Precari e assegni sociali:dietro front del governo

Un'intensa immagine di Calderoli

di Wildgreta

Calderoli: “é giusto modificare la norma se c’é anche solo il dubbio che i tagli possano riguardare gli italiani”

Vi sintetizzo cosa è successo: il governo ha avuto paura delle ripercussioni sul gradimento da parte degli italiani, Berlusconi ha visto il suo indice perdere dieci punti in un giorno e, consultati i suoi sondaggisti, ha intimato di lasciare strae sia le pensioni sociali che i precari. Le pensioni sociali sono salve e i precari, per bocca di Sacconi, pure.

PRECARI E ASSEGNI SOCIALI, DIETRO FRONT DEL GOVERNO
(di Marco Dell’Omo)

(Ansa) Il governo fa marcia indietro. Non solo sugli assegni sociali, ma anche sui precari. Dopo la levata di scudi generale, l’esecutivo decide di correggere le due norme della manovra economica al centro da giorni di una tempesta di critiche. E lo farà con l’emendamento che sta per presentare al decreto al Senato. La decisione è annunciata in serata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dal principio aveva insistito per intervenire su entrambi gli articoli subito, a Palazzo Madama. Nata in chiave anti-immigrati, la prima norma rischiava di togliere dall’oggi al domani gli assegni sociali a circa 800mila anziani indigenti, in gran parte donne. Dopo un’occhiata ai titoli dei giornali della mattina, a Palazzo Chigi ci si rende conto che l’errore compiuto alla Camera deve essere rapidamente corretto. E così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito annuncia che il governo presenterà un emendamento al Senato per eliminare il rischio di un taglio indiscriminato degli assegni. Si tratterà, assicura Vito, dell’unica modifica della manovra a Palazzo Madama oltre a quella, già annunciata, che recepisce le osservazioni del Quirinale sui bilanci ministeriali. Ma la maggioranza, durante l’esame della manovra in commissione al Senato, si lascia aperta la porta a una modifica dell’altra norma che ha provocato mille proteste, il blocco delle assunzioni dei precari che fanno causa all’azienda: se intervenire o no, spiega il relatore Salvo Fleres, si deciderà al termine di una verifica con il governo. Alla fine Sacconi – che ieri aveva annunciato cambiamenti alla norma anti-assunzioni in un nuovo ddl e poi aveva garantito ai sindacati le correzioni – annuncia il nuovo cambiamento di rotta: modifiche subito anche sui precari. Intanto, la Lega Nord aveva dato il suo “nulla osta” all’aggiustamento sugli assegni sociali: spiega infatti il ministro Roberto Calderoli che “é giusto modificare la norma se c’é anche solo il dubbio che i tagli possano riguardare gli italiani”. Tra l’altro è venuto fuori che la paternità della stretta sugli assegni sociali non è del Carroccio ma di due deputati dell’opposizione, gli altoatesini della Svp Sigfried Brugger e Karl Zeller. La ‘ratio’ della misura, sottolinea il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, era di “impedire a un immigrato che sta in Italia da un anno di prendere una pensione sociale per tutta la vita”. Ora però, visti i “danni collaterali” prodotti, anche Gasparri dà il suo via libera ai cambiamenti. Resta invece duro il giudizio dell’opposizione: “Con le norme sugli assegni sociali e i precari – dice la capogruppo del Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro – il governo dimostra che considera i più deboli come vittime da sacrificare”. Tuona contro le norme sui precari e sugli assegni sociali anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “Sono sbagliate: un conto è la flessibilità – sottolinea – un conto è la precarietà permanente. E con i tagli agli assegni sociali, perché amplia gli spazi di povertà e toglie una protezione sociale minima”. Per trovare la formulazione più corretta, governo e maggioranza avevano deciso di prendersi il tempo necessario per riflettere (e per evitare che il rimedio sia peggiore del male). La commissione Bilancio del Senato ha accantonato infatti gli articoli 20 e 21 del decreto, quelli che contengono il taglio degli assegni sociali e la norma ‘anti-precari’. Tra stasera e domani mattina in commissione dovrebbe arrivare l’emendamento sugli assegni sociali, mentre il governo non ha ancora deciso – riferisce sempre Sacconi – se portare la sua proposta di modifica sui precari in commissione o direttamente in aula, come consente il regolamento del Senato. E in aula, dove la manovra approderà probabilmente giovedì mattina, è più che probabile, come lascia capire il ministro Vito, che il governo ricorrerà al voto di fiducia per accelerare i tempi ed evitare di votare uno per uno circa 600 emendamenti presentati dall’opposizione. Intanto, mentre la manovra si avvia verso il voto finale del Senato, l’agenzia di rating Standard & Poor’s la boccia sostenendo che il suo impatto sulla spesa pubblica sarà solo “lieve”: “Il nuovo governo di centrodestra, guidato da Silvio Berlusconi – sostiene l’agenzia – non propone alcuna riforma di tipo strutturale che affronti seriamente i temi della spesa pubblica”.

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