Visite in carcere e bigliettini di solidarietà a Del Turco: il detenuto eccellente del carcere di Sulmona!

Nel super penitenziario di Sulmona pellegrinaggio di politici e amici
L’ex governatore abruzzese è detenuto per l’inchiesta sulla Sanità abruzzese
Del Turco, visite in carcere
Tutti in fila per incontrarlo
Il 7 agosto la decisione del Tribunale del riesame
Solidarietà bipartisan dal Cavaliere a Marini
dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI
L’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco
SULMONA – Era conosciuta come la prigione più infame, quella dei detenuti che si suicidavano per disperazione. Era la fortezza inespugnabile dei 41 bis di mafia e ‘ndrangheta, l’ultimo ospite famoso il figlio di Totò Riina da Corleone. Ma da quando c’è lui una porta si spalanca sempre nel penitenziario di Sulmona. Da quando c’è Ottaviano Del Turco è una processione che non si ferma mai.

Fanno la fila per incontrarlo gli uomini politici, i suoi amici di sempre. Ce ne sono andati undici in diciannove giorni. In pellegrinaggio per portare “un saluto a Ottaviano”. Lui legge Hemingway e Silone, dipinge su tela la sua cella e le montagne dell’Abruzzo, con gli altri ospiti del carcere di Sulmona non parla mai. E, soprattutto, Ottaviano Del Turco va sempre “a colloquio”.

Se si contano le visite dei figli Guido e Manuela, della moglie Cristina, del fratello Alfiere e del sindaco di Collelongo Angelo Salucci, oggi 2 agosto – l’ex governatore è stato arrestato il 14 luglio con l’accusa di avere intascato quasi 6 milioni di mazzette in cambio di delibere sanitarie pilotate – il numero delle visite ricevute sale a sedici. Quasi una al giorno. Otto sono targate centrodestra. Tre centrosinistra. Un record per il sistema carcerario italiano: è la prima volta che un detenuto riceve così tante attenzioni e in così poco tempo in una prigione dello Stato. Un record dei record per il “supercarcere” di Sulmona, blocchi di cemento armato trasformati in camminatoi in mezzo alla magnifica campagna ai piedi del Gran Sasso.

Sui libroni della “matricola” i nomi dei visitatori al detenuto eccellente Ottaviano Del Turco sono segnati fin dal primo giorno dal suo ingresso. Quando l’ex governatore ed ex presidente della commissione parlamentare antimafia era ancora in attesa del primo interrogatorio di garanzia nella sua cella, un faccia a faccia dove si è difeso attaccando: “Sono vittima di una vendetta, di una ritorsione”. Quando ancora neanche i suoi legali di fiducia per legge potevano incontrarlo.

Visitatore numero 1 del 15 luglio 2008: Pierluigi Mantini, deputato del Pd e segretario della commissione Giustizia della Camera. Visitatore numero 2 del 15 luglio 2008: il senatore Marcello Pera. E’ ancora tecnicamente un detenuto in “isolamento diurno e notturno” quando i quotidiani pubblicano le sue prime dichiarazioni. Da governatore ancora in carica: “Oggi avrei dovuto partecipare alla conferenza delle Regioni a Roma”. Da neo detenuto: “Questa è una comunità che non va dimenticata”. Da studioso: “Aspetto con ansia i dieci libri che ho chiesto, ancora non me li hanno consegnati”.

Colloqui dietro le sbarre. Anche il giorno dopo, il 16 di luglio. Si presentano a Sulmona i parlamentari del Pdl Renato Farina e Giancarlo Lehener, quest’ultimo vecchio compagno di Ottaviano nel Psi. Il primo si spaventa quando non trova Del Turco nella sua cella, ha un attimo di panico, pensa al peggio. Ma il governatore è “all’aria”, torna dopo pochi minuti. Il secondo, avversario di Ottaviano nel Psi quando Craxi era mattatore della politica, gli strappa una promessa: “Mi ha detto che quando uscirà da lì andremo tutti e due ad Hammamet a portare un garofano sulla tomba di Bettino”.

Ogni mercoledì e ogni sabato – come tutti gli altri detenuti non sottoposti a regime carcerario speciale – l’ex governatore ha ricevuto i suoi familiari. Il 19 e il 23 luglio, il 26, il 30 luglio e ieri 2 agosto. Il 21 luglio il cancello di ferro di Sulmona si è aperto però un’altra volta. Era il giorno dopo la prima domenica in carcere per Ottaviano Del Turco. “E’ stata una domenica difficile”, si è sfogato l’ex governatore con la deputata del Pdl Melania De Nichilo Rizzoli. “Ci siamo abbracciati attraverso le sbarre”, ha raccontato lei. Poi ha fatto sapere dove viveva da una settimana il suo amico Ottaviano. Una stanza di tre metri per due, un letto, un piccolo armadietto, la televisione e il bagno.

“In Parlamento cercate di fare più leggi per le carceri”, è il messaggio che fa filtrare fuori da Sulmona l’ex governatore. Ha già perso qualche chilo (sono sette ieri, secondo i figli che sono andati a trovarlo), non sta bene in salute, l’umore è pessimo. La sua amica Melania se n’è andata da Sulmona e si è data subito da fare “per non lasciare da solo Ottaviano”, ha istituito in Parlamento una sorta di punto di raccolta di messaggi da inviare in carcere, è diventata punto di riferimento per le visite dei deputati. Il 25 luglio è arrivato a Sulmona l’onorevole del Pdl Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione Lavoro della Camera. Ha incontrato Del Turco e gli ha consegnato quattro bigliettini, quattro messaggi di solidarietà. Il primo del ministro Renato Brunetta, il secondo dell’ex ministro Pierluigi Bersani, il terzo di Livia Turco, il quarto di Margherita Boniver. Con Cazzola, la mattina del 25 luglio, è entrata in carcere anche Lella Golfo, presidente della fondazione Marisa Belisario.

Era sera – siamo sempre al 25 luglio – quando un agente di polizia penitenziaria ha avvisato l’ex governatore che c’era qualcuno che gli voleva parlare. L’orario per un “colloquio” era decisamente insolito, qualche minuto dopo le 20. Al portone di ferro del supercarcere di Sulmona ha appena bussato l’ex presidente del Senato Franco Marini. Abruzzese di Avezzano, Marini si è presentato al vecchio amico sindacalista insieme al senatore del Partito democratico Giovanni Legnini, avvocato, socio di studio di Marco Femminella, legale di fiducia di un altro degli imputati – Camillo Cesarone – scivolato nello scandalo della Sanità.

Due giorni dopo la cella del detenuto speciale di Sulmona si è riaperta per un’altra visita ancora. E’ Maurizio Scelli questa volta a salutarlo da vicino, l’ex presidente della Croce Rossa che proprio in queste ore è uno dei candidati più accreditati nella corsa alla poltrona di governatore dell’Abruzzo dopo le dimissioni di Ottaviano Del Turco.

L’ultimo “colloquio” noto risale a tre giorni fa, al 31 luglio. Il visitatore numero 11 è stato l’europarlamentare del Pdl Giuseppe Gargani. Ha portato a Sulmona il “saluto” di un gruppo di colleghi socialisti di Strasburgo. Poi l’ex governatore – almeno per quanto ne sappiamo – non ha visto più nessuno al di fuori dei suoi familiari. Nella sua cella c’è una busta piene di lettere. Ne riceve una ventina al giorno. Le legge in attesa del 7 agosto, il giorno in cui il suo destino sarà deciso dal Tribunale del riesame. Poi ci sono i bigliettini dei suoi colleghi del Palazzo. Il primo è stato quello di Silvio Berlusconi. Poi gli ha scritto pure Piero Fassino. E il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. E anche altri quindici uomini politici. Chi ha materialmente consegnato a Del Turco i quindici bigliettini, per il momento preferisce però non divulgare i loro nomi.

03.agosto.2008 repubblica.it

Annunci

Una Risposta to “Visite in carcere e bigliettini di solidarietà a Del Turco: il detenuto eccellente del carcere di Sulmona!”


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: