Festa dell’Udc, fischi alla Gelmini e applausi a Garavaglia

L'accattivante sorriso del ministro Gelmini

Garavaglia:”Quando avrò bocciato per il voto in condotta un ragazzo di Scampia forse l’avrò perso per sempre. E se perde anche un solo ragazzo in questo modo, la scuola fallisce”.

CHIANCIANO – La scuola ‘secondo Gelmini’, dal voto in condotta al maestro unico, passando per la riduzione del monte ore, per il Pd è, come dice il ministro ombra Garavaglia, “solo una strategia per far quadrare i conti, senza nessun progetto educativo chiaro alla base”.

Alla Festa dell’Udc di Chianciano il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini chiede alle opposizioni “di non fare della scuola una questione di scontro politico ideologico”, ma Garavaglia contrattacca: “E’ il governo che ne ha fatto solo una questione di bilancio”.

Come con D’Alema e Cicchitto, la platea centrista riserva fischi per l’esponente del Pdl e applaude l’ex vicesindaco di Roma. E anche quando la Gelmini prova a conquistare la platea citando Ratzinger e don Giussani, la Garavaglia se la riprende: il fondatore di Cl lo chiama, familiarmente, “il Gius” e, ricorda, “quella è la mia storia, quelle citazioni non mi impressionano”.

Ma il punto vero sono i tagli messi a punto dal governo: se per la Gelmini “i tagli non sono mia responsabilità perché ho ereditato una situazione difficile” e “erroneamente in passato è stata sovrastimata la capacità della scuola di assorbire i precari”, per il ministro ombra “quasi 7,8 miliardi sono troppi. Soprattutto se vengono usati, come è stato fatto, per finanziare l’eliminazione dell’Ici. Va bene riformare quello che non va, ma non si può fare solo per ragioni di bilancio”. E la prova che così è andata sta nel fatto che “ne abbiamo parlato solo nelle sessioni di bilancio, non nelle commissioni competenti e senza poter presentare emendamenti”.

Replicando, Gelmini sottolinea però che in Finanziaria “non ci sono solo tagli, ma la previsione che il 30% dei risparmi che la riforma porterà, saranno reinvestiti nella premialità degli insegnanti” e assicura che “non ci saranno tagli alla ricerca”.

Infine il ritorno del voto in condotta. Una scelta, sostiene la senatrice del Pd, “che non tiene conto dei contesti, delle relazioni, delle difficoltà di alcuni quartieri: “Quando avrò bocciato per il voto in condotta un ragazzo di Scampia forse l’avrò perso per sempre. E se perde anche un solo ragazzo in questo modo, la scuola fallisce”.
13 settembre 2008

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