Veltroni e la letterina a Babbo Ferrara

 

Riforme; Veltroni:Berlusconi inaffidabile, impedisce convergenza
Al Foglio:nostra opposizione riformista diversa da piazza Navona

“L’uomo che sussurrava ai camalli”

di Wildgreta
Perchè Veltroni scrive a Giuliano Ferrara? Perchè non ha scritto a chi lo ha votato spiegandogli la sua linea politica? Perchè non ci spiega cosa voglia dire”opposizione riformista“? Perchè non ha informato i cittadini che intendeva radere al suolo la sinistra ma , al suo posto, voleva costruire qualcosa di “più moderno“? Sono passati di moda gli operai? E’ passata di moda la lotta sociale? Dobbiamo, d’ora in poi, manifestare davanti al caminetto? Di Pietro grida troppo? Dovevamo sussurare ai camalli? Non so, bastava avvertirci. Ora credo che sia un po’ tardi per spiegare che l’opposizione si può fare anche senza farla. Concetti così “complessi”, sono di difficile comprensione per poterli tradurre in una croce sul simbolo, al momento del voto. O no?

Roma, 26 lug. (Apcom) – In una lettere al direttore de ‘Il Foglio’, Giuliano Ferrara, il leader del Pd Walter Veltroni difende il Pd e la sua missione: “Chi conosce bene la politica e la storia di questo Paese sa bene che cosa vuol dire, e come non fosse affatto scontato riuscirci, costruire il più grande partito riformista che l’Italia abbia mai avuto”.

“La nostra autonoma scelta politica di andare ‘liberi’ alle elezioni – spiega Veltroni – ha cambiato il quadro politico e definito la nostra identità”. “Responsabile – continua il leader del Pd – è stato, anche una volta iniziata la legislatura, mantenere quella disponibilità a una convergenza sulle regole, sul complesso delle riforme istituzionali, che avrebbero fatto e farebbero solo il bene del Paese. La totale inaffidabilità politica e personale di Silvio Berlusconi ha reso impossibile la prosecuzione del cammino, il raggiungimento delle convergenze sulle riforme indispensabili per il Paese”.

“Faremo – continua Veltroni – un’opposizione riformista, di chi non si accontenta di gridare più forte degli altri ma vuole costruire giorno per giorno, come si fa nei grandi paesi europei. E non è cosa da poco archiviare come nulla fosse la decisione di distinguere una volta per tutte la nostra opposizione da quella di chi, legittimamente ritiene di svolgere questa funzione in latro modo, che poi finisce per essere quello rappresentato da certi discorso dalla manifestazione dell’8 luglio a Piazza Navona”.

Chiarisce poi Veltroni che, quando parla di federalismo fiscale, non lo fa per “strizzare l’occhio alle Lega, ma perché “è un tema che riguarda gli interessi del Paese e la vita degli italiani”, anche se – spiega – “non saremo mai alleati della Lega, di una forza che soffia sul fuoco della xenofobia, che ha le posizioni che ha sulle questioni come l’immigrazione, l’unità nazionale e il ruolo dell’Europa”.

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2 Risposte to “Veltroni e la letterina a Babbo Ferrara”

  1. Malinconico epitaffio « il mondo visto da un pennuto Says:

    […] si può prendere o lasciare si può fare, si può fare puoi correre, volare. Puoi cantare, puoi gridare puoi vendere, comprare puoi rubare, regalare puoi piangere, ballare. Si può fare, si può fare […]


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