Santa “Mara” Goretti: per il premier la Carfagna è una santa

La difesa del ministro per le Pari opportunità
Il capo del governo: «Su me e Mara cose assurde»
La Carfagna ha santi principi, è una Maria Goretti

Note di Wildgreta: da notare l’uso originale dell’italiano: i “sani principi”, per Berlusconi diventano “santi principi”. Da ricordare che, secondo alcune fonti, Mara Carfagna vorrebbe dimettersi da ministro. Da una decina di giorni una delle frasi più ricercate nei motori di ricerca è “intercettazioni carfagna berlusconi” e purtroppo nei sondaggi sul gradimento nei confronti dei ministri del governo Berlusconi, il Ministro per le Pari Opportunità si trova in fondo alla classifica insieme a Mariastella Gelmini, altra ipotetica protagonista delle telefonate hard. Le dichiarazioni e i provvedimenti presi o annunciati dai due ministri, tutti rivolti alla sobrietà e all’educazione (gay pride e voto in condotta, ad esempio) mal si conciliano con i pettegolezzi e la cosiddetta “pornopolitica” di questi ultimi giorni.

Articolo Corriere.it:

ROMA – «Ma vi sembra che io vado a dire certe cose proprio a Mara che è una persona di santi principi?». Silvio Berlusconi si è sfogato così, alla colazione di lavoro alla quale ha partecipato ieri con gli europarlamentari di Forza Italia.

Il leader del Pdl si è detto determinatissimo a intervenire con un pacchetto di misure sulla giustizia che comprendono una limitazione delle intercettazioni. Ha spiegato che «sono uscite delle cose assurde» e ha citato proprio Mara Carfagna, una delle protagoniste delle telefonate, almeno secondo le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi: paragonando il ministro per le Pari opportunità a Santa Maria Goretti.
17 luglio 2008

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5 Risposte to “Santa “Mara” Goretti: per il premier la Carfagna è una santa”

  1. Dressage out! Says:

    Ci sta bene un ministro che evochi Maria Goretti , ma un ex maresciallo, il signor Calabria nipote di filatrice , figlia di un conciapelle (noto dal libro di Pelliccioni di polim come Falso re di Svevia) sfornato nei primi di maggio 08 dal Ministero dell’Interno come Re Altavilla e’ un po’ troppo…di questo passo faremo Senatore un cavallo di Arcore?
    un ex studente di Storia
    Roma

    Ero un appassionato di Araldica che frequentava il prof Pelliccioni di Poli.Mantengo l’anonimato perche’ cio’ che interessa e’ solo la realta’ dei fatti o di presunta notitia criminis. Sarebbe ora che il maresciallo Calabria, neo Re cilento d’altavilla, per decreto del governo Berlusconi, onorasse la memoria di un vecchio che ha fatto morire di crepacuore e rivelasse la verita sulla provenienza e collocazione della concessione che lui chiama Bolla.Perche’ si rifiuta? perche’ tace?Ha ottenuto un decreto con tale spirito e con tale stile d’operare?
    In relazione alla richiesta di interpellanza al ministro Maroni sul caso Calabria, ricordo bene la storia della presunta pergamena di Carlo V che nobilitava la famiglia Calabria. Il professore Pelliccioni Poli ,sia a voce che , nel suo libro I Tre Falsi Re di Svevia , scrive:”Le parole sottolineate sono quelle da controllare perche’ e’ li’ che il cognome Mandelli e’ stato sostituito (male)con quello Calabria.Scommetto che la sostituzione del cognome e’ stata fatta non su un documento originale della famiglia Mandelli, ma su una fotocopia di esso, il che ha reso l’operazione assai piu’ semplice;se il Calabria si sente offeso da questa mia affermazione ,esibisca l’originale , oppure dica presso quale Archivio e con quale collocazione esso si trova.altrimenti come potrebbe averne fotocopia?”A parte il fatto che questa non e’ assolutamente una Bolla…ma soltanto una autorizzazione che IA Cataneus (Giovanni Cattaneo) in nome dell’imperatore Carlo V d’Asburgo rilascio’l’!.3.1540 a Francisco Mandelli Co Mandelli consiliario et Senator n.r. ossia a Francesco Mandelli, conte di Mandello, Consigliere e Senatore imperiale, perche’ prendesse domicilio nella citta’ di Como(nona riga:eligere domicilium in dicta civitate Comi)Si pregano i Lettori di munirsi eventualmente di una lente di ingrandimento e di guardare bene la prima e seconda riga :in entrambe il cognome Mandelli e’ stato sostiutito con scrittura simile ma non identica, con quello Calabria)E’ un falso ridicolo e sciocco , perche’ furono i Mandelli , antica famiglia lombarda, nota nel x secolo ad essere decorati del titolo di conte e di Signore dei feudi di Maccagno, piovera, Caorso, Pecetto, Pavone, Montorfano,fornovo e Mandelloquest’ultimo dal 962)”Il prof Pelliccioni di Poli sfidava il signor Calabria non solo a indicare dove fosse l’originale , ma chiedeva come mai i Calabria non avessero mai detto di essere conti di Mandello(probabilmente ne’ Calabria , ne’ Caspis riuscivano a leggerlo) che e’ specificato e lo sfida a dimostrare che un Calabria nel 1540 fosse conte di Mandello, consigliere e senatore imperiale(carica invece del Conte Mandello, famiglia Mandelli) .E se tale presunta bolla parla solo di titolo di conte (in realta’ del conte mandello)perche’ il Maresciallo Calabria si dichiarava conte Paladino, cosa ben diversa, risalente all’epoca di Carlo Magno?. Il prof Pelliccioni aggiunge che tutte le concessioni della famiglia imperiale Asburgo sono in copia o elencate nei grandi archivi di Vienna o di Simancas e da suoi controlli , naturalmente ne’ nell’uno, ne’ nell’altro e’ memoria di una concessione di un mai essitito 8almeno come Conte Paladino)Francesco Calabria.Per concludere questa bolla che non e’ una bolla, ma concessione e’ della famiglia Mandelli e non del Calabria”Ecco quanto scriveva e sosteneva il professore Pelliccioni , che ha atteso invano sino a diventare sordo ottantenne che il signor Calabria rivelasse l’arcano. “E’ sceso nella tomba amareggiato per essere stato condananto per insulti a Calabria , ma di aver invano richiesto che fosse fatta una indagine sia sulla manomissione delle date di Domenico Cilento , sia sulla bolla o concessione manomessa del Mandelli.”
    un ex studente di Storia
    Roma
    1 minuto fa Segnala Abuso
    A pagina 20 del libro di Pelliccioni di Poli egli esibisce i certificati di due Domenico e dimostra che Cilento Francesco di Domenico e di Cuscione Mariannina e’ nato a Paola il 13 agosto 1829 (antenato del maresciallo Calabria), ma che nella geneaologia presentata dal Maresciallo Calabria, tale Domenico e moglie e’ sostituito con don Domenico Cilento di Foiano( nobile degli Altavilla). L’Atto di morte di tale Domenico emesso dall’Archidiocesi di Benevento , Parrocchia del Santissimo Rosario -Foiano di Valfortore-(BN) e chiunque puo’ chiederne copia attesta che Domenico (di Foiano)sposato a Donna Maria Girolami e’ seppellito in chiesa arcipretale, muore nel 1817, 12 anni prima del presunto figlio Francesco, da cui discenderebbe la nonna Assunta cilento(filatrice)del maresciallo Calabria.Tanto per la cronaca, scrive Pelliccioni, runo cilento (di Paola) e sua moglie Isabella Mantuano avevano anche un altro figlio Francesco, nome che ripetera’ nei Calabria e nei cilento, nato a Paola sei anni dopo il loro figlio domenico(di Paola);morto a Paola il 14.11.1874, sposato con Maria Maselli era di mestiere “conciapelle”. il prof Pelliccioni spiega che numerosi sono gli omonimi Cilento non nobili, nel sud ,e che solo i Cilento di Foiano Valforte sono di una linea degli Altavilla .i mestiori riportati di tale dinastia sono di grandissimo prestigio non solo di dottori ma di ruoli di Eccellenza e vice presidente dell’Assemblea Romana.quel domenico da cui fa nascere Francesco , padre della nonna di Calabria, non ebbe alcun figlio , ed il fratello di domenico Pietro fu battezzato dal confessore della Regina , come poteva domencio di foiano valforte avere per figlio un Francesco nato dodicianni dopo la sua morte di mestiere conciapelle e una nipote Assunta semplice filatrice?Calabria presenta la filatrice Assunta, figlia del conciapelle Francesco, rinato in terra secca della bara di don Domenico di Foiano,un morto da dodici anni, quale Sua Altezza Reale la principessa Assunta Cilento d’Altavilla , da cui fa provenire la sua titolatura di fantasia , con l’unica prova di un lenzuolo ricamato con una corona principesca , affermando che proviene dal suo corredo di sposa.”Ma come poteva la filatrice Assunta essere nipote di Don Domenico , se il padre di Assunta, Francesco Cilento,conciapelle(di Paola) e’ nato 12 anni dopo la morte di Don Domenico Cilento di Foiano Val Fortore (BN)?
    ancora oggi il maresciallo non spiega l’arcano e minaccia denunce. Ma la causa che ha vinto contro il prof Pelliccioni diPoli riguarda insulti non l’oggetto del contendere ovvero le accuse di manomissione e falso documentate dal professore defunto.Il Ministero dell’interno ha valutato tali circostanze nell’emanare il decreto e che Calabria sostiene cio’ che e’ smantellato da tutte le consulte , ossia che sia stato adottato da un certo Caspis che descrive come figlio della colpa di una moglie di un inesistente Ottone , presunto erede del Barbarossa.Cosa galattica ed assurda che gli darebbe diritto a definirsi Re di Svevia ecc ecc.ecc.inutile ribadire che ad essere stati adottati araldicamente dal vecchio indigente pensionato Caspis di Bergamo erano in parecchi, tra questi anche Francesco Barbaccia, apaprtenente alla famiglia gotha mafia favoreggiatori di Provenzano , e responsabili della falsificazione dei documenti di Buscetta.Una nota a pagina 31 ( del libro i Tre Falsi Re di Svevia di Pelliccioni di Poli che parla delle follie araldiche di Caspis, Calabria, Barbaccia)osserva :”Ma se Calabria era, come osa affermare , erede della nonna Assunta , la filatrice che avrebbe trasferito le prerogative principesche spettanti ai Cilento d’Altavilla ,perche’ si sarebbe umiliato a chiedere un modestissimo titolo di Barone proprio a colui(Principe Cesare d’Altavilla Sicilia Napoli) i cui diretti ascendenti sarebbero stati privati proprio da sua nonna dei diritti loro provenienti dagli Altavilla , gia’ re di Sicilia? “

  2. Deliri di onnipotenza estivi Says:

    Agrigento
    18 ore fa Segnala Abuso
    Tre falsi Re di Svevia
    Pelliccioni di Poli, Luciano, Tre Falsi “Re di Svevia”:Calabria, Caspis, Barbaccia Roma …Pelliccioni di Poli, Luciano, Tre Falsi “Re di Svevia”. Roma, Tipografia Città Nuova della P.A.M.O.M., Largo Cristina di Svezia, 17. 1994, pp. … http://www.iagi.info/rivistaNobilta/RECENSIONI/recensioni 1995/recensioni95-04.htm – 3k – Copia cache – Pagine simili – Salva risultato
    (da Recensioni – 17/07/2008) 2.Udite, Udite—-Leggiamo che
    Heraldique de Savoie Richiesta interpellanza parlamentare al Presidente Napolitano e al Ministro dell’Interno, in merito alla notizia che il 30 maggio 08 il Ministero dell’Interno abbia concesso al sig Calabria di aggiungersi il cognome Altavilla :il signor Calabria era noto come falso Re di Svevia!Vorremmo sapere, per la trasparenza , in base a quale criteri di procedura sia stato concesso il titolo e se vi sia stato una sentenza che escluda l’accusa del prof Pelliccioni di manomissione di date e sparizione di pergamena la cui copia e’ stata sarebbe stata contraffatta.
    Agrigento
    Agrigento
    18 ore fa Segnala Abuso
    2.Udite, Udite—-Leggiamo che
    Heraldique de Savoie Richiesta interpellanza parlamentare al Presidente Napolitano e al Ministro dell’Interno, in merito alla notizia che il 30 maggio 08 il Ministero dell’Interno abbia concesso al sig Calabria di aggiungersi il cognome Altavilla :il signor Calabria era noto come falso Re di Svevia!Vorremmo sapere, per la trasparenza , in base a quale criteri di procedura sia stato concesso il titolo.Risulta infatti che il Ministero assuma informazioni nel borgo di nascita presso la prefettura . L’indagine per l’ex Maresciallo Calabria e’ stata epletata dai suoi colleghi della provincia di Paola o Cosenza o Amantea.Il signore da anni si fa chiamare cosi, ma e’ evidente che alcuna cognizione storico araldica abbiano i carabinieri. La pratica in genere viene affidata ad un funzionario.Dalla data si presume che l’istruttoria sia stata curata dalla viceprefetto Attanasio, gentilissima signora ,che di Storia e Genealogie non capisce un tubo. Non e’ del resto specializzata in tale settore.Come si possono pretendere decisioni di natura storica ineluttabile da dilettanti allo sbaraglio? -Il signor Calabria da anni distribuisce cavalierati e titoli e aspira al trono d’italia!Le vendite sono autorizzate?E se e’ un falso Re quale reato si delinea?
    Agrigento
    Agrigento
    18 ore fa Segnala Abuso
    .Repubblica delle Banane?
    Richiesta interpellanza dell’Heraldique di Savoia al Presdiente della Repubblica Napolitano e al Ministro dell’Interno Alfano Gentile Ministro dell’Interno Alfano,.Nulla di male che con l’attualegoverno vi sia un giovane ministro donna di bell’aspetto, ma che la Repubblica Italiana e l’attuale governo ed ministero dell’interno dal Maggio 08 , passi alla Storia per aver ratificato Re il signor maresciallo Calabria, e’ un po’ stupefacente ed abbia decretato che sia nato un Re ,proprio dal libro i Tre Falsi re di Svevia del prof Pelliccioni poli edizione Pamom -Roma- ci sembra un po’ troppo! Si vocifera di un governo militare, ed un Re maresciallo forse fa comodo?Premettiamo che alcun intendimento diffamatorio vi sia nelle nostre legittime richieste di far chiarimento.
    Agrigento
    Agrigento
    18 ore fa Segnala Abuso
    Ma anche per il caso Barbaccia ci si chiede perche’ gli Antiochia dovevano chiamarsi prima Bartolomeo e poi Barbaccia, quando poi i Bartolomeo e, relativo stemma ,usato da Barbaccia, preesisteva agli Svevi?Barbazzi di Bologna era uno studioso , giurista e non ha mai sostenuto di discendere dagli Antiochia,eppure era vicino come epoca, ma di aver avuto il titolo di Conte per i suoi meriti giuridici. Via Barberia a Bologna prende il nome proprio da una colonia di artigiani berberi che li’ si era insediata . Barbazzi da li’ aveva avuto origine. E’ irrilevante che un Barbazzi si chiamasse anche Barbacio, per la barba. Di questo passo come si dice, la barba non fa il monaco.Non cambia la sostanza. Ci sembra di aver capito che Barbaccia sia stato condannato per diffamazione da un ex maresciallo della sanita’ di nome Calabria.Si potrebbe opinare che un uomo di legge era piu’ potente del muratore o calzolaio , idraulico ,con la terza elementare? Non si capisce perche’, se entrambi erano stati in qualche modo”araldicamente “adottati da Re Caspis . Vi fu un ripensamento ,nelle concessioni di Caspis, infatti, a favore di Calabria. Ma chi era in effetti Caspis, per fare e disfare? La Consulta Tedesca , gli storici italiani ed inglesi negano che il signor Caspis( definito da suoi ex pupilli, pederasta,in precarie condizioni economiche, bisognoso di assistenza) sia in qualche modo nobile o imparentato , sia pure indirettamente con gli Svevi . In altro sito ho letto che Il Signor Calabria avrebbe fatto condannare il prof Pelliccioni , mi pare per diffamazione. Ma da tali sentenze emerge solo che Barbaccia avrebbe insultato Calabria e che Pelliccioni avrebbe insultato (quindi diffamato , non solo Barbaccia ,ma Caspis, e Calabria )Quindi e’ un processo sulla diffamazione, ma alcuna sentenza prova che Caspis fosse Re di Svevia.
    Agrigento
    Agrigento
    18 ore fa Segnala Abuso
    Una cosa e’ il diritto penale ed i reati di diffamazione, altro sono le indagini genealogiche, assolutamente proibite dai nostri ordinamenti.I giudici, sul caso del maresciallo Calabria, non hanno indagato sulle genealogie, ma sulla diffamazione! avrebbero dovuto diversamente nominare periti storici. Per cui vorremmo sapere se in merito alla circostanza che riporta a pagina 207 il libro I Tre Falsi re di svevia, ovvero Barbaccia, Calabria, Caspis ,di Pelliccioni Poli ed Pamom, vi sia stato un accertamento della magistratura e di conseguenza una sentenza. Perche’ sembra di capire che la sentenza riguardi semplicemente gli insulti, ma non la sostanza. Quindi alcuna sentenza vi e’ stata se sia o meno vera la sostanza. Pelliccioni (ma tutti gli storici concordano) afferma che Caspis era meno di niente araldicamente . Ottone , secondo gli storici terzogenito di Barbarossa, non sarebbe mai esistito e non sarebbe mai esistito il figlio di nome Kasp Sagittario ,figlio della colpa della moglie di Ottone(quindi un figlio di corna e quindi non sarebbe un principe svevo) da cui deriverebbe Caspis . Vi e’ stata un giudizio in proposito e sentenza ? Sembrerebbe proprio di no’! Vieppiu’ resta l’incognita , fino a prova contraria, se vi sia stata una sentenza che escluda la falsificazione della genealogia di Assunta Cilento ,sposa di un Calabria (Pelliccioni denuncia manomissione di pergamene in fotocopia con sottrazione di quella originale da archivi pubblici) e manomissione di date di nascita)per cui la si farebbe discendere da Cilento di Foiano (che sono riconosciuti, ma che invece non riconoscono tale legame). Di Cilento e Calabria e’ del resto pieno il mondo, afferma Pelliccioni. Opinare su cui prodest di chi abbia fatto sparire l’originale della pergamena da archivi pubblici , non e’ reato!Un proverbio dice:Se vuoi sapere chi ti ha rubato i soldi , stai a vedere chi e’ che se li spende , visto che prima non li aveva! La circostanza che sia riuscito ad aggiungersi il predicato d’Hauteville, e’ un mero fatto sillogistico formale giuridico.Ma alcuna sentenza vi e’ stata che dimostri storicamente , con un contradditorio ,la discendenza di Assunta _Cilento dagli Altavilla. Prendiamo per vera tale ipotesi, ma questo non significa poter aspirare al trono di Sicilia o a rango imperiale o regale , perche’ attraverso Costanza i titoli passarono alla discendenza di Federico II e ,per assurdo ,avrebbero diritto di prelazione persino per via femminile i discendenti delle figlie di Federico II e non certo i rami del Cilento. Sono opinioni storiche ,supportate e da dati ufficiali e dal legittimo sospetto che la mancanza di chiarezza generi mostri! Quale sentenza dimostra che Caspis sia Re di Svevia ?Se per mera ipotesi ,fosse un figlio della colpa della moglie di un Ottone che alcuna prova dimostra sia mai esistito, come potrebbe subentrare agli Svevi?A questo punto nella disputa tra Barbaccia e Calabria preferiamo la famiglia di Roberto Antiochia ,il poliziotto ucciso dalla mafia,che almeno sicuramente si chiama Antiochia.Non offendiamo nessuno , ma credo che questi chiarimenti siano atto dovuto da parte di chi potrebbe manipolare la storia, anche in buona fede, usando l’ignara magistratura che potrebbe essere stata credulona nei confronti di un uomo di legge,maresciallo.La circostanza che sia accreditato tra le forze dell’Ordine, non cambia la sostanza.Prima perche’ le forze dell’ordine sono affascinate dai tiitoli e cavalierati ,ma non per questo una presunta ingenuita’ su una sentenza, da parte dei giudici ripetuta mille volte , diventa vera nella sostanza dei fatti storici! Vorremmo fossero pubblicati gli atti e su quale prove i giudici hanno dedotto le conclusioni. Chi erano i periti del Ministero dell’interno o del tribunale’?I giudici o prefetti non sono storici e la Cassazione non puo’ legiferare in proposito. Facile che non essendovi opposizioni si siano limitati ad accettare la perizia di parte! In merito al Caso Cilento Calabria , e’ lecito concludere che mai i giudici hanno ratificato la storia. I magistrati si sono avvalsi di periti storici nell’emettere tali sentenze? Si sono avvalsi di periti per escludere la manomissione sulla pergamena di Calabria ,denunciata da Pelliccioni? Per quanto riguarda Barbaccia, in effetti, e’ smentito dal Ministero dell’Interno che praticamente afferma che ha preso “fischi per fiaschi”. Confonde le premesse e le sue richieste per giudicato.Mentre nessun riconoscimento vi sarebbe stato perche’ la domanda fu impropriamente posta. comunicato Heraldique de Savoie Richiesta interpellanza parlamentare al Presidente Naspolitano e al Ministro dell’Interno, in merito alla notizia che il 30 maggio 08 il Ministero dell’Interno abbia concesso al sig Calabria di aggiungersi il cognome Altavilla :il signor Calabria era noto come falso Re di Svevia!Vorremmo sapere, per la trasparenza , in base a quale criteri di procedura sia stato concesso il titolo.Risulta infatti che il Ministero assuma informazioni nel borgo di nascita presso la prefettura . L’indagine per l’ex Maresciallo Calabria e’ stata epletata dai suoi colleghi della provincia di Paola o Cosenza o Amantea.Il signore da anni si fa chiamare cosi, ma e’ evidente che alcuna cognizione storico araldica abbiano i carabinieri. La pratica in genere viene affidata ad un funzionario.Dalla data si presume che l’istruttoria sia stata curata dalla viceprefetto Attanasio, gentilissima signora ,che di Storia e Genealogie non capisce un tubo. Non e’ del resto specializzata in tale settore.Come si possono pretendere decisioni di natura storica ineluttabile da dilettanti allo sbaraglio? -Risulta inoltre che l’autore del libro “I Tre falsi Re di Svevia, ossia Barbaccia, Calbria, Caspis, sia stato soccombente, non per il contenuto storico delle sue accuse, bensi’ per insulti e diffamazione. Accuse molto gravi parlano di manomissioni di pergamene in fotocopia e sottrazione di originali date da parte del Calabria, stravolgimenti di date nell’albero genalogico di Assunta Cilento , figlia di un Francesco concepito dopo dodici anni dalla morte del padre, cosa ridicola. Vorremmo sapere, una volta per tutte ,se tale iter e’trasparente, o se vi vi sia sospetto di favoreggiamento da parte del Ministero dell’Interno in quanto trattasi di un maresciallo.Se vi sia stato una indagine sulle accuse del defunto storico in merito a falsificazione e manomissioni .Il signore Calabria anche se fosse linea di Foiano, ma e’ da dimostrare in contradditorio, con periti del tribunale che esaminino il volume I Tre Falsi Re di Svevia ed Pamom Roma, non ha diritto al rango di Principe ne’ al’uso del cognome Hohenstaufen , in quanto si definisce adottato araldicamente da certo Caspis, disconosciuto dalle consulte araldiche di tutto il mondo , come erede degli Hohenstaufen. Egli usurpa illegalmente il cognome Hohenstaufen che non ha sui suoi documenti anamnestici, ne’ e’ discendente di Costanza d’Altavilla , che trasmise il regno al figlio Federico II Possiamo documentarlo con prove. abbiamo letto il seguente articolo. » L’Opinione di Milano Firenze Pantelleria Massa Carrara Pisa e Livorno Il Giornale di Oggi La vignetta Oggi è Gio, 17 Lug 2008 ——————————————————————————– Edizione 136 del 03-07-2008 IL DISCENDENTE DI RUGGERO IL NORMANNO di Maria Antonietta Fontana Con decreto del Ministro dell’Interno il 30 maggio 2008 si è conclusa una lunga diatriba che ha coinvolto una delle famiglie storicamente più illustri del nostro Paese. E’ stato infatti legittimato il diritto di SAR Dom Antonio Francesco Calabria Cilento de Hauteville di aggiungere al proprio il cognome storico Cilento de Hauteville appartenente alla Famiglia, in quanto diretto discendente di Ruggero II, che fu re di Sicilia dal 1130 al 1154. Dom Antonio Francesco, in applicazione della Costituzione “In Aliquibus” e della prammatica “Ut de successionibus” promanate da Federico II, Imperatore, Re e Conte Palatino del Reno, è legittimo discendente in linea retta della Casa Reale Normanna di Sicilia e del ramo italiano degli Svevi – Hohenstaufen. La Sicilia ha sempre difeso la successione ereditaria così come stabilita in base a questi due testi, successione che veniva riconosciuta anche alla discendenza femminile, in caso di mancanza di erede di sesso maschile. Sono personalmente molto lieta di potere pubblicare in anteprima assoluta questa notizia, che restituisce alla attualità italiana il cognome de Hauteville, richiamandoci alla memoria i lustri della dinastia svevo-normanna, che tanto splendore hanno portato alla cultura e alla storia italiana. Non possiamo non rallegrarci del termine di una serie di disdicevoli vicende che per decenni hanno costretto il Principe a ricorrere presso gli organi competenti della Magistratura italiana per vedere riconosciuti i propri diritti e fare cessare vergognose campagne diffamatorie apparse prima su certa stampa scandalistica e poi dilatate attraverso una serie di blog e siti internet. Cito solo a titolo di esempio la Sentenza della Pretura di Roma, sez. VII n. 23828/48 n. 5143bis/48 del 10 settembre 148, la sentenza del tribunale di Napoli del 30/7/1956, e la sentenza della Cassazione, I sez. civile del 7/3/1997 n. 10936. Le vicissitudini complicate in materia di aggiunta di cognome storico appartenente di diritto alla Famiglia (e di consequenza di successione dei titoli) che il principe Dom Antonio Francesco Calabria Cilento de Hauteville ha attraversato fin qui non sono di certo le uniche che si siano verificate in Italia dopo l’avvento del regime repubblicano. In effetti, data l’abolizione della Consulta Araldica del Regno, e poiché la Corte Costituzionale ha soppresso tutta la legislazione nobiliare-araldica del Regno d’Italia (con sentenza dell’8-7-1967 numero 101) dal 1922 al 1946, si è creata tutta una serie di situazioni dubbie che hanno assurto più o meno agli onori della cronaca a seconda dello spessore dei personaggi implicati. Varrebbe la pena di chiedersi come mai questo pullulare di pretendenti a titoli che ormai hanno solo un valore di memoria, e attribuiscono a chi li porta l’onere di mantenersi degni della propria eredità spirituale e culturale senza tutti i vantaggi, le prerogative e le prebende che a questi titoli si accompagnavano nell’epoca precedente. Sarebbe anche opportuno che, nel momento in cui tanta parte dell’opinione pubblica è coinvolta dalla diatriba sul reale significato dell’estensione della tutela della privacy, chi di dovere potesse dedicare qualche pensiero al modo migliore di restituire alle vittime di campagne diffamatorie e denigratorie l’immagine intatta cui hanno diritto. E dovremmo di conseguenza anche interrogarci su come sia possibile che, a fronte di sentenze favorevoli in tribunali di varia istanza, certe questioni continuino periodicamente a tornare impunemente alla ribalta su blog fuori controllo. Ma questo non è certo il momento di alimentare polemiche: per gli ammiratori di Federico II e dei suoi discendenti, è invece il momento di innalzare i calici per festeggiare la fine di un incubo! | ————————— Rispondi Segnala abuso 0 Punti Ludovisi 17 Luglio 2008 22:29 Ribadiamo al Ministro dell’Interno che esigiamo sia fatta luce sulla seguente vicenda . . Il quesito da porre al Signor Calabria e’ questo: Vi e’ stato un processo per accertare se Pelliccioni Poli avesse denunciato il falso?Il prof Pelliccioni a pagina 14 del libro ove lo definisce unitamente a Caspis e Barbaccia ,uno dei Tre Falsi Re di Svevia, scrive:”esiste un altro documento che stronca definitivamente ogni velleita’ di discendenza di Assunta Cilento dagli Hauteville(anche per via femminile)del sig Calabria:il Domenico che Calabria spaccia per padre di Francesco, a sua volta padre di Assunta Cilento( 14.luglio 1817) mori’ in Calabria , come si ricava dall’atto di morte, non puo’ essere padre di Francesco , nato il 13 agosto 1829, in quanto Domenico della linea di Foiano Valforte, realtamente degli Altavilla, era morto nel 1817, ossia 12 anni prima che nascesse Francesco. Ma anche per mera supposizione la nonna Assunta fosse figlia di quel Francesco , non avrebbe alcuna prerogativa a trasmettere titoli.Il vero discendente sarebbe invece Cesare D’Altavilla che riporta il vero albero genealogico di Foiano.” Ecco altri interrogativi su cui occorre far chiarezza: Rispondi Segnala abuso 0 Punti Ludovisi 17 Luglio 2008 22:31 Per la trasparenza vorremmo sapere dal ministro dell’interno, se vi sia stato un processo sulla circostanza denunciata da Pelliccioni Poli, indipendentemente dalla circostanza che lo stesso sia stato condannato per insulti a suo padre.In effetti a pagina 207 Pelliccioni scrive ” che Caspis avrebbe inventato come figlio di Ottone certo Kasp, figlio della colpa della moglie di Ottone, senza rendersi conto che se fosse figlio della colpa non sarebbe un Hohenstaufen.” Pelliccioni scrive ancora che Caspis, avrebbe adottato araldicamente suo padre come successore”. Secondo gli storici Caspis e’ un perfetto sconosciuto , pensionato indigente. Non ha alcuna attinenza con i Kasper che tra l’altro mai furono imparentati con gli Svevi. Risulterebbe , dal libro ,inoltre, che avrebbe adottato anche Barbaccia. Su questo punto gli storici concordano:Caspis non era nessuno! Ma Pelliccioni , a pagina 207 afferma anche che Calabria avrebbe falsificato la genealogia della nonna paterna innestandola in quella dei Cilento da Foiano.Parla inoltre di manomissione di una pergamena presentata in fotocopia, ma di cui sarebbe scomparso l’originale negli archivi storici. Vi e’ stato un giudicato in proposito? non riusciamo a rintracciare il Signor Caspis, vuole risponderci il figlio adottivo araldico?Grazie
    (da Interpellanza a Napolitano – 17/07/2008)
    Agrigento
    Agrigento
    5 ore fa Segnala Abuso
    Ieri ho letto un intervento dello storico Leonardi sul caso Barbaccia, Caspis e Calabria,definiti nel libro di Pelliccioni Poli”Tre falsi re di Svevia”. edizione Pamom ,stranamente rimosso. In alto leggo l’intervento di un avvocato Carmen Calabria Cilento ecc., suppongo figlia dell’ex maresciallo Calabria. Ne approfitto allora per chiedere direttamente alla figlia di soddisfare i quesiti posti da Leonardi.Risulterebbe , infatti, che la causa contro Pelliccioni di Poli riguardasse reato di diffamazione, ma che non vi sia stato un accertamento genealogico, in quanto inammissibile.Vorremmo chiarimenti , sulla veridicita’ relativamente presunta manomissione di pergamene e date di nascita circa l’ albero genealogico della signora Calabria Cilento Assunta . Vorremmo conferma dal legale, visto che potrebbe sorgere legittimo sospetto che rimuovendo l’intervento , si voglia sorvolare sulla richiesta di Leonardi. Vorremmo inoltre chiarimenti sulla circostanza che alcuna Consulta abbia mai riconosciuto Caspis(figlio della colpa della moglie di un presunto Ottone?) erede o parente di Barbarossa .Su che cosa si fonda dunque il titolo di principessa di Svevia dell’avvocato Carmen ?Siamo curiosi. Lungi da noi l’idea di offendere Calabria, o la neo avvocato cui formuliamo felicitazione per i suoi studi, ma perche’, visto che papa’ ottiene riconoscimenti presso Comuni , Chiesa e Forze dell’Ordine, vuole ostacolare legittime richieste di chiarezza? Se Pelliccioni Poli e’ morto , una cosa sono i suoi insulti,perseguibili,altro invece le denunce su cui non si e’ indagato e che se fossero vere prospetterebbero un rosario di reati.Un Ex Maresciallo deve tutelare il proprio onore, visto che appena fu adottato araldicamente dal signor Caspis(definito meno di niente araldicamente, non solo da Pelliccioni, ma dalla consulta tedesca che esclude anche che i Kasper siano familiari degli svevi)si premuro’ di inviare un tam tam nelle caserme, quale Neo Re di Svevia!
    Ci sciolga i dubbi ,Avvocato Carmen, ma se non vuole, ce ne faremo una ragione!
    Barbaccia, del resto quando si vede colpito nel vulnus, cambia discorso o minaccia denunce , querele. Ma cos’e’ questa querolomania?Noi poniamo domande. A domande ,chi va a presentarsi presso enti pubblici per riscuotere onori o concedere titoli a privati ignari, ha l’obbligo della trasparenza, e di rispondere, senza minacciare querele! Altrimenti vuol dire che ha qualcosa da nascondere. Barbaccia risponde minacciando con l’acido di Brusc. Calabria da ex maresciallo cosa fa , vuole intimoririci con le denunce? Non si addice ad un Re, ne’ tanto meno ad un maresciallo che pare non goda , come le quattro cariche dello Stato di immunita’!

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    0 Punti Miliciani
    16 Luglio 2008 14:26
    Gentile Avvocato principessa Carmen Calabria Cilento d’Hauteville ecc ecc .Per la trasparenza vorremmo sapere se vi sia stato un processo sulla circostanza denunciata da Pelliccioni Poli, indipendentemente dalla circostanza che lo stesso sia stato condannato per insulti a suo padre.In effetti a pagina 207 Pelliccioni scrive ” che Caspis avrebbe inventato come figlio di Ottone certo Kasp, figlio
    della colpa della moglie di Ottone, senza rendersi conto che se fosse figlio della colpa non sarebbe un Hohenstaufen.” Pelliccioni scrive ancora che Caspis, avrebbe adottato araldicamente suo padre come successore”.
    Secondo gli storici Caspis e’ un perfetto sconosciuto , pensionato indigente. Non ha alcuna attinenza con i Kasper che tra l’altro mai furono imparentati con gli Svevi. Risulterebbe , dal libro ,inoltre, che avrebbe adottato anche Barbaccia.
    Su questo punto gli storici concordano:Caspis non era nessuno! Ma Pelliccioni , a pagina 207 afferma anche che Calabria avrebbe falsificato la genealogia della nonna paterna innestandola in quella dei Cilento da Foiano.Parla inoltre di manomissione di una pergamena presentata in fotocopia, ma di cui sarebbe scomparso l’originale negli archivi storici.
    Vi e’ stato un giudicato in proposito?
    non riusciamo a rintracciare il Signor Caspis, vuole risponderci il figlio adottivo araldico?Grazie

    Sappiamo che e’ stata richiesta al Ministri Maroni ed Alfano,e Napolitano una Interpellanza per conoscere su quali criteri storici genealogici sia stato consentito nel maggio 08 cheil signor Calabria aggiungesse il cognome Cilento d’Hauteville -Certamente lo storico Pelliccioni fu soccombente per aver insultato Calabria, ma la causa vinta da Calabria non entro’ in merito alle accuse di Pelliccioni, ma solo sull’insulto.

    Nel libro riporta anche che Calabria avrebbe concesso un charter al Principe di Seborga Giorgio Carbone, inaugurando la fratellanza con la Prussia con un certo principe Hohenzollern ,risultato poi i realta’ semplice Signor Zittelman, falso Hohenzollern. Errori di gioventu’? La cosa ci mette i brividi…Considerando l’alluvione di titoli, cavalierati e conferimenti venduti…

    Rispondi Segnala abuso
    0 Punti Miliciani
    16 Luglio 2008 14:54
    Abbiamo saputo inoltre che i parenti di Giorgio Carbone escludono assolutamente la loro nobilta’. Carbone e’ un cognome molto diffuso.Come ha potuto un maresciallo condividere con Barbaccia l’adozione araldica da Caspis, signor nessuno?Barbaccia, poi, appartenente ad una famiglia gotha mafia , favoreggiatori di Provenzano?

    Rispondi Segnala abuso
    0 Punti Miliciani
    16 Luglio 2008 16:03
    Insomma mi sembra che Pelliccioni li abbia passati al setaccio tutti! Ma la storia di Calabria mi interessa.Perche’ non chiarisce le domande?

    Rispondi Segnala abuso
    0 Punti Cirillo
    16 Luglio 2008 16:59
    Conosco il problema , in quanto imparentato con dei veri Cilento. Il quesito da porre al Signor Calabria e’ questo: Vi e’ stato un processo per accertarpoli fosse falso?Il prof Pelliccioni a pagina 14 del libro ove lo definisce unitamente a Caspis e Barbaccia ,uno dei Tre Falsi Re di Svevia, scrive:”esiste un altro documento che stronca definitivamente ogni velleita’ di discendenza principessa dagli Hauteville(anche per via femminile)del sig Calabria:il Domenico che Calabria spaccia per padre di Francesco, a sua volta padre di Assunta Cilento( 14.luglio 1817) mori’ in Calabria , come si ricava dall’atto di morte, non puo’ essere padre di Francesco , nato il 13 agosto 1829, in quanto Domenico della linea di Foiano Valforte, realtamente degli Altavilla, era morto nel 1817, ossia 12 anni prima che nascesse Francesco. Ma anche per mera supposizione la nonna Assunta fosse figlia di quel Francesco , non avrebbe alcuna prerogativa a trasmettere titoli.Il vero discendente sarebbe invece Cesare D’Altavilla che riporta il vero albero genealogico di Foiano.”
    un ex studente di Storia
    Roma
    un’ora fa Segnala Abuso
    Ero un appassionato di Araldica che frequentavo il prof Pelliccioni di Poli.Mantengo l’anonimato perche’ cio’ che interessa e’ solo la realta’ dei fatti o di presunta notitia criminis. Ma io’ che testimonio parla da solo. Sarebbe ora che il maresciallo calabria, onorasse la memoria di un vecchio che ha fatto morire di crepacuore e rivelasse la verita sulla provenienza e collocazione della concessione che lui chiama Bolla.Perche’ si rifiuta? perche’ tace?Ha ottenuto un decreto con tale spirito e con tale stile d’operare?
    In relazione alla richiesta di interpellanza sul caso Calabria, ricordo bene la storia della presunta pergamena di Carlo V che nobilitava la famiglia Calabria. Il professore Pelliccioni Poli ,sia a voce che , nel suo libro I Tre Falsi Re di Svevia , scrive:”Le parole sottolineate sono quelle da controllare perche’ e’ li’ che il cognome Mandelli e’ stato sostituito (male)con quello Calabria.Scommetto che la sostituzione del cognome e’ stata fatta non su un documento originale della famiglia Mandelli, ma su una fotocopia di esso, il che ha reso l’operazione assai piu’ semplice;se il Calabria si sente offeso da questa mia affermazione ,esibisca l’originale , oppure dica presso quale Archivio e con quale collocazione esso si trova.altrimenti come potrebbe averne fotocopia?”A parte il fatto che questa non e’ assolutamente una Bolla…ma soltanto una autorizzazione che IA Cataneus (Giovanni Cattaneo) in nome dell’imperatore Carlo V d’Asburgo rilascio’l’!.3.1540 a Francisco Mandelli Co Mandelli consiliario et Senator n.r. ossia a Francesco Mandelli, conte di Mandello, Consigliere e Senatore imperiale, perche’ prendesse domicilio nella citta’ di Como(nona riga:eligere domicilium in dicta civitate Comi)Si pregano i Lettori di munirsi eventualmente di una lente di ingrandimento e di guardare bene la prima e seconda riga :in entrambe il cognome Mandelli e’ stato sostiutito con scrittura simile ma non identica, con quello Calabria)E’ un falso ridicolo e sciocco , perche’ furono i Mandelli , antica famiglia lombarda, nota nel x secolo ad essere decorati del titolo di conte e di Signore dei feudi di Maccagno, piovera, Caorso, Pecetto, Pavone, Montorfano,fornovo e Mandelloquest’ultimo dal 962)”Il prof Pelliccioni di Poli sfidava il signor Calabria non solo a indicare dove fosse l’originale , ma chiedeva come mai i Calabria non avessero mai detto di essere conti di Mandello(probabilmente ne’ Calabria , ne’ Caspis riuscivano a leggerlo) che e’ specificato e lo sfida a dimostrare che un Calabria nel 1540 fosse conte di Mandello, consigliere e senatore imperiale(carica invece del Conte Mandello, famiglia Mandelli) .E se tale presunta bolla parla solo di titolo di conte (in realta’ del conte mandello)perche’ il Maresciallo Calabria si dichiarava conte Paladino, cosa ben diversa, risalente all’epoca di Carlo Magno?. Il prof Pelliccioni aggiunge che tutte le concessioni della famiglia imperiale Asburgo sono in copia o elencate nei grandi archivi di Vienna o di Simancas e da suoi controlli , naturalmente ne’ nell’uno, ne’ nell’altro e’ memoria di una concessione di un mai essitito 8almeno come Conte Paladino)Francesco Calabria.Per concludere questa bolla che non e’ una bolla, ma concessione e’ della famiglia Mandelli e non del Calabria”Ecco quanto scriveva e sosteneva il professore Pelliccioni , che ha atteso invano sino a diventare sordo ottantenne che il signor Calabria rivelasse l’arcano. “E’ sceso nella tomba amareggiato per essere stato condananto per insulti a Calabria , ma di aver invano richiesto che fosse fatta una indagine sia sulla manomissione delle date di Domenico Cilento , sia sulla bolla o concessione manomessa del Mandelli.”
    un ex studente di Storia
    Roma
    13 minuti fa Segnala Abuso
    A pagina 20 del libro di Pelliccioni di Poli egli esibisce i certificati di due Domenico e dimostra che Cilento Francesco di Domenico e di Cuscione Mariannina e’ nato a Paola il 13 agosto 1829 (antenato del maresciallo Calabria), ma che nella geneaologia presentata dal Maresciallo Calabria, tale Domenico e moglie e’ sostituito con don Domenico Cilento di Foiano( nobile degli Altavilla). L’Atto di morte di tale Domenico emesso dall’Archidiocesi di Benevento , Parrocchia del Santissimo Rosario -Foiano di Valfortore-(BN) e chiunque puo’ chiederne copia attesta che Domenico (di Foiano)sposato a Donna Maria Girolami e’ seppellito in chiesa arcipretale, muore nel 1817, 12 anni prima del presunto figlio Francesco, da cui discenderebbe la nonna Assunta cilento(filatrice)del maresciallo Calabria.Tanto per la cronaca, scrive Pelliccioni, runo cilento (di Paola) e sua moglie Isabella Mantuano avevano anche un altro figlio Francesco, nome che ripetera’ nei Calabria e nei cilento, nato a Paola sei anni dopo il loro figlio domenico(di Paola);morto a Paola il 14.11.1874, sposato con Maria Maselli era di mestiere “conciapelle”. il prof Pelliccioni spiega che numerosi sono gli omonimi Cilento non nobili, nel sud ,e che solo i Cilento di Foiano Valforte sono di una linea degli Altavilla .i mestiori riportati di tale dinastia sono di grandissimo prestigio non solo di dottori ma di ruoli di Eccellenza e vice presidente dell’Assemblea Romana.quel domenico da cui fa nascere Francesco , padre della nonna di Calabria, non ebbe alcun figlio , ed il fratello di domenico Pietro fu battezzato dal confessore della Regina , come poteva domencio di foiano valforte avere per figlio un Francesco nato dodicianni dopo la sua morte di mestiere conciapelle e una nipote Assunta semplice filatrice?Calabria presenta la filatrice Assunta, figlia del conciapelle Francesco, rinato in terra secca della bara di don Domenico di Foiano,un morto da dodici anni, quale Sua Altezza Reale la principessa Assunta Cilento d’Altavilla , da cui fa provenire la sua titolatura di fantasia , con l’unica prova di un lenzuolo ricamato con una corona principesca , affermando che proviene dal suo corredo di sposa.”Ma come poteva la filatrice Assunta essere nipote di Don Domenico , se il padre di Assunta, Francesco Cilento,conciapelle(di Paola) e’ nato 12 anni dopo la morte di Don Domenico Cilento di Foiano Val Fortore (BN)?
    ancora oggi il maresciallo non spiega l’arcano e minaccia denunce. Ma la causa che ha vinto contro il prof Pelliccioni diPoli riguarda insulti non l’oggetto del contendere ovvero le accuse di manomissione e falso documentate dal professore defunto.Il Ministero dell’interno ha valutato tali circostanze nell’emanare il decreto e che Calabria sostiene cio’ che e’ smantellato da tutte le consulte , ossia che sia stato adottato da un certo Caspis che descrive come figlio della colpa di una moglie di un inesistente Ottone , presunto erede del Barbarossa.Cosa galattica ed assurda che gli darebbe diritto a definirsi Re di Svevia ecc ecc.ecc.inutile ribadire che ad essere stati adottati araldicamente dal vecchio indigente pensionato Caspis di Bergamo erano in parecchi, tra questi anche Francesco Barbaccia, apaprtenente alla famiglia gotha mafia favoreggiatori di Provenzano , e responsabili della falsificazione dei documenti di Buscetta.Una nota a pagina 31 ( del libro i Tre Falsi Re di Svevia di Pelliccioni di Poli che parla delle follie araldiche di Caspis, Calabria, Barbaccia)osserva :”Ma se Calabria era, come osa affermare , erede della nonna Assunta , la filatrice che avrebbe trasferito le prerogative principesche spettanti ai Cilento d’Altavilla ,perche’ si sarebbe umiliato a chiedere un modestissimo titolo di Barone proprio a colui(Principe Cesare d’Altavilla Sicilia Napoli) i cui diretti ascendenti sarebbero stati privati proprio da sua nonna dei diritti loro provenienti dagli Altavilla , gia’ re di Sicilia? “

  3. Deliri di onnipotenza estivi Says:

    Gentile Ministro Maroni,di questo passo a quando faremo senatore il cavallo di Arcore?Ci sta bene una ministro Maria Goretti, ma il sig Calabria un Re aAtavilla , Maresciallo non le sembra un po’ troppo? Agrigento

  4. Ecco un altro pataccaro Says:

    Questo fantomatico principe bergamasco (amico di Calabria Cilent)e’ il noto falso Hohenzollern , come affeermano gli stessi hohenzollern tedeschi ed il libro dello storico Pelliccioni di Poli,si chiama Walter Zittelmann , Bergamasco, compagno dell’attrice Edmondo Aldini , si fa chiamare Altezza Imperiale Principe William Hohenzollern, nella vita e’ un radiotecnico per corrispondenza, ma si definisce ingegnere , scienziato plurilaureato.Patrocina rievocazioni storiche, evidentemente da comparsa, per distorsione professionale si sente un principe von Preussen. Ha avuto problemi con la giustizia, ma impavido si spaccia per Hohenzollern. Provate a chiedergli il suo documento di identita’!molti si inginocchiano a lui, ci sono cascati sindaci e storici. Lo credono un Kaiser…

    C.E.R.S.
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    Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche
    Europäische Vereinigung historischer Gruppen
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    Association Européenne d’Évocation Historique
    Consorcio Europeo de Evocaciones Históricas

    Attività & Servizi

    Il CERS realizza

    – Rievocazioni di eventi storici civili e militari
    – Ricostruzione di interni, in castelli e siti storici
    – Visite animate e laboratori didattici (a sinistra)
    – Conferenze e convegni di studi e Seminari
    – work-shop formativi
    – Laboratori di artigianato storico
    – Repliche di armi, armature e oggettistica antica a scopo didattico/espositivo

    – Allestimenti di mostre storiche
    – Pubblicazioni a tema storico/ricostruttivo
    – Diorami
    – Pulizia e restauro armi antiche ed armature
    – Documentari storici
    – Consulenze per produzioni video/cinematografiche
    – Animazioni e spettacoli storici di piazza e in interni

    Esibizioni di piazza

    Il nostro sodalizio è in grado di realizzare qualsivoglia spettacolo storico tra XI e XX secolo, dai duelli tra cavalieri agli antichi mercati, dalle esibizioni di falconeria alle giostre a cavallo, dalle feste danzanti agli accampamenti militari, dai tornei con arco o balestra alle parate di veicoli storici, il tutto sempre contraddistinto dall’alto livello dei propri gruppi che diviene veicolo preferenziale di promozione.
    Particolarmente apprezzato, all’interno di Rievocazioni Storiche italiane ed estere, è il “Museo Vivente Itinerante”, l’allestimento di un campo antico in cui vengono riproposte la vita civile e militare dal XII al XVIII secolo. Grazie alla riproduzione fedele di armi da taglio (spade, azze, arme d’asta, etc…) e da fuoco (schioppetti, archibugi, serpentine, cannoni a mascolo, etc…), nonché di utensili, abiti, accessori, tende, cucine e quant’altro, si coinvolgono gli spettatori in un vero e proprio viaggio nel tempo di sette secoli che diviene ad un tempo momento didattico e di intrattenimento.

    Didattica Museale

    In Italia :
    – a Venezia il CERS ha ideato l’”Itinerario della Paura” – animazione in costume d’epoca degli Itinerari Segreti di Palazzo Ducale per far conoscere ai bambini delle scuole veneziane ed ai loro genitori la gestione della Repubblica Serenissima e i ruoli dei suoi funzionari;
    – al Castello Sforzesco di Milano ha ricostruito, nella Torre dei Carmini, il “Corpo di Guardia del Rivellino”, con repliche fedeli di armi e oggetti d’uso quotidiano dei soldati di guarnigione del XV secolo quale conlcusione dell’itinerario didattico proposto dalla società “Ad Artem”;
    – a Rovereto e a Palmanova i soldati hanno più volte accompagnato le visite guidate alle rispettive fortezze;
    – al Museo dell’Aria e dello Spazio di San Pelagio, Padova, il CERS ha curato tutti i laboratori didattici e le iniziative dedicate all’animazione per bambini dell’iniziativa “Cent’Anni di Volitudine”.
    All’estero :
    – al Centre Medieval du Maine (Francia) e a Nordborg (Danimarca) alcune Associazioni del CERS hanno fedelmente ricostruito interi villaggi medievali e rinascimentali a scopo didattico;
    – a Budapest, Docenti di Storia insegnano la cultura nomade ai propri allievi, portandoli a vivere l’esperienza della cosiddetta “Archeologia Sperimentale” in siti di origine Unna e Mongola;
    – a Bretten, (Germania) una compagnia del CERS si è specializzata nell’animazione di siti storici dedicata ai bambini, con giochi, tornei e attività artigianali finalizate all’insegnamento della storia locale.

    Riconoscimenti

    S.A.I.R. il Principe Wilhelm Hohenzollern von Preussen(foto a destra), Presidente del Corpo Diplomatico Europeo, alla luce del lavoro svolto e della continua opera di divulgazione della storia, ha deciso di assumere la Presidenza Onoraria del nostro Consorzio, garantendone con il suo nome la qualità e la serietà. Sempre più spesso storici quali Franco Cardini, Vannozzo Posio, Mario Troso, Ugo Barlozzetti, Paolo Pinti, Claudio Finzi, affiancano, a titolo consultivo, il CERS nelle sue manifestazioni.

    Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato al Presidente del CERS una lettera in cui ha espresso il suo “…vivo apprezzamento per l’importante opera di studio che il Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche svolge a favore della ricerca storico-archeologica…Il dovere della memoria consente di riannodare i legami fra il passato, il presente e l’Europa che stiamo costruendo, una unione che nella Carta dei Diritti rilancia e rafforza la garanzia della dignità, della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà, della cittadinanza, della giustizia.
    Dalla consapevolezza degli avvenimenti del passato deve crescere l’impegno degli Stati e dei Popoli nella ricerca comune delle vie dello sviluppo e della pace, nel confronto, nel dialogo e nella cooperazione….”(Palazzo del Quirinale, Maggio 2002)

    Esposizioni / Mostre

    Segnaliamo, fra tutte :

    Ente Organizzatore : Provincia di Milano
    “L’età dei Visconti e degli Sforza 1277-1535”
    Spazio Oberdan di Milano : 29 marzo – 3 giugno 2001
    Allestimento della sala dedicata alle Guerre d’Italia, con la vestizione di due manichini, uno con abbigliamento da Fante “all’italiana”, uno con abbigliamento da Fante “alla tedesca”. Allestimento della sala d’armi, con pezzi provenienti dal Museo delle Armi “Luigi Marzoli” di Brescia e dal Kunsthistorische Museum di Vienna.

    Ente Organizzatore : Musei Provinciali di Trento
    “Il Castello in Armi”
    Castel Beseno (TN) : Mostra permanente, inaug. 10.08.2001
    Raccolta, elencazione e direzione parziale del restauro di armi e parti d’armatura provenienti da Castel Thun ed altre collezioni dei Musei Civici di Trento. Allestimento della mostra.

    Ente Organizzatore : Musei Civici di Treviso
    “La Chiave”
    Casa da Noal, Treviso : 15 dicembre 2001, 27 aprile 2002
    Lavoro Svolto : raccolta, catalogazione e restauro di chiavi, serrature, lucchetti, casseforti, porte ferrate dalle collezioni civiche dal secolo XII al secolo XIX. Realizzazione di particolari laboratori didattici sulla lavorazione del ferro a cadenza settimanale. A Cura di Alessandro Ervas.

    Ente Organizzatore : Comune di Finale Emilia
    “Finale di Lombardia tra storia e mito”
    Palazzo Bortolazzi : 20 settembre-20 ottobre 2002
    Lavoro Svolto : raccolta, selezione e allestimento di documenti dell’Archivio di Stato di Modena. Allestimento di una sala d’armi con pezzi provenienti da diverse collezioni private e dal Museo delle Armi “Luigi Marzoli” di Brescia.

    Ente Organizzatore : Fondazione Memmo
    “I Borgia : L’arte del potere”
    Palazzo Ruspoli, Roma : 2 ottobre 2002 – 23 febbraio 2003
    Mostra storico-documentaria e di arti visive
    Lavoro da svolto : selezione e allestimento delle Armi dal Museo Stibbert (Firenze), del Museo Nazionale del Bargello (Firenze) e del Museo di Palazzo Venezia (Roma).

    Ente Organizzatore : Ad Artem
    “Il Corpo di Guardia del Rivellino”
    Castello Sforzesco di Milano : esposizione permanente
    Ricostruzione, all’interno della Torre dei Carmini, di un corpo di guardia tardo quattrocentesco, con repliche di armi, attrezzerie, tavoli, etc… a Scipo didattico.

    “La Virtù della Fortezza”
    Castel Beseno (TN) : Mostra permanente
    Allargamento dell’area espositiva del “La Virtù della Fortezza : Castel Beseno in Armi”, con la creazione di una stanza interattiva con esposizione e possibilità di manipolazione di copie esatte di armi ed armature esposte in mostra, la realizzazione di un diorama della Battaglia di Calliano, e di 4 video didattici.

    Top

    Realizzazione e grafica Steamer Company in collaborazione con Netomy – Tutti i diritti riservati

  5. Ecco un altro pataccaro Says:

    Siamo tre consiglieri comunali dei comuni dove Cers ha programmato delle manifestazioni storiche. Siamo esterrefatti di aver scoperto nel libro dello storico Pelliccioni di Poli che il Principe William von Hohenzollern, patrocinante del Cers sia stato gia’ inquisito come Walter Zittelmann, radiotecnico per corrispondenza.Risulta infatti che sia questa la sua vera identita’. Da ricerche da noi effettuate il cognome Zittelmann non e’ assolutamente nobile, ne’ collegato agli Hohenzollern che, interpellati in Germania, hanno laconicamente concluso con ironia di conoscere il caso patologico , ma che trattasi probabilmente di un signore che ha problemi psichiatrici .

    Francamente non ci sembra pazzo, visto che era collega di nobilta di un ex Maresciallo di nome Calabria che insieme a Barbaccia si sono fatti adottare araldicamente da un falso nobile di nome Caspis . Il Libro parla della devastazione araldica effettuata dai tre falsi Re di Svevia Caspis , Calabria, Barbaccia, e dei loro Club di falsi nobili, tra questi vi e’ Walter Zittelmann , nome del finto Hohenzollern.Invitiamo il principe William von Hohenzollern a pubblicare i suoi dati anagrafici, onde non vederci costretti a rivolgerci nelle sedi piu’ opportune, per tutelare l’immagine dei comuni interessati.


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