No Cav Day: la procura vuole processare la Guzzanti, e chiede archiviazione per Grillo. Tutte le reazioni

Manifestazione 8 luglio piazza Navona

di Wildgreta

Per la Procura di Roma, la satira è quella di Beppe Grillo, non quella della Guzzanti che, nel suo intervento a piazza Navona, ha preso di mira il papa. Io c’ero: ho pensato che stesse facendo satira, molto più lei di Beppe Grillo che dice sempre e comunque fatti veri, conditi da qualche battuta. Analizzandola da un punto di vista tecnico, direi che quella della Guzzanti era vera satira, mentre quello di Grillo aveva molto dell’intervento politico fatto da una persona che di professione fa l’attore.L’istinto della battuta di chiusura con risata, resta ma quello che dice sono fatti e opinioni che di satirico non hanno quasi più nulla.  A mio avviso è, quindi, un’assurdità procedere contro la Guzzanti.Ma le leggi dicono che lei ha violato il concordato, mentre Grillo ha esercitato il diritto di opinione sancito dalla Costituzione ed è un comico, quindi ha fatto satira. Mi domando come mai le innumerevoli imitazioni dei papi non siano mai stati sanzionate in passato. O il concordato prevede anche dei limiti da non oltrepassare? Non essendo un giurista, lascio la risposta agli esperti. L’intervento della Guzzanti, comunque, può anche non essere piaciuto, ma credo che il suo intento fosse quello di strappare la risata partendo da un tema già abbastanza comico di per sè: quello delle intercettazioni telefoniche hard. Credo che in quei giorni tutto il mondo abbia riso di alcuni politici italiani senza bisogno che i comici intervenissero. La Carfagna aveva minacciato querele. Che fine hanno fatto? Perchè il degno finale di questa commedia di terz’ordine, sarebbe vedere la Carfagna e il Pontefice uniti contro la Guzzanti. Quello sì, che sarebbe un capitolo degno di un grande autore satirico.

No Cav Day/ Procura vuol processare la Guzzanti, tutte le reazioni. Chiesta archiviazione per Beppe Grillo. “Lui ha fatto satira”

Roma, 10 set. (Apcom) – Aver collocato Papa Benedetto XVI in un monologo pieno di diavoli e gay è un reato. Per questo va processata Sabina Guzzanti. Ne sono convinti i magistrati della Procura di Roma che hanno dovuto occuparsi dei fatti dell’8 luglio scorso avvenuti a piazza Navona, nell’ambito della manifestazione ‘No Cav Day’. Per la sola posizione della attrice e showgirl il pm Angelantonio Racanelli e il procuratore capo Giovanni Ferrara hanno chiesto il via libera al ministro della giustizia, così come impongono il codice penale e gli accordi internazionali tra Italia e Vaticano quando a venir tirato in ballo è il Pontefice. Il passaggio richiesto dai rappresentanti dall’ufficio dell’accusa è formale e sostanziale al tempo stesso. Perché senza il visto del Guardasigilli l’inchiesta andrebbe in archivio.

Vicenda senza rilievo penale – secondo i pm – è quella invece riferibile a Beppe Grillo, per quanto il comico genovese ha detto sempre l’8 luglio nell’ambito della medesima manifestazione di protesta. Per quanto riguarda Grillo la procura ha ritenuto che sussista il diritto di satira. Le sue parole, il sarcasmo usato per il comportamento del presidente della Repubblica in occasione della firma del cosiddetto ‘lodo Alfano’, possono ricadere nell’ampio ventaglio della legittima critica, garantita dalla Costituzione. Alla richiesta di archiviazione delle accuse per Grillo sarà comunque chiamato a pronunciarsi il giudice delle indagini preliminari, che potrebbe anche non essere della stessa idea dei pm. In merito al discorso fatto dalla Guzzanti per il ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, senza una querela di quest’ultima non è possibile procedere. E ad oggi, a piazzale Clodio, una denuncia in tal senso non è ancora stata messa all’attenzione dei magistrati.

Se a carico della Guzzanti dovesse, un domani, venir instaurato un processo, sarebbe una delle prime volte in Italia che un artista diventa imputato per quanto detto nel corso di un suo spettacolo. Fatto questo che ha riguardato Daniele Luttazzi per la trasmissione Satyricon, coinvolto in un procedimento civile da Silvio Berluusconi. Altro caso, assimilabile, è certamente quello del vignettista Giorgio Forattini, che per una sua opera all’epoca del dossier Mitrokhin venne denunciato da Massimo D’Alema. Tutti processi difficili, battagliati dalle parti in punta di codice e con lo spauracchio della censura dietro l’angolo. Il pensiero corre allora al grande Lenny Bruce, maestro di tanti comici nostrani. Morto per overdose di morfina nel ’66 ed autore di tantissime battute fulminanti, da ricordare. A cominciare da quella che campeggiò su uno dei principali striscioni della protesta no-global di Seattle: “If you can’t say ‘fuck’, you can’t say ‘Fuck the governement'”.

Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, ed ispiratore della mobilitazione di piazza Navona, ha detto: “L’onore ed il prestigio del Pontefice, al quale va il mio massimo rispetto, a mio avviso, non sono calpestati dalla satira della Guzzanti che, proprio in quanto satira, va presa per quel che è”. Il padre della comica, il senatore Paolo Guzzanti, sul suo blog ha scritto: “Non condivido quel che Sabina ha detto sul professor Ratzinger, ma poiché sono favorevole alla libertà di disegnare impunemente le vignette su Maometto, e di dire qualsiasi cosa si voglia dire e scrivere recitare incidere cantare dipingere e sculturare, sono contrario al reato di vilipendio comunque e nei confronti di chiunque espresso, salvo che per i valori della democrazia repubblicana”.

o Cav/ Di Pietro: Da Guzzanti contro il Papa satira, non offesa
“Ai tempi olio di ricino in galera chi la pensava diversamente”

Roma, 10 set. (Apcom) – Antonio Di Pietro difende l’attrice Sabina Guzzanti, indagata dalla Procura di Roma per vilipendio a capo di Stato estero per la sua performance nella manifestazione dell’8 luglio scorso a piazza Navona. “L’onore ed il prestigio del Pontefice – al quale va il mio massimo rispetto – a mio avviso, non sono calpestati – afferma in una nota – dalla satira della Guzzanti che, proprio in quanto satira, va presa per quel che è”.

“L’offesa – prosegue Di Pietro – arriva tutti i giorni da coloro che predicano bene e razzolano male, che corrompono i testi ai processi e poi vanno a baciare la mano al Pontefice, che rubano e non vogliono farsi giudicare, che vanno a messa la domenica e ai bordelli il lunedì, che danno Gesù Cristo sull’altare e si prendono i bambini in sacrestia. Guzzanti è invece solo una donna libera, che ha liberamente espresso il suo pensiero. Si può condividere o non condividere, e neanche io l’ho condiviso quel giorno, ma solo ai tempi dell’olio di ricino chi la pensava diversamente finiva in galera”.

“Ma si sa – conclude Di Pietro – essere una donna libera ai giorni nostri è un reato!”.

ROMA: PAOLO GUZZANTI, PER MIA FIGLIA CHIEDO IL GIUDIZIO DI DIO
Roma, 10 set. (Adnkronos) – “Siamo al medioevo intergale”. Paolo Guzzanti, deputato del Pdl, padre dell’attrice Sabina Guzzanti, commenta cosi’, all’ADNKRONOS, la richiesta della Procura di Roma di procedere contro la figlia per la sue parole sul Papa in occasione della manifestazione ‘No Cav Day’ dell’8 luglio scorso. In linea con la sua affermazione, Guzzanti padre chiede che “un’attrice che ha osato vilipendenre la religione sia sottoposta sulla stessa Piazza Navona al giudizio di Dio, consistente nel correre su un tappeto di carboni ardenti senza riportare nessuna ustione”.”Compiuto questo rito giudiziario spero che si possa chiudere la questione”, aggiunge Guzzanti, dicendosi infine convinto che l’episodio giudiziario sia spiegabile con “lo zelo del burocrate”, posto che “Ratzinger e’ persona forte e intelligente abbastanza da non aver bisogno di queste rappresaglie giudiziarie”

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