Riforma Gelmini, manifestazioni: in campo anche Di Pietro

Bocciatura con un solo 5? E’ polemica Gelmini sotto tiro incrociato di Pd, Idv, Cobas

ROMA. 27.09.2008. Si riscalda il clima intorno alla scuola, con le due diverse mobilitazioni del partito democratico e dei Cobas e con le polemiche sul decreto «Gelmini», in particolare sull’articolo 3 (comma 3) del decreto 137 e sulla possibilità di bocciare alle elementari e alle medie anche con un solo 5. Ma sono tante le iniziative anche spontanee contro la «riforma Gelmini», come le firme raccolte a Trieste dal comitato contro il maestro unico.

Intanto, il ministro dell’Istruzione ha iniziato un suo tour tra le scuole d’Italia, iniziando da un istituto tecnico «simbolo», quello di Scampia a Napoli, che tanto ha fatto contro il degrado del quartiere.

MOBILITAZIONE DEL PD. In attesa che Walter Veltroni presenti lunedì le proposte del Pd per «riqualificare la scuola», esponenti democratici hanno manifestato ieri in varie città d’Italia con volantinaggi e sit in. In particolare, l’ex ministro Giuseppe Fioroni è andato a Milano, i ministri «ombra» Vittoria Franco e Maria Pia Garavaglia rispettivamente a Firenze e Roma. Contestati i «tagli per 8 miliardi, 100 mila insegnanti in meno, il ritorno al maestro unico, la riduzione del tempo pieno, la chiusura di 4 mila scuole».

POLEMICA SULLE BOCCIATURE ALLE ELEMENTARI. Proprio a Roma, Garavaglia ha definito «scandaloso» l’articolo 3 comma 3 del decreto 137: «Basta una materia in cui non si raggiunge il 6 per essere bocciati alle elementari e alle medie». Pronta la replica di viale Trastevere: «Sono destituite di fondamento le notizie di stampa secondo cui con una sola insufficienza d’ora in poi gli alunni delle scuole primarie (elementari) e secondarie di primo grado (medie) verranno bocciati. La decisione finale spetta al consiglio di classe».

MIGLIAIA IN PIAZZA CON I COBAS. Decine di migliaia di docenti, Ata, genitori, studenti e cittadini sono scesi per strada con i Cobas «intenzionati a difendere e migliorare la scuola pubblica». A Roma, sit in davanti al ministero. Oggi ancora mobilitazione per fissare le linee della piattaforma e delle prossime mobilitazioni dei precari che culmineranno con lo sciopero generale della scuola del 17 ottobre.

IN CAMPO ANCHE DI PIETRO. Anche l’Italia dei Valori si mobilita contro il piano Gelmini, con Antonio Di Pietro che martedì presenterà le sue «controproposte » insieme con gli Unicobas.

OGGI MOBILITAZIONE DI UNIONE DEGLI STUDENTI E CGIL. «Ci mobiliteremo anche il 10 ottobre per contrastare il suo piano criminale, che vuole distruggere la scuola pubblica privando milioni di studenti del diritto a un’istruzione di qualità». I sindacati, intanto, stanno valutando quando indire uno sciopero generale.

POLEMICHE DALL’OPPOSIZIONE. Dura la maggioranza e compatta nel difendere il ministro: «Più il Pd attacca la Gelmini, peraltro con argomenti per metà falsi e per metà politicamente debolissimi, più Veltroni fa autogol nel Paese – ha affermato Capezzone, portavoce di Forza Italia -. È un altro grave errore del Pd, che agita una ristretta curva di facinorosi, ma perde di vista ragioni e sentimenti della grande maggioranza delle famiglie italiane».

IL TOUR DELLA GELMINI PARTE DA SCAMPIA. Intanto il ministro Gelmini ha intrapreso un tour nelle scuole italiane, per «conoscere in prima persona il sistema scolastico e aiutare gli istituti a risolvere i problemi. E, soprattutto, voglio conoscere da vicino le molte realtà eccellenti che possiamo vantare». E l’inizio è stata una visita improvvisa a Scampia, all’Istituto tecnico Ferraris, in una delle zone difficili di Napoli, per ringraziare la scuola di quello che ha fatto per aiutare i giovani a combattere il degrado.

UNIVERSITÀ. Anche gli atenei italiani si stanno «scaldando» in attesa del piano Gelmini sull’università, ancora in fase di elaborazione.

GIANCARLO COLOGGI (da http://www.lasicilia.it)

28.09.2008. Dalle bocciature «precoci» al sostegno: ecco i punti controversi della riforma

Dalle prime indiscrezioni, una valanga di critiche si è abbattuta sulla riforma del sistema dell’istruzione messa a punto dal ministro Gelmini. Ecco i punti più contestati:

BOCCIATI ALLE ELEMENTARI – È numeroso il fronte del no al decreto Gelmini, in particolare sulla possibilità di bocciare alle elementari e alle medie anche con un solo 5.

TAGLI AL PERSONALE. Prevista dalla Finanziaria, la riduzione del personale della scuola è stata confermata nel piano Gelmini: circa 87.000 insegnanti e 44.000 tra ausiliari, tecnici e amministrativi spariranno in un triennio. «E i tagli al personale provocati dalle pieghe del piano – dice la Flc-Cgil – arriveranno a 200 mila in tre anni».

MAESTRO UNICO. Non piace a tanti. Il Cesp, Centro studi per la scuola pubblica, ha già raccolto 10 mila firme per dire «no» a questo revival e il Pd si sta mobilitando per fermare l’abolizione del team di insegnanti alla scuola elementare, fiore all’occhiello, anche a guardare le classifiche internazionali, del nostro sistema d’istruzione.

TEMPO PIENO. I sindacati, nonostante le rassicurazioni del ministro continuano a pensare che verrà smantellato.

A RISCHIO PICCOLE SCUOLE. Attualmente circa 700 istituzioni scolastiche autonome hanno una popolazione scolastica inferiore ai minimi previsti dalla fascia in deroga (meno di 300 alunni). Da qui i timori di possibili chiusure.

INSEGNANTI DI SOSTEGNO. Il sostegno non verrà toccato – ha assicurato il ministro Gelmini – ma i dubbi restano. «Purtroppo siamo di fronte – ha dichiarato l’Uici – a una riduzione delle ore di sostegno molto più drastica rispetto agli altri anni».

(da http://www.lasicilia.it)

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