Alitalia, l’ira dei lavoratori

Tra loro, il presidente della Regione Piero Marrazzo e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti

Ha un cappio al collo e un cartello con su scritto “Ecco la cordata italiana”. È una dipendente di Alitalia che sta manifestando davanti al ministero della solidarietà sociale di via Fornovo dove è in corso il tavolo di trattative tra sindacati e Cai, la compagnia nata dalle ceneri di Alitalia.

Manifesta insieme a tanti colleghi arrivati da ogni parte di Italia per scongiurare il rischio esuberi. Da Fiumicino, prima tappa della protesta, si sono spostati in via Flavia presso la sede del ministero del Lavoro e ora sono qui. Quattro pullman arrivano da Napoli. “Non ci sono decisioni, non c’è nulla di concreto, noi chiediamo di continuare ad essere parte integrante di alitalia e chiediamo che non ci vengano tagliati i salari” spiega luca, un dipendente del personale di manutenzione pesante della compagnia di bandiera a Napoli. “Siamo circa mille – prosegue – il 50% di noi perderebbe il lavoro e non abbiamo alcuna garanzia”.

Molti dipendenti a rischio vorrebbero parlare, sfogarsi ma c’è chi teme ritorsioni. “Alcuni colleghi – spiega un ragazzo che chiede di rimanere anonimo – hanno ricevuto richiami verbali dall’azienda per essersi esposti troppo durante le manifestazioni dei giorni scorsi a Napoli. Chi tra noi ha diffuso immagini su Youtube, ha ricevuto lettere di contestazione dall’azienda, e alla terza si viene licenziati, ma tanto, peggio di così…”. Uno striscione recita: “Mo basta precari Alitalia’. Sono gli assistenti di volo del movimento di base romano a sbandierarlo.

“Noi siamo i fantasmi di cui non si parla mai, non siamo neanche conteggiati negli esuberi, eppure sono 8-9 anni che voliamo”. È la protesta di Federica, un contratto in scadenza il 30 novembre: “E sono anche fortunata perchè sto lavorando. Ora, dopo 7 anni e mezzo di lavoro, a 34 anni una rinuncia all’insegnamento alle spalle, dovrò cercarmi un altro lavoro”. Un suo collega, che chiede di rimanere anonimo, spiega: “Quando fai questo lavoro ti innamori di quello che fai e la cosa che più mi fa rabbia e che non ti permettono di continuare a farlo”. Quello che chiedono i precari: “Un pò di dignità”.

Oltre mille i lavoratori di Alitalia hanno partecipato inoltre a un incontro sindacale nei pressi della mensa dell’area tecnica dell’aeroporto di Fiumicino. All’incontro non sono mancate le contestazioni, tanto che diversi sono andati via urlando “blocchi, blocchi”. Oltre ad alcune sigle sindacali, tra loro Ugl, Cigl, Cisl e Sdl, hanno partecipato anche alcuni responsabili istituzionali di Comune, Provincia e Regione. Tra loro, il presidente della Regione Piero Marrazzo, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, l’assessore comunale Sergio Marchi, il sindaco di Fiumicino Mario Canapini.

Disagi sempre più pesanti per i passeggeri dei voli Alitalia, a causa dell’assemblea. Voli in partenza cancellati (di cui uno internazionale per Zurigo e due nazionali per Milano Linate e Napoli). I ritardi, per alcuni voli Alitalia, sono arrivati a toccare punte vicine alle due ore. Ritardi tra i 30 e i 90 minuti si registrano anche per alcuni voli Air One. Come conseguenza, si sono formate lunghe file di passeggeri davanti ai banchi check-in dell’Alitalia e dell’Air One nei terminal, soprattutto in quello dedicato ai voli nazionali.

(La Repubblica 11 settembre 2008)

 
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