Scandalo sanità Abruzzo: i pm cercano ancora i soldi finiti all’estero

Il tesoro

Enrico Nardecchia
L’inchiesta va avanti, Angelini potrebbe essere interrogato sulle nuove accuse. Si indaga sul ruolo ricoperto dall’uomo della Deutsche Bank nella transazione Processo rapido, sì. Soddisfazione per l’ottavo interrogatorio, sì. Ma i pm del pool di Sanitopoli non hanno ancora rinunciato a cercare e a trovare il tesoro di tangenti versate da Angelini e finite all’estero. La nuova rogatoria per Londra, partita dalla Procura appena alcuni giorni fa, testimonia che l’inchiesta non è ancora chiusa. La nuova pista sono gli accertamenti sui viaggi all’estero.LA PISTA LONDINESE È a Londra, dove si trova la sede della Deutsche Bank che ha ricevuto i 14 milioni di euro di crediti sanitari ceduti da Angelini sotto costrizione (per l’accusa), di Del Turco, Quarta e Masciarelli, che secondo i pm si nasconde il segreto dei conti sospetti. È lì che la Procura vuole capire, ad esempio, i motivi dei viaggi di Camillo Cesarone, tanto da mandare i finanzieri in giro nelle agenzie di viaggio di Chieti a setacciare i tabulati delle partenze via aereo.

Sempre a Londra è ancora tutto da chiarire il ruolo di Fabio De Concilio, il giovane e dinamico ex promotore finanziario divenuto responsabile della filiale di Londra del colosso bancario tedesco che avrebbe avuto una corsia preferenziale sugli altri istituti su espressa indicazione dello stesso Del Turco.

Il nome di De Concilio spunta fuori negli interrogatori dei direttori generali delle Asl, che se lo ritrovavano nelle riunioni convocate da Lamberto Quarta per definire la cessione del credito alla Deutsche Bank. De Concilio, via fax, ha fatto sapere di non poter partecipare all’interrogatorio fissato per il 18 luglio. I pm non hanno ancora rinunciato a sentirlo.

IL REFERENTE «Appariva come il referente», spiega ai pm il manager dell’Asl di Pescara Antonio Balestrino. «Questo signore (De Concilio, ndr), già l’avevo visto due tre giorni prima a Chieti per capire bene cosa stesse succedendo. Nello studio del dottor Maresca ho trovato questa persona che sosteneva le tesi di Deutsche Bank».

Secondo Balestrino si trattava di riunioni «non serene», in cui, senza saperlo, mentre i manager stavano in una stanza, nell’altra c’erano gli esponenti della banca pronti a firmare la transazione. «Noi ci ritirammo», conclude Balestrino, «perché non eravamo d’accordo sul discorso delle certificazioni». De Concilio, invece, uscì, non prima di aver detto che un domani avrebbe dovuto addossare gli interessi sull’Asl e che quello era «l’ultimo giorno per poter fare la transazione».

IL NONO INTERROGATORIO Ha sparato a zero contro tutto e tutti, arrivando a non escludere neppure il presunto coinvolgimento dei servizi segreti e facendo nomi e cognomi dei suoi attuali «affamatori». Così Vincenzo Angelini, oltre a rispondere sulla responsabilità di altri per i fatti precedenti, ha aggiunto nuovi elementi e ha fatto nomi nuovi nel corso dell’incidente probatorio. Ha anche detto, e con lui il suo avvocato, Sabatino Ciprietti, che «questo è solo l’inizio».

Insomma, il grande accusatore potrebbe essere chiamato dalla Procura a ripetere le nuove accuse, quelle che sono entrate nel processo direttamente perché sono state messe a verbale ma sulle quali occorre trovare i riscontri. A questo punto, cessato il divieto di interrogare Angelini prima dell’incidente probatorio, non si esclude che il re delle cliniche private possa tornare a sedersi davanti ai pm e vuotare ulteriormente il sacco.(IL cENTRO 16 settembre 2008)

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