Scuole non statali: I Vescovi chiedono soldi allo Stato per le scuole private e il “PD Ombra” sollecita

di Wildgreta

Aggiorno questo articolo dicendo che, a mio avviso, non si sarebbe dovuti arrivare all’approvazione della Legge 133 e del dl 137. Se, però, ci siamo arrivati, è anche perchè il PD non ha osteggiato con la dovuta convinzione queste leggi, quando si era ancora in tempo per fare qualcosa. Sono stati insegnanti e genitori, per primi, ad opporsi e per questo, oggi, il PD non sfila insieme agli studenti, nè partecipa ai comizi delle varie manifestazioni. Ha la famosa “coda di paglia” e resta defilato. Non si spiegherebbe, altrimenti, il contenuto dell’articolo che segue:

02 ottobre 2008 – dal sito www.orizzontescuola.it

Il Governo ombra dei DS  chiede alla Gelmini di sbloccare i finanziamenti alle private previsti dal “cattolicissimo” Fioroni.

Secondo quanto affermato dai Vescovi del Nordest riuniti a Zelarino, le scuole cattoliche private versano in “difficoltà drammatiche”.
Le aziende in fallimento e fuori mercato si chiudono, non si finanziano con soldi pubblici.

La legge di mercato vale per ogni cosa in Italia, in questo paese si vorrebbe privatizzare anche la sanità pubblica, per la scuola invece si vuole procedere in senso inverso: finanziare le scuole private con soldi pubblici.

Si assiste anche al paradosso del Governo ombra dei DS che chiede alla Gelmini di sbloccare i finanziamenti alle private previsti dal “cattolicissimo” Fioroni. Nessuno però si interroga su quanti bambini diversamente abili siano rimasti quest’anno senza docente di sostegno per stanziare le risorse alle private. Ha fatto bene qualcuno a chiedere alla Garavaglia di chi fosse ombra, se di Berlusconi, e farebbe bene qualcuno a riflettere sulla possibilità di ragionare ancora in termini di destra e sinistra con stereotipi che ormai sono stati frantumati da anni.

Don Lanciarotta, (delegato per la Commissione Educazione cattolica, Scuola e Universita’ della CET) ha dichiarato ”Da sempre la scuola cattolica si sente parte integrante del sistema educativo nazionale di istruzione e di formazione del nostro Paese. La scuola cattolica e’ consapevole di svolgere un servizio pubblico e per questo vuol essere aperta a tutti”

Bisognerebbe indagare su quanti alunni disabili rimasti senza docente di sostegno hanno avuto la fortuna di entrare in queste scuole che svolgono un “servizio pubblico” per capire quanto siano “aperte a tutti”.

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