Caserta: rifiuti per strada e mezzi senza carburante

 

Di fronte al comune di Caserta cumuli di rifiuti

NICOLA ROSSELLI La seconda città della provincia ormai sommersa dai rifiuti. E oggi si aprono anche le scuole. Da una decina di giorni infatti, i rifiuti non vengono raccolti causa lo stato di agitazione dei dipendenti dell’ex GeoEco ormai sciolto, oggi «Articolazione territoriale Ce2»; gli operai non hanno ancora ricevuto lo stipendio di agosto. La crisi finanziaria che attanaglia la struttura casertana sta poi producendo difficoltà anche nell’approvvigionamento di carburante per i mezzi di raccolta. Una situazione confermata anche dal sottosegretario Guido Bertolaso che ha dichiarato che gli unici problemi «sono legati al sistema della raccolta di competenza territoriale». Ma in attesa di sapere se, come auspicato da Bertolaso, la titolarità della raccolta indifferenziata passerà in capo ai Comuni (nei prossimi giorni ci saranno incontri decisivi tra il gestore del Consorzio Unico Alberti Stancanelli e gli amministratori interessati), l’intero bacino dell’ex Consorzio Ce2, che raccoglie 26 città della provincia di Caserta, è ormai ridotto a una mega discarica a cielo aperto. È nella città normanna che però si registra la situazione più preoccupante. Il caldo asfissiante dei giorni scorsi ha accelerato il processo di decomposizione producendo un odore nauseabondo, poi le piogge hanno sparpagliato i rifiuti per le strade trasformate in tappeti di sacchetti. Esempio probante la centralissima via Diaz, dove nella tarda serata di sabato, un gruppo di residenti ha inscenato una manifestazione di protesta. L’arteria, che collega la stazione ferroviaria al municipio e alla locale sezione del tribunale, è, oramai, senza illuminazione pubblica da una settimana. Tanto che la strada all’imbrunire si trasforma in una zona off-limits. In questo frangente, poi, si aggiungono i maleodoranti cumuli di spazzatura, i marciapiedi non spazzati da tempo immemorabile e il sempre eterno cantiere di piazza Mazzini, senza protezione alcuna, che rappresenta un pericolo per l’incolumità pubblica; si quindi ha la sensazione di vivere in un quartiere degradato delle grandi città africane o sudamericane. Altro esempio emblematico i rifiuti che ostruiscono l’accesso alla macchinetta che fa le foto per le carte d’identità, posta proprio di fronte alla sede del Comune (in foto).

Il Mattino 15 settembre 2008

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