Alitalia, c’è un accordo quadro ma gli autonomi lo sconfessano

Al documento da cui partire per proseguire le consultazioni con associazioni di categoria e autonomi si è giunti a tarda notte.Sacconi assicura: ggi niente rischi per i voli

Corteo di dipendenti Alitalia a Fiumicino

ROMA – Per Alitalia si continua a trattare. Al termine di un’altra giornata di riunioni, di schermaglie e scontri verbali, di proteste e presidi dei lavoratori, governo, Cai, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno “condiviso” un accordo quadro. “Un primo passo avanti importante” per chi l’ha negoziato, “carta straccia” per le associazioni professionali tenute fuori dal tavolo. Il confronto va quindi avanti, sulla base di quel testo, anche se le casse della compagnia sono vuote. In mattinata dovrebbe esserci al ministero del Lavoro un nuovo incontro con i sindacati confederali, nel pomeriggio dovrebbe toccare alle altre sigle.

“E’ stato un lavoro duro e intenso – ha detto a notte fonda aggiunto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi – che ha consentito un importante risultato, una solida base di partenza per costruire il futuro della compagnia di bandiera”.

Di “passo avanti” hanno parlato anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni, quello della Uil Luigi Angeletti e Renata Polverini dell’Ugl. Più cauto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: “C’è il secondo passo da fare perché ci sono problemi che richiedono approfondimenti e il coinvolgimento più ampio di tutti. L’accordo, se ci sarà, sarà alla fine di tutto”.

I rappresentanti di piloti, assistenti di volo e personale di terra Anapac, Up, Anpav, Avia, Sdl, dal canto loro, hanno sconfessato “la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre, poi, alle rappresentanze dei dipendenti dell’Alitalia” e hanno sottolineato che “qualsiasi documento eventualmente prodotto senza la diretta partecipazione delle associazioni professionali e sindacali rappresentanti di tutte le categorie verrà considerato inutile e provocatorio”. Rimane da vedere quale posizione le cinque sigle assumeranno al tavolo, di fronte a un accordo che prevede mille assunti in più in Cai e dà tempo fino al 30 settembre per risolvere il nodo del contratto.


In particolare i piloti hanno chiesto l’intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. il presidente dell’Anpac, fabio berti, che sottolinea: Berlusconi “Ci ha dato delle garanzie – dice Fabio Berti, presidente dell’Anpac – Uscivamo da una trattativa difficile con Air France. Ci abbiamo creduto. Ora vogliamo un segnale serio”.

Quanto all’operatività della compagnia, il ministro Sacconi ha assicurato che oggi non ci saranno rischi per i voli ma al contempo ha sottolineato che il tempo stringe.

La Repubblica 15/09/2008 – 03:45
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