Campania, Scuola: la campanella suona a lutto.I precari tornano in piazza

Manifestazione davanti alla prefettura. Pansa: sui tagli chiederò aiuto al ministro
di Bianca De Fazio

 «Se il criterio resta quello di chiudere i plessi con meno di 100 alunni, in Campania, nei piccoli comuni, potrebbero sparire il 71.6 per cento delle materne, il 40 delle elementari, il 31 delle medie ed il 13.4 delle superiori, per un totale di 2.189 plessi».

Un milione di studenti ha fatto ritorno in classe. Ieri è ufficialmente partito il nuovo anno scolastico in Campania, ma in cattedra siedono circa 7.000 docenti in meno, 5.000 solo a Napoli e provincia. E se il ministro Maria Stella Gelmini ha dato forfait preferendo non essere qui per la prima campanella, notizie della scuola campana le sono giunte comunque negli uffici di viale Trastevere. È stata proprio il ministro, ad esempio, a dare l´ok perché venisse pagato il primo dei risarcimenti (per circa 3.600 euro) predisposti dal Tar per i bambini disabili che lo scorso anno hanno fatto ricorso alla magistratura contro i tagli al sostegno. Una vicenda per la quale il Tribunale amministrativo ha già condannato l´amministrazione scolastica a risarcire 12 studenti disabili, e che nelle prossime settimane vedrà giungere sul tavolo del ministro richieste analoghe per oltre 100 ragazzi.

A parlare al ministro, ieri, seppur da lontano, sono stati anche gli insegnanti precari finiti sotto la mannaia del governo. Docenti che dopo aver insegnato per anni, talvolta per decenni, si sono ritrovati, quest´anno, senza cattedra. I precari disoccupati hanno tenuto un sit-in alle porte della prefettura sin dalle prime ore del mattino, chiedendo al prefetto Pansa un incontro perché ascoltasse – e portasse sino a Roma – le loro richieste. Accompagnati dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil e Gilda, hanno strappato al prefetto la sua disponibilità ad intervenire presso il governo sui tagli. Si tratta, questa è in concreto la posizione dei sindacati, di chiedere il rispetto del protocollo firmato dalla Regione con l´allora ministro Fioroni. Un accordo che prevedeva che Regione e governo finanziassero con 20 milioni a testa la creazione di 760 nuove cattedre, ma mentre la Regione ha confermato l´impegno, Roma si è defilata. «Questo quadro mi preoccupa: chiederò aiuto al ministro Gelmini perché intervenga personalmente – sottolinea in una nota il prefetto Alessandro Pansa – Una scuola napoletana inefficiente rappresenta un handicap notevole per il futuro della provincia». Pansa aggiunge: «A Napoli la scuola ricopre il ruolo di presidio fondamentale contro il degrado civile e la malavita organizzata. Non può esistere sviluppo senza istruzione».

E poi c´è la questione della messa a norma delle mense scolastiche, un provvedimento che permetterebbe di aumentare il tempo scuola, di ampliare, anche in Campania, quel tempo pieno che altrove è nella maggioranza degli istituti e qui è solo marginale. E anche per questo i sindacati hanno voluto che il primo giorno di scuola, in Campania, fosse accompagnato da presidi dinanzi ai luoghi istituzionali, da volantinaggi alle porte delle scuole, da assemblee e petizioni. «Bisogna fermare la demolizione della scuola pubblica», ha sostenuto Giuseppe Vassallo, segretario regionale della Cgil scuola. La mobilitazione dei precari proseguirà nei prossimi giorni – con manifestazioni che non escludono, ad esempio, proteste dinanzi al Duomo, il giorno di San Gennaro, e scioperi della fame. Mentre per oggi Michele Ragosta, coordinatore nazionale dei Verdi e consigliere regionale, ha indetto una manifestazione alle 11 dinanzi alla sede del ministero, a Roma.

Per non parlare dei tanti disabili che sin dal primo giorno di scuola devono vedersela col sostegno concesso col contagocce o con situazioni che impediscono loro, di fatto, di frequentare regolarmente. Nella scuola elementare “Giancarlo Siani”, a Marano, un piccolo di 8 anni non può stare in classe perché gli manca il seggiolone indispensabile a tenerlo diritto. Il sedile usato negli anni scorsi è ormai troppo piccolo, ma il Comune, che dovrebbe acquistare quello nuovo, nicchia. All´istituto d´arte Boccioni, a Capodimonte, non c´è né ascensore né scivolo, e Maria, che siede in carrozzella, non può frequentare i laboratori (indispensabili in un istituto d´arte), tutti al II piano. E c´è poi il caso di Antonio, allievo del 73esimo circolo didattico di Napoli. L´ascensore è rotto, il Comune deve provvedere alla gara per l´affidamento della manutenzione e intanto il bambino può arrivare in classe solo portato in braccio dalla madre. Che prima porta su suo figlio, poi si carica anche la carrozzella nella quale sederlo. Ed è stata lei stessa a procurarsi un banchetto più grande, da adattare – grazie al lavoro di un falegname – alle esigenze del piccolo.

Intanto Legambiente ha contato i plessi scolastici che sono a rischio chiusura, alla luce dei tagli previsti dalla Finanziaria: «Se il criterio resta quello di chiudere i plessi con meno di 100 alunni, in Campania, nei piccoli comuni, potrebbero sparire il 71.6 per cento delle materne, il 40 delle elementari, il 31 delle medie ed il 13.4 delle superiori, per un totale di 2.189 plessi».

(La Repubblica 16 settembre 2008)

 
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