Angelini conferma in aula “Ho pagato quelle tangenti” e parla di minacce di morte

Note: in fondo all’articolo troverete più di cento commenti dei cittadini abruzzesi.


Vincenzo Angelini

Libri, mele e quadri. E soprattutto soldi, tangenti. Vincenzo Angelini (nella foto) ha confermato tutto, per filo e per segno. Il primo giorno dell’incidente probatorio della sanitopoli abruzzese si è rivelato un successo della strategia accusatoria: “Quando portavo i soldi a Del Turco lui non li guardava nemmeno e parlava d’arte…”, ha riconfermato in aula il re delle cliniche private.

Angelini ha di nuovo raccontato di quando consegnò tangenti al governatore nella sua casa di Collelongo, in una busta che Del Turco mise senza guardare in libreria e poi lo ricambiò con un’altra contenente mele. Soddisfatti i pm: “Ottimo voto in condotta ad Angelini”, ha detto il capo della Procura pescarese Nicola Trifuoggi che ha parlato anche di “giornata positiva per la giustizia”.

Nervosissimi gli imputati, muto Del Turco, dopo che il pm gli ha rimproverato le interviste del giorno prima minacciando di rispedirlo in carcere perché ha violato i doveri di un arrestato ai domiciliari. Angelini ha parlato per cinque ore e mezza, prima di crollare esausto e rimandare le risposte alle domande dei pm a oggi.

Gli imputati, tutti presenti, più di una volta nelle pause dell’udienza hanno manifestato incredulità e nervosismo: “C’ha rovinati solo sulle sue parole, è uno schifo – ha detto livido Luigi Conga, l’ex manager della Asl di Chieti – Angelini continua a dire che tutti gli dicevano ‘o mi dai i soldi o ti ammazzo’. Ma è possibile? Faccia i nomi. E’ uno schifo, questo non è un processo, non ci sono prove, non ci sono testimoni”.

Ma di Conga Angelini riferisce una richiesta: “Mi devi dare 100 mila euro al mese, così ti posso pagare”. Tangenti e minacce: la procura, come ha già fatto in altre occasioni, si affretta a dire che non risultano reali minacce fisiche ad Angelini, che forse le minacce riguardano la sorte delle sue aziende, ma l’effetto in aula è devastante.

Parole eccitate, rabbia, primi tentativi di contrattacco: “Angelini dica la verità su di me – ha tuonato Antonio Boschetti, ex assessore regionale alle attività produttive – spero che abbia un minimo di buon senso”. “Angelini era convinto che fossi Dio Onnipotente, ma non era così”, ha detto Del Turco prima di entrare in aula.

Di fatto la lunga cristallizzazione delle dichiarazioni di Angelini non ha portato a elementi nuovi: le domande dei pm proseguono oggi, poi gli avvocati difensori potranno a loro volta fare le loro osservazioni ad Angelini. Secondo la procura il tutto potrebbe concludersi entro domani, al massimo venerdì mattina. La giornata è iniziata con la bocciatura delle eccezioni della difesa da parte del gip Maria Michela Di Fine, il cui ruolo era stato messo in discussione. Ma è stato uno degli avvocati della difesa, Gennaro Lettieri, a dare atto al gip “di essersi comportato in maniera rigorosa: ha respinto parecchie domande dei pm, è intervenuta il meno possibile e non ha dato quasi mai la parola all’avvocato di Angelini”.

Lo stesso Angelini agli avvocati di Del Turco e degli altri indagati ha con enfasi detto che “la mia è la morte del cigno, voi difendete un sistema che è trasversale. Io ormai sono un ex, sono qui per i miei figli, vengo in tribunale per sradicare e mettere in luce un sistema che mi ha schiacciato”, prima di chiedere il rinvio, stremato dalla fatica, non senza aver attaccato anche l’attuale vicepresidente della giunta regionale Enrico Paolini e il suo concorrente Pierangeli, altro imprenditore della sanità abruzzese.

La procura, infine, ha confermato che c’è la forte probabilità che al termine dell’incidente probatorio gli indagati possano riacquistare la libertà fisica e di parola, perché come ha confermato Boschetti: “A mezza bocca Del Turco ci ha fatto capire di avere una gran voglia di dire la sua…”.
(09 settembre 2008)

I commenti all’articolo li trovate qui

DEL TURCO: ANGELINI HA PARLATO ANCHE DI MINACCE DI MORTE

PESCARA – Vincenzo Angelini sta rispondendo alle domande dei Pm e confermando le accuse nei confronti di Ottaviano del Turco e degli altri indagati. Lo si è appreso da un legale del collegio di difesa, uscito dall’aula. Il collego di difesa potrà controbattere e porre domande ad Angelini solo dopo che i magistrati della Procura avranno concluso il primo blocco di quesiti.

Angelini nel corso della sua deposizione avrebbe detto di avere ricevuto minacce, anche di morte, qualora non avesse versato le tangenti. L’episodio è stato raccontato da uno degli indagati a un suo amico: “Questo – ha detto riferendosi ad Angelini – in aula ha detto che qualcuno lo ha minacciato ‘o mi dai i soldi o ti ammazzo'”. Le minacce nei confronti di Angelini risulterebbero anche da alcune intercettazioni che sono segrete.

CONGA MI CHIESE CENTOMILA EURO AL MESE
“Mi devi dare 100 mila euro al mese, così ti posso pagare”, è uno dei passaggi della deposizione di Vincenzo Angelini durante l’incidente probatorio: il re delle cliniche private abruzzesi conferma così ai pm la richiesta dell’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, per il pagamento delle prestazioni da parte dell’Asl. Angelini ha confermato che questa richiesta gli fu fatta da Luigi Conga – altro arrestato – in un incontro avvenuto nella sua casa di Pescara: Angelini risponde alle domande del Pm e in mano ha un foglietto di carta dove si è appuntato alcune date e cifre.

 Affari.it 9 settembre 2008

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