ALITALIA: FORZA GERMANIA

Dopo sì dei piloti, Alitalia aspetta hostess, steward  e partner straniero

Note di Wildgreta: Dal momento che tutti litigano per rivendicare il merito del salvataggio Alitalia, vorrei dare anche la mia opinione. E’ gratis e si può anche saltare direttamente all’articolo che segue senza leggerla. Opinione di Wildgreta: Il merito della soluzione Alitalia è dei piloti e di Letta. Il demerito di Berlusconi è quello di aver remato contro la soluzione Air France, nettamente migliore. La colpa del fallimento Alitalia è di chi non ha fatto nulla per impedirlo in passato, ma anzi ha munto la mucca finchè non è caduta stremata. Ovvero le stesse persone che oggi vorrebbero essere portate in trionfo.Qualora nei prossimi giorni BRUXELLES sollevasse irregolarità (come i debiti che dovranno pagare i cittadini o altro), il ritornello “Tutto merito nostro”, muterà in “Tutta colpa vostra“, con la stessa tranquillità con cui si beve un bicchiere d’acqua. Molti cittadini, però, non se ne accorgeranno nemmeno e , anzi, diranno che un santo come Berlusconi viene ancora perseguitato dai giudici mentre, dopo aver salvato l’Alitalia, si appresta a salvare l’Italia intera.

I piloti firmano. Ora Alitalia aspetta hostess e steward.Ruolo chiave per il partner straniero
ROMA – I piloti hanno firmato ma discutono ancora, polemici per come i loro front- men Berti e Notaro hanno chiuso l’accordo. Gli assistenti di volo non hanno ancora firmato, a parte i 300 iscritti all’Anpav. Sono attesi lunedì mattina a palazzo Chigi dove arriveranno con una risposta già pronta, un si o un no, quello che verrà fuori dalle consultazioni tra i lavoratori avvenute tra sabato e domenica.

Dossier Alitalia, il giorno dopo la lunga notte che ha portato alla firma dei piloti. Per stanchezza si cerca di dire che la missione è compiuta e che Alitalia è già rinata sotto forma di Cai. Ma non è così. In realtà ci sono ancora molte incognite: dalla firma di hostess e steward, alla capacità di volo di Alitalia, l’ingresso del partner internazionale, il destino della bad company, l’esame di Bruxelles su tutta l’operazione per non parlare dell’esame dei cittadini italiani che farsi carico di debiti, prestiti e costo degli ammortizzatori sociali. Alla faccia della sacra “italianità”, totem inviolabile del premier, che poi alla fine non si sa neppure se ci sarà veramente.

I dubbi di hostess e steward. Sdl e Avia, le sigle autonome che raccolgono l’80 per cento del personale di volo, hanno passato la giornata prima a spiegare i contenuti delle modifiche raggiunte nella lunga giornata di palazzo Chigi poi hanno deciso di avviare una consultazione tra la base dei lavoratori. I primi riscontri parlano di una maggioranza di sì, anche se sofferti per i tagli. Avia (1300 iscritti, la più grande associazione degli assistenti di volo) ha riunito il proprio direttivo.

“Il mandato è andare avanti nella trattativa – dice Divietri – abbiamo quindi avviato la consultazione tra gli associati sui contenuti dell’ accordo per avere un’indicazione dalla base. Domani tireremo le somme”. Analogo percorso per Sdl (1900 iscritti tra personale di terra e di volo). Spiega Andrea Cavola: “La partita si sta spostando sui contratti. Tra oggi e domani saranno analizzati i documenti e sarà presa la decisione da portare a Palazzo Chigi”.

Tensione all’assemblea dei piloti: l’accordo li ha divisi in due. Il gradimento di Berti e Notaro cresce tra politici e imprenditori (“hanno firmato, sono stati responsabili”) ma vacilla tra gli iscritti. Il motivo è semplice: è vero che hanno strappato 139 assunzioni part-time, il vero grande successo della trattativa a palazzo Chigi. Ma è anche vero che Berti e Notaro hanno diviso, per non dire spaccato, la categoria piloti in comandanti (che avranno un contratto a parte da dirigenti) e piloti che invece avranno un contratto unico normale seppure “coerente” con quello dei comandanti. Ci ha pensato Bonanni stamani a seminare veleno: “Sono così sicuri i comandanti che sia un vantaggio essere dirigenti? In questo modo potranno essere licenziati…”.

Nel pomeriggio a Fiumicino circa 700 piloti hanno partecipato all’assemblea. Sala Verri strapiena, molta tensione e nessun applauso, incontro chiuso ai giornalisti. I panni sporchi si lavano in casa. I più preoccupati sono i piloti più giovani, quelli che avranno il contratto unico Cai e non da dirigente. E i più anziani che temono l’insufficienza degli ammortizzatori sociali. Sperano, par di capire, in margini di trattativa ulteriore in fase di scrittura del contratto. In fondo quello firmato è solo la cornice, l’accordo quadro.

Lufthansa o Air France? Che è come chiedersi: Fiumicino o Malpensa? E’ la vera grande questione rimasta sul tavolo. Deciderà Cai, non c’è dubbio. Ma è una scelta difficilissima. Da un punto divista industriale e politico. “L’ultima sfida dei cieli” è stata ribattezzata. Chi dei due andrà a controllare Alitalia, si candida per diventare nei fatti il numero 1 in Europa contro i colossi americani e soprattutto asiatici.

Air France è pronta ad entrare con un 15-20 per cento, come gli altri soci e in un più il know how. Gli esperti spiegano vantaggi e svantaggi di questa alleanza. Sarebbero, ad esempio, risparmiati i 200 milioni di euro di multa da pagare nel caso dovesse essere interrotta l’alleanza Sky-team. I francesi punterebbero ad un unico hub a Roma anche perchè poi in realtà il vero hub europeo sarebbe Parigi. Una scelta che piace poco alla maggioranza, in prima fila Bossi.

Il senatur non ha dubbi e dice Lufthansa, garanzia di un rafforzamento di Malpensa oltre che di Fiumicino nella logica tedesca del multihub. Wolfang Mayrhuber, numero 1 della compagnia tedesca, già con un piede dentro Malpensa, avrebbe manifestato l’intenzione di entrare con il 49 per cento. Una prospettiva allettante per i soci Cai. Se solo avessero le mani libere dall’italianità della compagnia pretesa dal premier. Il nodo alleato dovrebbe comunque essere affrontato nella prima settimana di ottobre, dopo la scelta del Commissario straordinario Augusto Fantozzi tra le varie offerte (il termine scade il 30 settembre).

Berlusconi: “Il Pd ha giocato contro il paese”. Nonsotabte le firme restano aspri i toni tra maggioranza e opposizione, in particolare tra governo e partito Democratico. Nelle anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa, il giudizio del premier Silvio Berlusconi sul ruolo del Pd è durissimo: “Ha giocato contro il governo e contro il paese per far cadere su di noi la colpa del fallimento delle trattative, gli scioperi, l’interruzione dei voli e il fallimento dell’Alitalia”.

Lo scontro tra i poli si consuma su un doppio binario. Da una parte le riserve del Pd sulle scelte operate dal governo. Dice il ministro ombra dell’economia Pierlugi Bersani: “Questa è una soluzione molto più debole e problematica di quello che avrebbe potuto essere”. Dall’altra le critiche da parte di maggioranza e governo al Partito democratico per essersi attestato il merito di aver dato un contributo fondamentale per uno sbocco positivo della trattativa Alitalia.
La Repubblica Finanza 27/09/2008 – 22:00

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