Di Pietro: «È solo l’inizio, ora sistemerà i suoi amici a cominciare da Mills»

L’intervista Il leader dell’Idv: «Raccoglierò le firme per il referendum»

BERLUSCONI ESULTA PER IL LODO ALFANO

Fabio Perugia -iL TEMPO 23 LUGLIO 2008

È pronto a tornare tra la gente. A raccogliere firme per un referendum che cancelli il Lodo Alfano. Perché «questo è solo l’inizio. Berlusconi andrà avanti, per ora ha sistemato i suoi interessi ma tra un po’ di tempo farà lo stesso anche con i suoi amici».

Onorevole Antonio Di Pietro, ma con il Lodo sono tutelate le quattro più alte cariche delle Stato.
«L’unico ad essere rasserenato è il presidente del Consiglio che evidentemente temeva il processo. Ogni volta che teme un processo Belrusconi si fa una legge o per non farsi processare o per depenalizzare il reato in questione o per arrivare prima alla prescrizione. In un Paese civile i cittadini devono sapere prima se il presidente del Consiglio è o no un delinquente».
Questo causa un chiusura dell’Idv nei confronti della maggioranza per tutta la durata della legislatura?
«Sia chiara una cosa, Berlusconi non dedicherà solo questo primo scorcio di legislatura a mettere a posto le sue cose. Ma userà tutti e cinque gli anni per favorire lui e le sue attività. Si è sistemato. E ora inizierà a fare lo stesso con tutti i suoi amici».
Si spieghi.
«Con l’immunità e il patteggiamento allargato il primo a trarne dei benefici ed essere “salvato” è il suo amico Mills. Le ripeto che l’immunità favorirà molte persone. Noi dell’Italia dei valori faremo un referendum, anzi un pacchetto di cinque referendum. Siamo in grado di fare da soli, siamo indipendenti dagli altri. A gennaio iniziamo la raccolta. Gli altri partiti delle opposizioni continuino pure a stare sul tavolo dei “ni”».
A chi si riferisce?
«All’Udc di Casini che si sposta verso il Pdl a seconda se i giorni sono pari o dispari».
Mentre sul Lodo al Senato anche il Pd, con Anna Finocchiaro, si è fatto sentire. C’è un asse che si riforma?
«L’Idv sui temi della giustizia è sempre stato coerente. Io non devo creare nulla di nuovo. Di quello che fa il Partito democratico non mi interessa niente».
A settembre tocca alla riforma della giustizia. Cosa farete?
«Dopo aver preso atto in cosa consiste, abbiamo capito che quelle proposte dal governo non sono le priorità da varare in Parlamento. Non ci sediamo al tavolo con loro, sarebbe come il gioco del lupo e dell’agnello».
Lei che propone?
«Chi è al governo deve assolutamente provvedere per aumentare il personale nel mondo della giustizia e qualificare le norme processuali. È bene dare maggiori strutture e strumenti adeguati alla giustizia per permettere un lavoro efficace. Inoltre bisogna impegnarsi per accorciare i tempi dei processi».
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lunedì ha lanciato un appello chiedendo di mettere un freno alla spettacolarizzazione dei processi. Il disegno di legge sulle intercettazioni può dare una mano?
«Limitare le intercettazioni vuol dire limitare il lavoro di chi combatte la criminalità. Un’altra cosa è combattere le pubblicazioni. Se c’è una pubblicazione indebita non è detto che vadano eliminate le intercettazioni».
Cosa bisogna modifare, in termini legislativi?
«Assolutamente nulla. Bisogna solo rispettare la legge che c’è già».
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