Delirio Tremonti:il governo si muove per il bene pubblico e l’interesse generale

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Temonti sul Governo:”c’é qualcosa di repubblicano” perché “si muove in una logica di bene pubblico e di cura dell’interesse generale, che va oltre quello particolare”.

di Wildgreta

Non so come commentare le dichiarazioni odierne di Tremonti, ovvero non so se si debbano commentare o archiviare come “chiacchiere in libertà”. Quella sul governo che non agirebbe per gli interessi particolari, si commenta da sola. Poi c’è un gustose capitolo sui principi marxisti dell’economia, che il PDL ha capito, mentre la sinistra no, ma comunque li ha traditi. Poi ribadisce che vanno aiutate le banche per aiutare l’economia e, quindi, la gente (?). Poi parla di valori etici in economia (nel resto no?). Infine lancia una sorta di anatema, ( se volete fare gli scongiuri, preparatevi):”L’Italia, dunque, “é un paese di centro-destra, lo è sempre stato, lo è ancora e lo sarà”.  Non dice “per sempre”, solo per non portarsi sfiga da solo. In questo sproloquio non poteva mancare il capitolo sulla soluzione dei rifiuti a Napoli e quella della crisi Alitalia “senza un’ora di sciopero“. Peccato che a Napoli e in Campania i rifiuti ci siano ancora e che i debiti Alitalia li abbia accollati a noi. Di scioperi e manifestazioni, poi, se ne sono fatti per settimane.  La frase che, però, merita la menzione speciale, è quella che si riferisce alla crisi economica internazionale: ” Siamo alla fine del principio” . Ovvero: la crisi è appena cominciata, deve ancora raggiungere il suo apice, ma poi tenderà a scemare.  Non indica quanto ci vorrà alla crisi per esaurire tutte le sue fasi.  Una sorta di tornado forza 8, ora declassato a forza 6, che potrebbe indebolirsi ancora ma non si sa in quanto tempo. Grazie, ministro. Se tutti fossero come Lei, vivremmo  più sereni. Si è ben guardato, Tremonti, dal parlare della Gelmini, visto che la poveretta, per portare avanti i suoi programmi sui tagli di bilancio, è diventata una delle donne più bersagliate d’Italia.

Tremonti: forse siamo solo alla fine del principio

MILANO- Globalizzazione e crisi dei mutui richiedono uno sforzo etico per realizzare una “economia sociale di mercato”. E’ la via indicata dal ministro dell’economia Giulio Tremonti, che, dal palco della Festa della Libertà al Lido di Milano, ha cercato di tratteggiare le caratteristiche dell’azione di governo, cogliendo anche l’occasione per proseguire il duello a distanza con l’ex ministro degli esteri Massimo D’Alema su Karl Marx.

“Il problema – ha puntualizzato – non è chi ha letto Marx ma chi non lo ha capito”. Tremonti ha poi rincarato la dose aggiungendo che “é ancora peggio chi lo ha tradito senza averlo capito”. La polemica su Marx è sorta proprio sul tema dell’economia sociale di mercato, che “può sembrare una contraddizione in termini – ha aggiunto il ministro – ma è scritta da decenni nelle tesi del Partito Popolare Europeo”, il gruppo cui fa riferimento il Pdl. Il ministro dell’Economia sostiene che “il problema adesso non è difendere il mercato dallo Stato ma salvare il mercato con lo Stato”.

Occorre quindi un “ritorno del diritto” che deve servire a “divedere ciò che appartiene al mondo dei valori etici da ciò che non gli appartiene”. La crisi dei mutui, del resto, “é forse ancora alla fine del principio” e gli eventi delle ultime settimane non indicano “la fine del mondo ma la fine di un mondo, non il fallimento di una banca, ma di un sistema”. Proprio a queste sfide – è la tesi del ministro – ha cercato di rispondere il governo Berlusconi, che “ha risolto il problema Alitalia senza un’ora di sciopero insieme a quello dell’emergenza rifiuti a Napoli, dimostrando, con i provvedimenti sui mutui e sulla detassazione degli straordinari un estremo determinismo”.

L’Italia, dunque, “é un paese di centro-destra, lo è sempre stato, lo è ancora e lo sarà”, mentre “la sinistra ha perso il monopolio della cultura perché “non ha più il primato delle idee, non ha più un software vendibile ed accettabile”. Guardando all’azione del governo, invece, “c’é qualcosa di repubblicano” perché “si muove in una logica di bene pubblico e di cura dell’interesse generale, che va oltre quello particolare”. In questo modo si spiega il motivo del “crescente consenso verso questo governo, che va oltre il consenso elettorale e il normale consenso nei confronti di un governo”.

Ansa 5 settembre 2008

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3 Risposte to “Delirio Tremonti:il governo si muove per il bene pubblico e l’interesse generale”

  1. nonallineato Says:

    Oltre che manifestare la consueta malriposta spocchia da maestrina con la penna rossa, sarà stato contagiato dal delirio di onnipotenza del principale. E certamente da una educazione che lascia davvero a desiderare.
    Mio nonno avrebbe utilizzato un aforisma che non posso ripetere perchè è davvero troppo oltre le righe, ma sarebbe stato davvero azzeccato.
    luigi nonallneato

  2. wildgreta Says:

    Se pensi di farcela, leggi anche il delirio Berlusconi che ho appena postato. Altrimenti aspetta domani.


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