Alitalia. Cai ritira ufficialmente l’offerta

I dipendenti lanciano una proposta d’acquisto
L’Alitalia comunica che la società di Colaninno ha revocato formalmente l’offerta presentata il 1 settembre scorso. I lavoratori di Alitalia sarebbero pronti a investire le proprie risorse finanziarie per l’acquisto della compagnia: impegnerebbero parte delle retribuzioni e l’intero Tfr per una cifra superiore ai 300 milioni. Massimo Notaro, presidente Up: «Pronti a lanciare una cordata o a partecipare in Cai». Il presidente Anpac, Fabio Berti chiede chiarezza dal governo: «Conceda un vero via libero ad altre offerte».

Sebbene dal governo abbiano ripetuto per giorni che all’offerta della Cai non c’era alternativa, l’Alitalia ha comunicato che la cordata italiana ha ufficialmente presentato la revoca della propria offerta d’acquisto per la compagnia di bandiera, presentata lo scorso 1 settembre. Ma un’alternativa alla Cai potrebbe in realtà esserci e non arriva necessariamente dall’estero. Una proposta, per realistica o provocatoria che sia, è arrivata dagli stessi lavoratori di Alitalia, che sarebbero disposti a mettere sul piatto più di 300 milioni di euro per acquistare la compagnia. L’annuncio è arrivato questa mattina in una conferenza stampa congiunta organizzata dalle associazioni piloti Anpac e Up, l’associazione assistenti di volo Avia e la sigla Sdl intersindacale.

«I dipendenti Alitalia delle tre categorie – piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra – sono disponibili a supportare qualunque progetto serio e credibile, esistente o meno, mettendo a disposizione quota parte della retribuzione e l’intero montante del Tfr», ha annunciato Fabio Berti, presidente dell’Anpac. Tradotto in cifre, per quello che riguarda il Tfr l’investimento dei lavoratori potrebbe arrivare ad una somma di circa 340 milioni, che potrebbero confluire in una nuova cordata, con la partecipazione di altri soggetti esterni italiani o internazionali, oppure nel capitale già stanziato da Cai.

Difficile che la società presieduta da Roberto Colaninno decida di aprire alla partecipazione dei dipendenti, dando vita a eventuali problemi di governance. Berti esclude a priori ogni complicazione, chiarendo che l’interesse «non è quello di difendere una corporazione, ma di garantire un futuro alla compagnia» e di non nutrire ambizioni di controllo. L’immissione di ulteriori risorse finanziarie, aggiunge il presidente di Up, Massimo Notaro, sarebbe comunque la soluzione più auspicabile: «Cai è piccola dal punto di vista economico e così anche il suo piano, che non dà garanzie di sopravvivenza alla società che loro immaginano. Per questo ci costituiremo in cordata e faremo un offerta d’acquisto».

Come già sottolineato dal segretario della Cgil Epifani, nell’attuale situazione di stallo della trattativa il riferimento principale sarà il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, al quale sarà inviata l’eventuale proposta d’acquisto. Le associazioni promotrici sanno però che, oltre alla disponibilità di Fantozzi garantita per legge, è necessario soprattutto un atteggiamento di apertura da parte del governo: «Ci aspettiamo che il governo ci dica se accetterà altre offerte», conclude Berti, «perchè sappiamo quanto è determinante il suo via libera vero, non a parole, affinchè queste offerte escano fuori».
(22/09/2008)

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