Chaiano, Barbato (IDV) la discarica costerà il doppio che mandare i rifiuti in Germania


Uniti contro ogni abuso di Stato

Ieri si è svolta una bellissima manifestazione, civile, pacifica e democratica; insomma, una magnifica prova di partecipazione popolare. Grazie a tutti i cittadini di Chiaiano, Marano, Mugnano che hanno dimostrato sacrificio e dedizione, grazie alle persone che ci hanno mostrato piena solidarietà. La lotta per riaffermare i nostri diritti è appena cominciata.

Precisazione: Durante gli scontri, non si è verificata alcuna la fitta sassaiola così come dichiarato in un servizio del TG5 delle 13:00 (28.09.08) sulla manifestazione di Chiaiano .

Il sindaco di Marano S.Perrotta:

“Abbiamo provato a mediare per una soluzione che permettesse di concludere senza problemi una manifestazione che si era svolta in assoluta calma e tranquillità. Invece è mancato quel buon senso che sarebbe necessario sempre, ed è mancato sia da una parte che dall’altra. La cosa che rammarica è che siamo di fronte ad una autentica occupazione militare del territorio, che peraltro impedisce a centinaia di cittadini di rientrare nelle proprie abitazioni. Ci piacerebbe vedere un simile dispiegamento di forze dell’ordine contro la camorra ed invece abbiamo rischiato noi stessi, io come sindaco e l’onorevole Barbato, parlamentare della Repubblica, di finire sotto le manganellate”. Così il sindaco di Marano Salvatore Perrotta sugli scontri registrati al termine della manifestazione Jatevenne Day contro la discarica a Chiaiano.

(fonte: comunemarano.na.it)

Rifiuti, nuovi scontri nel corteo a Chiaiano

Politici e rappresentanti dei Comitati erano scesi in piazza per manifestare contro l’apertura della discarica
NAPOLI
Alla fine ecco le scene già viste: cassonetti in fiamme e blocchi stradali, nel cuore della protesta antidiscarica, a Napoli, nel quartiere di Chiaiano, durante la manifestazione di circa quattromila persone, sulla quale prende il sopravvento chi lancia sassi e petardi. Le forze dell’ordine caricano al termine di una trattativa fallita per visitare il sito, che surriscalda il clima. Non era accessibile, era poco illuminato, chiarirà poi il sottosegretariato ai rifiuti Guido Bertolaso. È l’epilogo dello “Jatevenne day”, partito nel pomeriggio con un corteo organizzato dai comitati antidiscarica di Chiaiano e Marano. Ci sono anche No dal Molin di Vicenza e le Reti romane per il bene comune.

Partono dalla stazione della metropolitana oltre mille persone, al seguito di uno striscione giallo: «Basta discariche e inceneritori, jatevenne». Non è l’unico: «Ponticelli, Serre, Andretta, Savignano: un’unica lotta contro la devastazione» si legge anche. La gente solidarizza, e aumenta strada facendo: le saracinesche si abbassano in via Santa Maria a Cubito; i residenti del quartiere esprimono in modi coloriti, come sempre, una profonda indignazione. «San Gennà te truvave facenn putiss squaglià nu poco e munnezza politica» (San Gennaro con il miracolo del sangue potevi sciogliere anche un pò di immondizia politica): ha scritto la signora Matilde, ad esempio. «In quelle cave ci sono persone che vogliono fare del male ai nostri figli – spiega – e questo per una madre è motivo per lottare sempre senza potersi mai arrendere». Sfila il parlamentare dell’Idv Franco Barbato: «La discarica avrà un costo di allestimento pari a circa 600 euro per tonnellata di immondizia, cioè il doppio di quanto costava mandare i rifiuti in Germania. Un sottosegretariato non può operare sperperando il denaro pubblico».

Ma quando si arriva a via Cupa dei Cani, davanti al limite imposto dalle forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa, il vento cambia. Inizia una trattativa: i manifestanti chiedono che una delegazione di cittadini possa entrare nella futura discarica, con i rappresentanti delle istituzioni. La protesta monta. Partono i petardi, i sassi e la polizia carica. Il bilancio parlerà di quattro agenti ustionati e contusi, del reparto mobile di Bari.

«È mancato il buonsenso da tutte e due le parti» commenta il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, che ha partecipato al corteo con una croce di legno e un drappo nero alla fascia tricolore. Il sito non era adeguatamente illuminato, si spiega intanto dalla struttura del sottosegretario Bertolaso: «Non è mai stato negato a rappresentanti delle istituzioni l’accesso al sito dove sarà realizzata la discarica – dice Marcello Fiori, coordinatore della struttura – e dunque già lunedì mattina il sindaco e gli altri rappresentanti degli enti locali interessati potranno entrare nella cava, dove tra l’altro sono già stati». «Chi non potrà entrare sono invece i cittadini – conclude – in quanto il sito di Chiaiano è dichiarato di interesse strategico nazionale».
La Stampa 27 settembre 2008

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