Gelmini: il “Ministro-Meccanico”, incassa la fiducia del governo e la sfiducia di tutti senza comparire in aula

di Wildgreta

Si è resa conto che quella di Tremonti non era una riforma della scuola, e allora ha  dichiarato che “la sua era solo manutenzione“. E così, dopo il Presidente- operaio, il Presidente-spazzino e il Presidente-mandrillo, oggi nasce il Ministro-meccanico. Che meraviglia…ci sarebbe davvero da ridere, se non fosse una tragedia. E oggi che era la sua grande giornata, lei ha preferito non esserci. Sì, la Gelmini non era in aula ad ascoltare le opinioni dell’opposizione. Troppo severe, troppo articolate, troppo precise, per poterle sopportare. Troppo tecniche nel demolire pezzo per pezzo il suo piccolo e indecente capolavoro. Lei, che, davvero, di scuola non ne sa nulla. Chissà cosa ne pensa la sua ex maestra elementare intervenuta a Porta a Porta il 22 settembre… mi sembra di sentirla:”Maria Stella, sei sempre stata la mia preferita, ma oggi, potevi entrare a testa alta in quell’aula. Sei così brava!” E adesso, comincia la battaglia di insegnanti, genitori, studenti, sindacati, Italia dei Valori, Partito Democratico, Sinistra Democratica, Pdrc, Verdi, Radicali, Udc e di tutte le persone che si oppongono alla demolizione della scuola pubblica ad opera di un manipolo di ignoranti.

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Smantellamento istruzione colpa anche opposizione e sindacati
postato 2 ore fa da APCOM
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Roma, 7 ott. (Apcom) – “Il ricorso al voto di fiducia per approvare il decreto Gelmini è una vergogna per il paese le cui colpe vanno anche ricondotte al comportamento di opposizione e sindacati”: è questo il duro commento di Stefano D’Errico, leader degli Unicobas, alla scelta del governo di ricorrere al maxi-emendamento e alla fiducia dell’aula per l’approvazione del dl 137 che introduce il maestro unico, la riduzione delle ore d’insegnamento alla primaria ed il voto di condotta.”Questa soluzione – sostiene D’Errico che venerdì scorso ha promosso uno sciopero della scola unitariamente a cui ha aderito il 3 per cento del personale – manderà all’incanto la scuola pubblica. Si comincia con lo smantellamento dei ‘gioielli’ di famiglia tramite l’eliminazione del tempo pieno alle elementari considerate il fiore all’occhiello della scuola italiana ed infatti quinta al mondo”.

Per il leader Unicobas questa manovra è sola la prima di una lunga serie: “Si passerà a ridurre le ore per materia, poi i licei verranno portati a quattro anni ed infine si ridimensioneranno tecnici e professionali”.

D’Errico se la prende anche con i partiti e i ‘colleghi’ sindacalisti: “La vergogna cui stiamo assistendo – sottolinea – è colpa anche delle opposizioni che non hanno mai fatto il loro lavoro all’altezza della situazione. E pure dei sindacati della scuola che invece di operare unitariamente lo scorso 3 ottobre ci hanno fatto manifestare da soli”, conclude il rappresentante Unicobas.

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