SCUOLA.Di PIETRO AL FIANCO DI UNICOBAS PER SCIOPERO E MANIFESTAZIONE NAZIONALE 3 OTTOBRE. DOPO SARA’ TROPPO TARDI

DI WILDGRETA

Perchè gli altri sindacati decidono di scioperare quando la riforma sarà già stata approvata? Se lo chiede Unicobas che invoca unitarietà e tempismo nell’azione di protesta contro una riforma che, di fatto, distrugge la scuola elementare e mina le basi della scuola pubblica. Con la CGL sembra di rivivere l’opposizione del PD al Lodo Alfano, cominciata tre mesi dopo la sua approvazione.  La strategia politica dietro a questo comportamento mi è oscura e spero che qualcuno degli interessati, un giorno, la spieghi alla gente.

UNICOBAS, SCIOPERO 3 OTTOBRE E MANIFESTAZIONE NAZIONALE
A Roma manifestazione ore 10 di fronte alla Pubblica Istruzione presenti componenti Italia dei Valori e Antonio Di Pietro

Si mobiliteranno anche gli studenti

“Ormai e’ chiaro che il Governo ha intenzione di approvare il decreto taglia-scuola al piu’ presto, chiudendo in ogni modo la discussione entro la prossima settimana. Cosi’ ha deciso la conferenza dei capi-gruppo e tale e’ l’orientamento espresso dalla Gelmini”. Lo afferma in una nota l’Unicobas annunciando lo sciopero del 3 ottobre e una manifestazione nazionale.”La situazione quindi precipita e viene allo scoperto l’insipienza e la connivenza dei sindacati Confederali, nessuno dei quali ha sinora proclamato neppure un’ora di sciopero. Il silenzio di CISL e UIL e’ assordante. Le “agitazioni” promosse dalla CGIL sembrano pura ginnastica atta a stancare con inutili contumelie docenti e non docenti che le seguono, messe in atto con il solo fine di “far finta” di opporsi e distrarre forze alla lotta contro la Gelmini. Va poi segnalato – aggiunge Unicobas – che lo Snals, tramite il segretario nazionale Nigi, a Porta a Porta, si e’ dichiarato favorevole al massacro annunciato con il ritorno al maestro unico, derogando cosi’ dalla sua funzione sindacale e rivelando apertamente la propria identita’ di mera retrovia berlusconiana. La categoria segue sempre meno queste 4 organizzazioni obsolete. Ma occorre far chiarezza anche su Gilda e Cobas. La prima, travolta dalle proteste della sua base, ha proclamato all’ultimo minuto uno sciopero per il 16, ma resta favorevole al ddl dell’On. Aprea, alla quale ha fornito l’idea di un ridicolo contratto separato fra docenti e non, abbandonando invece l’opzione relativa all’aggancio della scuola all’Universita’. Cosi’, a costo zero, il Governo puo’ operare un infingimento che lascia tutto come prima. Il problema della scuola italiana non sta infatti nel contratto unitario, bensi’ nella permanenza all’interno del comparto del pubblico impiego, mentre l’Universita’ ne resta (giustamente) fuori. Cosi’ ai docenti e’ imposta una logica non che appartiene loro. In tal modo s’e’ potuto introdurre un dirigente “manager” in luogo di un preside elettivo per poi eliminare l’autonomia professionale e sottoporre gli insegnanti a valutazioni improprie, aziendalistiche e discrezionali operate dal “dirigente” medesimo, come prevede il ddl Aprea. In tal modo si potra’ appiattire ogni automatismo d’anzianita’. In tal modo s’e’, dal 1993, imposto al mondo della scuola un tetto ad ogni possibile “aumento” contrattuale pari all’inflazione programmata. E visto che siamo i peggio retribuiti d’Europa, questo equivale alla condanna eterna ad uno stipendio inferiore alla meta’ della media europea. Alla luce della propria connivenza organica con Valentina Aprea, la Gilda svolge un ruolo estremamente ambiguo”. Quanto ai Cobas, “il loro sciopero del 17 e’ semplicemente fuori tempo e fuori luogo. Uno sciopero – spiega ancora Unicobas – che hanno testardamente mantenuto fisso a quella data anche quando si capivano gia’ bene i tempi che il Governo si sarebbe dati per l’approvazione del decreto. In conclusione, o riesce il nostro sciopero, o la contro-riforma passa. Lo ha ben capito l’Italia dei Valori che, come l’Unicobas, non si piega all’opposizione virtuale. Per questo ha aderito alla manifestazione del 3”. (AGI) – Roma, 1 ott.

Manifestazione studentesca contro la riforma Gelmini

di V.F.

È fissata per venerdì 3 ottobre alle 8.30 la giornata nazionale di mobilitazione contro la riforma Gelmini, a cui prenderanno parte probabilmente non solo gli studenti, ma anche il personale a.t.a. e alcuni docenti.
I partecipanti credono nella non correttezza di alcuni punti della nuova riforma, tra cui in primis sicuramente l’adozione del maestro unico per le scuole elementari che, secondo il movimento studentesco, risulterebbe una figura obsoleta e autoritaria, che non riuscirà a dare una formazione completa, dovendo, in pratica, sobbarcarsi tante materie così diverse tra loro.

Condannato anche il ritorno della bocciatura determinata dal voto in condotta, con relativa decurtazione di, al massimo, cinque punti sul credito scolastico.

Uno dei membri del movimento studentesco, Marta Pampuro, afferma: “Pensavamo che con le riforme Moratti e Fioroni si fosse toccato il fondo, eppure ci sbagliavamo; dalle scuole elementari alle università, passando per medie e superiori, dai maestri ai professori, senza contare bidelli e personale di servizio: questa volta nessuno è stato risparmiato”.

Duri anche nei confronti del ritorno dei voti dall’uno al dieci per le scuole medie ed elementari, e del rafforzamento dei poteri degli organismi di amministrazione di ogni singola scuola, su cui dichiarano: “L’amministrazione è formata anche da enti privati che finanziano la scuola anche attraverso donazioni, così acquisiscono maggiori poteri decisionali sui singoli istituti”.

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