Giustizia, governo battuto alla Camera. Novanta deputati assenti nel PDL.

RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
Il Governo viene battuto alla Camera
La norma, che introduce un filtro per la Cassazione, era inserita nel ddl della manovra. Passa un emendamento del Pd con 239 sì e 235 no. Nella maggioranza sono 46 gli assenti ‘ingiustificati’. Poi l’aula ha dato il via libera alla norma

Roma, 1 ottobre 2008 – Alla Camera il governo è stato battuto su una norma che concerne la riforma del processo civile, inserita nel ddl della manovra. Il governo è andato sotto sulla contestata norma che introduce un filtro per la Cassazione. È stato infatti approvato un emendamento presentato dal Pd che prevede l’impossibilità dei ricorsi in Cassazione quando esistono due sentenze che si pronciano in modo conforme sullo stesso fatto.


“E’ stata punita la protervia di un Governo, l’arroganza non paga, si è affermata – è stato il commento di Lanfranco Tenaglia, ministro ombra del Pd della Giustizia – la libertà del Parlamento”.

CHI MANCAVA IN AULA

Sono 90, secondo i tabulati delle votazioni, gli assenti fra i deputati del Pdl che hanno consentito all’opposizione di approvare un emendamento sulla giustizia civile. Quarantaquattro erano quelli in missione, 46 gli assenti ‘ingiustificati’. Nelle file della Lega, invece, si contano 11 assenti, di cui 8 in missione.

NORMA APPROVATA

L’Aula della Camera ha poi approvato il ‘filtro’ per i ricorsi in Cassazione. Nonostante il governo sia stato battuto proprio su un emendamento all’articolo che introduce la norma, inserita nel ddl manovra, che prevede che sia un collegio di tre magistrati della Cassazione a stabilire se un ricorso è ammissibile all’ultimo grado di giudizio, l’assemblea di Montecitorio ha dato il via libera al complesso dell’art. 53, quello appunto sul ‘filtro’.

Proprio ieri il plenum del Csm aveva bocciato all’unanimità la norma, che, introdotta in commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, aveva sollevato le durissime reazioni dell’opposizione.
Anche oggi in Aula il Pd ha ribadito la propria contrarietà alla norma che, ha sostenuto Lanfranco Tenaglia, “incontrerà l’opposizione della Corte Costituzionale”. Duro anche l’attacco di Antonio Di Pietro: “E’ una norma incostituzionale, e lo hanno già detto il presidente della Corte Costituzionale insieme a tantissimi giuristi. Lo ha detto ancora ieri il Csm – ha ricordato ancora il leader Idv – questa norma è del tutto incostituzionale e dà totale discrezionalità al giudice”. Di “profili di incostituzionalità molto evidenti” ha parlato in aula anche Michele Vietti, Udc, aggiungendo: “stiamo dando vita ad un’articolazione della Cassazione” anomala.
Forti perplessità, proprio poco prima che il Governo venisse battuto, erano state espresse anche dalla maggioranza che con il deputato Manlio Contento aveva in prima battuta presentato emendamenti, ritirati poi durante la discussione “confidando nel Senato”.
Quotidiano.net

assa un emendamento del Pd sull’appello nel processo civile
ROMA
Governo battuto nell’aula della Camera su un emendamento del Pd alla manovra economica in materia di giustizia civile. L’emendamento, a prima firma Donatella Ferranti, è stato approvato con 239 sì e 235 no. Su di esso il governo aveva espresso parere contrario. La seduta ora è sospesa.

L’emendamento approvato dall’Assemblea di Montecitorio si riferisce all’appello nel processo civile. Esso dichiara non ammissibile il ricorso in Cassazione contro una sentenza di appello che confermi quella di primo grado. L’inciampo della maggioranza, che è stato salutato da un lungo applauso dai banchi del Pd, è giunto dopo che l’Assemblea ha bocciato, con quattro-cinque voti di differenza, una serie di emendamenti presentati e ritirati da Manlio Contento del Pdl e fatti propri dal gruppo dell’Idv.

L’emendamento dell’opposizione è stato approvato con 239 voti favorevoli e 235 contrari. Non ci sono stati voti trasversali: i gruppi hanno votato secondo le indicazioni e a far andare sotto governo e maggioranza sono state le assenze nelle file del Pdl. In seguito si è riunito il comitato dei nove per valutare come proseguire l’esame del provvedimento. La votazione finale del ddl collegato era originariamente fissata per questa sera, ma il calendario messo a punto dalla conferenza dei capigruppo di ieri aveva già previsto una possibile “coda” delle votazioni domani nel pomeriggio.

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