LODO/ LO ‘SCUDO’ E’ LEGGE. PDL ESULTA, DI PIETRO: ORA REFERENDUM

dal blog altocasertano.wordpress.com

di Wildgreta

Stasera Gasparri diceva entusiasta che la Francia ha la stessa legge. Gasparri, te lo hanno detto 100 costituzionalisti: nessuna democrazia ha lo scudo per le 4 più alte cariche dello stato. In alcuni paesi ce l’ha il Presidente della Repubblica. E basta.Come dice anche il senatore Luigi Li Gotti (Idv) le altre democrazie prevedono un istituto di immunità “solo per i capi di Stato”. Quindi, commenta il senatore rivolto ai banchi del governo,  “dite sciocchezze quando affermate che questa norma ci allinea all’Europa. In realtà ci allontana“. (leggi tutto)

Appello dei 100 costituzionalisti contro il lodo Alfano
Corte Costituzionale: “Vogliamo ribadire in maniera esplicita e inequivocabile che il ‘lodo Alfano’, ieri approvato alla Camera, viola l’articolo 3 della Costituzione e non supera affatto i rilievi opposti dalla Corte Costituzionale al lodo ‘Schifani’.

Lo sostengono Lorenza Carlassare, Leopoldo Elia, Enrico Grosso, Valerio Onida, Alessandro Pace, gia’ firmatari dell’appello dei ‘Cento costituzionalisti’ contro il lodo Alfano e l’emendamento blocca-processi.

Approvazione sprint. Alfano:ora riforma, Pd-Idv:dialogo difficile

Roma, 22 lug. (Apcom) – Tre giorni di dibattito nelle aule di Camera e Senato, rivoluzione dei calendari, maratone in commissione. Con uno sprint che ha pochi precedenti (sono 25 giorni dal suo varo in Cdm), il Parlamento ha approvato il lodo Alfano. Il via libera definitivo è arrivato come previsto alle 20 di stasera quando il Senato, con 171 voti a favore e 128 contrari, ha trasformato in legge lo ‘scudo’ processuale per le quattro più alte cariche dello Stato. Soddisfazione della maggioranza, che al momento dell’approvazione esplode in un lungo e fragoroso applauso. Insorge l’opposizione: i democratici denunciano il profilo incostituzionale e ‘ad personam’ del provvedimento, Antonio Di Pietro annuncia il referendum. Ma il fronte di minoranza si spacca al momento del voto: Pd e Idv votano contro, l’Udc si astiene.

Poche le fibrillazioni della lunga giornata a Palazzo Madama: in apertura manca il numero legale e il presidente di turno, Vannino Chiti, è costretto a sospendere per venti minuti. Poi tutto fila liscio e dopo aver respinto ieri le pregiudiziali di costituzionalità, la maggioranza vota compatta e boccia senza problemi i 58 emendamenti al testo presentati da Pd e Idv. In mattinata, tocca al Guardasigilli Angelino Alfano difendere il provvedimento che porta il suo nome, negando che sia condizionato da vizi di incostituzionalità: “L’urgenza” del lodo, sottolinea, “ci è stata rimproverata come una colpa: diciamolo chiaramente in quest’Aula, il ddl non è troppo o poco urgente, è giusto e lo stiamo facendo”. Poi, fissa in “autunno” l’appuntamento per la riforma della giustizia e si rivolge ai settori “riformisti” dell’opposizione, perchè la condividano e non cedano alla tentazione di “coccolare l’antiberlusconismo”.

Un invito al dialogo che l’opposizione respinge al mittente: per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, la maggioranza sta “costruendo di fatto un sistema di potere sovrano” eliminando “ogni limite al potere di Berlusconi”: “è chiaro che in un clima così è ben difficile che si possa trovare un filo comune di ragionamento”. Chiude le porte a qualsiasi confronto sulla riforma della Giustizia il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che in serata fa la sua comparsa al Senato: “Sarebbe mettersi la corda attorno al collo, è come dire al lupo ‘mettiamoci a tavola insieme’. Sapete che fine fa l’agnello?”. Poi l’affondo sul lodo e la promessa di raccogliere le firme per un referendum abrogativo: “Rappresenta un sequestro delle funzioni parlamentari, un ricatto che il presidente del Consiglio ha fatto a questo Parlamento”, tuona Di Pietro. Rincara la dose il presidente dei senatori dell’Idv, Felice Belisario: “un aborto giuridico e politico” voluto da “un governo che non risolve i problemi della gente ma solo quelli del capo, padrone e presidente”, attacca il capogruppo dipietrista, scatenando la bagarre quando in Aula si rivolge idealmente a Silvio Berlusconi chiamandolo “signor presidente del Consiglio o se preferisce signor numero 1816 della loggia P2”. Sceglie l’astensione l’Udc, che pure non rinuncia a muovere le sue critiche al provvedimento: “risolve solo il rapporto fra il presidente del Consiglio e la magistratura”, denuncia Gianpiero D’Alia.

Soddisfatta la maggioranza di Governo. Per il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, il lodo non persegue “l’impunità parlamentare né immunità generalizzate” ma serve per “evitare l’uso politico della giustizia”. “E’ una vittoria per la democrazia non già di una parte politica”, commenta il ministro per l’Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi. E sul provvedimento si registra anche la soddisfazione della Lega, che pure ribadisce come sua priorità quella del federalismo fiscale: per l’ex Guardasigilli, ora sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli, si apre “una stagione positiva anche di confronto politico con l’opposizione”: finalmente, dice, “ci sarà un governo che finalmente potrà governare”. Non nasconde l’entusiasmo Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione legislativa, che apre anche alla riforma della Giustizia: “ne stiamo già parlando con il ministro Alfano, sfruttiamo questi momenti…”, dice lasciando Palazzo Madama.

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