Scuola, occupazioni e cortei, maestri e genitori contro la Gelmini

 

Il ministro Gelmini

Giovedì, 18 settembre 2008 -L’Unità

Si allarga la protesta studentesca contro l’operato del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. Le scuole romane dove lunedì l’anno scolastico è cominciato con il lutto al braccio degli insegnanti contro le riforme del ministro Gelmini hanno deciso di portare la loro protesta fin sotto Montecitorio. È in corso un sit-in contro il maestro unico e i tagli alla scuola a cui stanno prendendo parte docenti, mamme, bambini e dirigenti scolastici.

«Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini», si legge sulle magliette dei manifestanti. Alla elementare Iqbal Masiq è in corso una occupazione che finirà solo il 19. Tra gli istituti in piazza, oltre alla Masiq, ci sono la scuola Ghandi, la Trilussa, la Romolo Balzani, la Pisacane, la Ada Negri.

«Siamo qui – spiegano gli organizzatori – perchè in commissione istruzione è partita la discussione del decreto sul maestro unico che contestiamo». «I bambini sono nell’era di internet- commenta Francesca, una mamma della scuola Ghandi – il maestro unico viene dalla preistoria».

Dopo le contestazioni portate avanti lunedì dall’Unione degli studenti, in occasione del primo giorno di scuola, a Roma è stato presentato il programma di mobilitazione realizzato dal neonato sindacato studentesco delle scuole superiori la “Rete degli studenti”.

Nel nuovo sindacato confluiscono tre sigle studentesche: i Reds, l’Isim ed gli Sds. «Il nostro vuole essere un progetto apolitico – spiega Giulia Tosoni, tra i promotori della Rete degli studenti – che ha voluto riunire tre soggetti studenteschi attivi che credono fortemente nella contrapposizione alla politica di questo governo».

«Il sindacato – continua Tosoni – è nato infatti questa estate all’indomani della presentazione dei decreti legge che intendono introdurre tagli, maestro unico, voto in condotta ed il terribile piano di ridimensionamento del sistema scolastico: tutti provvedimenti che non tengono conto degli studenti, ma che li penalizzano fortemente».

L’obiettivo principale della Rete degli Studenti è il responsabile del ministero di viale Trastevere: «attraverso le sue parole siamo ormai arrivati – sottolinea Tosoni – ad una vera e propria “emergenza ballismo”: ci impegneremo al massimo per svelare tutte le balle del ministro Gelmini, che continua a prendersi gioco degli italiani con i suoi progetti di riforma».

Il programma di mobilitazione della Rete degli studenti prevede la prima manifestazione già per venerdì prossimo, il 19 settembre, con striscioni in diverse città italiane: «i nostri studenti – fanno sapere dal sindacato – sfileranno sicuramente a Roma, Venezia, Torino, Perugia, Sassari, Ancona, Foggia e Lecce». È stata fissata anche una manifestazione nazionale per il 4 ottobre a Roma sotto il Miur.

Intanto il ministro continua a “spararne” sempre a mezzo stampa, non presentandosi mai in Parlamento. Graduatorie insegnanti aperte fino al 2008 «in modo che i ragazzi che hanno frequentato le Ssis e si sono pagati una scuola oltre i costi dell’Università, possano accedere a una graduatoria».

È l’idea che il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini rilancia rispondendo, dalle colonne del settimanale Tempi, alle domande dei lettori.

Al problema dei precari, sottolinea la Gelmini, si è già iniziato a rispondere «con la moratoria sulle Ssis, perché la Finanziaria 2007 aveva chiuso le graduatorie e nonostante questo le scuole di formazione per gli insegnanti della scuola secondaria funzionavano ininiterrottamente… Questo vale particolarmente per i ragazzi del IX ciclo».

«Io – aggiunge la Gelmini – ho istituito una commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Roma “La Sapienza”, che in breve tempo darà delle risposte al problema. Il mio intendimento è di riaprire le graduatorie fino al 2008, in modo che i ragazzi che hanno frequentato le Ssis e si sono pagati una scuola oltre i costi dell’Università, possano accedere a una graduatoria».

L’intenzione è quella di rivedere il meccanismo stesso di formazione dei docenti, articolandolo in un solo anno invece di due e prevedendo non solo studio teorico ma un «praticantato» in classe: «A breve col prof. Israel illustreremo quella che è la nostra proposta».

Quanto alla libertà di educazione la Gelmini ha ricordato che «la scuola è sempre pubblica, sia quando è gestita dallo Stato, sia quando non lo è. E di conseguenza credo che noi dobbiamo adoperarci per elevare la qualità media della scuola, sia essa statale o non statale».

«E soprattutto – ha continuato – dobbiamo rendere concreto e attuare il principio costituzionale della libertà di scelta in capo alle famiglie. Oggi nel nostro paese questo è un principio ancora compresso, non tutelato nella sua concretezza».

Gelmini, in un’intervista al “Sole 24 ore” ne “spara” altre. «Il nostro obiettivo è affiancare al sistema dei licei una riqualificazione della formazione professionale e degli istituti tecnici», applicando «la riforma dal 2009» in cui «stiamo valutando di ridurre le ore settimanali delle superiori».

Sulla scelta di tornare al maestro unico, Gelmini dice che «è ingiustificato l’allarme della sinistra», poichè «con questo piano siamo in grado di mantenere il tempo pieno ma anche di migliorarne la qualità e di estenderne l’orario del 50 per cento».

Sul futuro dei precari della scuola, Gelmini afferma che «ad alcuni docenti che risultassero in esubero chiederemo uno sforzo per apprendere altri insegnamenti». E aggiunge: «in futuro ridurremo da due anni a un anno il corso per accedere all’insegnamento» e «daremo un mano ai precari anche con la riforma delle classi di concorso».

Infine, sulla “manovra d’estate” che prevede il taglio di 87 mila cattedre in tre anni, Gelmini spiega che «il principio cardine del mio piano è l’individuazione del costo standard» in modo che questo costo «venga finanziato in ogni Regione».

da http://www.unita.it

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