anche a Milano lo striscione “Non è che l’inizio” apre il corteo, accompagnato da un furgone che diffonde musica a pieno volume dietro al quale migliaia di ragazzi delle scuole superiori sono partiti verso il parco Ravizza, nei pressi del provveditorato agli studi di Milano in via Ripamonti.

La proposta pensata per arginare il fenomeno del bullismo è stato protagonista di numerosi cori: “Con il voto di condotta – gridano gli studenti – ci tappano la bocca”. A Milano, a testimoniare i possibili effetti della riforma, in testa al corteo viene trasportata da due giovani una bara nera con la scritta “scuola”.

Anche a Napoli migliaia di studenti hanno aderito al corteo di protesta partito da piazza Garibaldi. A Palermo cinquemila studenti si sono dati appuntamento alle 9.30 in piazza Politeama, da lì è partito il corteo verso la prefettura, a suon di musica e slogan scanditi o impressi sugli striscioni, per chiedere un incontro con il prefetto Giancarlo Trevisone, cui chiederanno di farsi portavoce del malessere della scuola e degli studenti palermitani. Promotori della manifestazione sono la Rete Degli Studenti e i Giovani Comunisti che parlano di “demolizione della scuola pubblica” riportata “a quarant’anni fa attraverso il ripristino dei grembiuli alle elementari, del maestro unico e del 5 in condotta”.

A Genova un migliaio di giovani di una quindicina di scuole superiori, mobilitati dall’Unione e dal Coordinamento degli studenti, ha sfilato in corteo fino a raggiungere l’ufficio scolastico regionale in via Assarotti, provocando anche disagi alla circolazione stradale. Nel corso della manifestazione, tra striscioni quali “Scuole come prigioni ci avete rotto i …”, ci sono stati numerosi lanci di fumogeni, sono volati insulti contro il ministro e slogan come “Se non cambierà lotta dura sarà”. Alcuni indossavano una maglietta “Moratti+Fioroni+Gelmini= scuola senza cervelli”.

A Bolzano 300 studenti hanno preso parte alla manifestazione, sono sfilati per le vie del centro con slogan contro il ministro Gelmini e contro il premier Berlusconi. La Provincia di Bolzano, comunque, non è intenzionata ad applicare in toto la riforma, intendendo esercitare le proprie competenze autonomiste. Per questo alla manifestazione non hanno aderito gli studenti delle scuole di lingua tedesca.
(La Repubblica 10 ottobre 2008)

«Non è che l’inizio». È questo lo slogan con cui è partita in tutta Italia la giornata di protesta organizzata dall’Unione degli Studenti contro la riforma della scuola targata Gelmini. L’Uds ha previsto manifestazioni in tutte le regioni ma è indubbio che il corteo più consistente sarà quello di Roma dove gli studenti sono partiti da piazza della Piramide per arrivare fin sotto il Ministero dell’Istruzione, dove poi si sono riuniti in assemblea. All’iniziativa romana sono stati invitati a partecipare rappresentanti del Cidi (centro di iniziativa democratica degli insegnanti), della Flc-Cgil e genitori di studenti. Tra gli studenti anche dei rappresentanti dell’Udu (Unione degli universitari), che manifestano contro la finanziaria, che blocca le assunzioni e costringe gli atenei a introdurre il numero chiuso in maniera capillare. «Siamo in piazza per svelare le balle di questo governo». Secondo Federica Musetta, rappresentante dell’Udu con questi provvedimenti aumenteranno anche le tasse e si costringeranno le università pubbliche a diventare fondazioni di diritto privato.

Durante il corteo sarà messo in scena lo «SConcerto» degli studenti contro il Ministro Gelmini, «suonandogliele» con pentole, fischietti, strumenti musicali. Numerosi gli slogan cantati dagli studenti contro il ministro Mariastella Gelmini tra cui «Gelmini ministro della distruzione» e «Chi non salta la Gelmini è».

I motivi per protestare sono molti: «Diciamo no ai tagli previsti in finanziaria, no al taglio del personale e chiediamo al Governo una politica lungimirante sulla conoscenza, vista non come una voce di spesa da tagliare ma come un investimento per il futuro sociale, culturale ed economico del Paese» afferma Stefano Vitale, coordinatore dell’UdS Roma.

Corteo ben nutrito anche a Milano dove oltre 5.000 studenti hanno iniziato a percorrere le vie del centro di Milano. Il corteo raggiungerà il Provveditorato agli studi. Ad aprire il corteo uno striscione dal messaggio piuttosto eloquente: «Non è che l’inizio» .

Anche Napoli in piazza per protestare contro la riforma. Il corteo di protesta, organizzato dall’Unione degli Studenti di Napoli e dall’Unione universitari Napoli, è partito da piazza Garibaldi. Migliaia hanno aderito alla manifestazione. «La prima di una lunga serie – dice Roberta dell’Unione degli Universitari – la nostra lotta durerà tutto l’autunno». «Ostacoleremo in tutti i modi i provvedimenti della Gelmini – preannunciano – ci mobiliteremo per scuole e università che siano pubbliche, dove sia garantito un reale accesso alle conoscenze, soprattutto attraverso gli investimenti economici. Lotteremo per un’idea di scuola completamente opposta agli attacchi del nuovo ministro».

Pubblicato il: 10.10.08
Modificato il: 10.10.08 alle ore 12.04

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