Chiaiano, 200 manifestanti occupano il duomo di Napoli

Striscione portato nel Duomo, foto Bassolino, Jervolino, Bertolaso. Scritta: Padre perdonali perchè non sanno quello che fanno

Protesta dei comitati antidiscarica di Marano e Chiaiano Manifestanti invadono il Duomo: «Vogliamo sapere da Sepe perchè ha venduto la cava»

I cittadini in lotta entrano nella cattedrale di Napoli: chiedono incontro col cardinale. Alle 20 sono andati via

Bellissimi gli striscioni

NAPOLI – Dalle cronache delle bombe gettate nella cava e le accuse di infiltrazioni camorriste, alla santa messa nel Duomo di Napoli. Cambia radicalmente faccia il comitato contro la discarica di Chiaiano. L’obiettivo dei manifestanti, tante donne e tantissimi credenti, stavolta era ben preciso: parlare con il cardinale Crescenzio Sepe. Per farlo sono entrati nel pomeriggio di martedì 15 nella cattedrale di Napoli. I cittadini di Marano e Chiaiano – un centinaio col sindaco di Marano Salvatore Perrotta, il suo vice Nuvoletti e l’assessore Schettino – in lotta contro la realizzazione della megadiscarica nella cava di via Cupa del Cane, di proprietà della Curia, dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, hanno chiesto udienza alla massima autorità ecclesiastica cittadina. Spiega Serena, del comitato di Marano: «Vogliamo parlare con il cardinale che ha già ricevuto Berlusconi offrendogli massima disponibilità, quindi dovrà ricevere anche noi. Se la Chiesa è dalla parte dei deboli, noi ora siamo debolissimi. Vogliamo conoscere meglio, dalla sua voce, il retroscena della cessione della cava di proprietà della Curia, il sito dove hanno deciso di allestire la discarica contro cui ci battiamo».
LO STRISCIONE – Sono entrati nel pomeriggio intorno alle 18 nel Duomo senza alcun disordine e non lasciando alcun danno. E con le bandiere “no-discarica” sulle spalle, hanno alzato le mani al Padre Nostro come qualsiasi credente, le donne e gli uomini di Chiaiano, quando il parroco ha regolarmente celebrato la messa. In cento si sono messi a pregare, mentre sull’altare restava uno striscione recante una frase eloquente: «Padre non perdonare loro perché sanno quello che fanno». Sul manifesto ci sono le foto del sindaco di Napoli Iervolino, di Antonio Bassolino, di Silvio Berlusconi e del sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso. E sotto l’altare, ancora due messaggi per il cardinale: “Gesù Cristo è il maestro che guida i fratelli come un Pastore buono, non li guida verso la morte”. Ed ancora: “Beati coloro che ascoltano Gesù, la sua parola è la parola del Padre (non di Berlusconi)”. Spiega Antonio Musella del comitato: “Consegneremo al cardinale la relazione tecnica di fattibilità della discarica del geologo Ernesto Cravero, l’esperto scelto per il team di Bertolaso dall’Arciconfraternita di Pellegrini, dunque, dalla Curia: ha detto che in cava non centrano più di 150 mila tonnellate di rifiuti, non 700 mila”. Ed il vicesindaco di Marano, Massimo Nuvoletti, aggiunge: “Il filo spinato sistemato dall’Esercito a Chiaiano comprende molto più della cava di Cupa del Cane e nemmeno la polizia può oltrepassarlo. Ci chiediamo, a questo punto, se abbiano intenzione di utilizzare anche altri invasi come discarica”. Verso le 20 una delegazione dei manifestanti ha ottenuto, con la mediazione della Digos, rassicurazioni su un prossimo incontro col cardinale e il Duomo è stato abbandonato. Sabato è previsto un altro corteo di protesta in auto, un soft-walking. Mentre giovedì i comitati si vedranno a Chiaiano per approvare un calendario di iniziative.
Corriere del Mezzogiorno Luca Marconi, Alessandro Chetta
15 luglio 2008

 

NAPOLI (Reuters) – Un centinaio di manifestanti contrari alla discarica di Chiaiano si sono introdotti oggi nel duomo di Napoli per chiedere un incontro con il cardinale, che dovrebbe essere fissato entro luglio.

Lo riferiscono gli stessi manifestanti.

Ivo Poggiani — studente e membro del presidio permanente contro la discarica di Chiaiano — ha spiegato che i manifestanti volevano incontrare il cardinale Crescenzio Sepe per chiedergli di prendere posizione pubblicamente sulla questione, in virtù del fatto che il territorio della cava di Chiaiano, dove sono iniziati i lavori per l’allestimento della discarica, è di proprietà della curia.

I manifestanti hanno lasciato il Duomo dopo che una loro delegazione ha incontrato il segretario di Sepe e ha ricevuto l’assicurazione che entro luglio sarà fissato un incontro con il cardinale.

I lavori alla cava di Chiaiano — che hanno suscitato aspre proteste da parte dei residenti della zona — sono partiti la scorsa settimana, sotto il presidio di militari dell’esercito armati.

Il cardinale Sepe non ha espresso finora una posizione pubblica sulla vicenda. In seguito ad una visita a Napoli del premier Silvio Berlusconi, tuttavia, il cardinale ha detto che l’incontro con il primo ministro è stato positivo e proficuo.

La legge in materia di gestione dei rifiuti in Campania, che individua dieci siti dove creare altrettante discariche e li qualifica come aree di interesse strategico nazionale presidiate dall’esercito, è stata approvata in Parlamento la scorsa settimana.

La normativa prevede inoltre che chiunque si introduca abusivamente nelle aree destinate ad accogliere le discariche sia punibile con l’arresto e il carcere fino a un anno, mentre saranno puniti con una pena da uno a cinque anni coloro che si faranno promotori di disordini.

Oltre a Chiaiano le discariche saranno realizzate a Sant’Arcangelo Trimonte (Benevento), Savignano Irpino (Avellino), Macchia Soprana e Valle della Masseria a Serre (Salerno), Ferrandelle a Santa Maria La Fossa (Caserta), Terzigno (in località Pozzelle e Cava Vitiello), Pero Spaccone ad Andretta (Avellino) e Torrione a Caserta.

Il progetto esecutivo per la discarica di Chiaiano dovrebbe essere completato entro due settimane, mentre i lavori veri e propri dovrebbero durare novanta giorni per accogliere i primi carichi di immondizia l’autunno prossimo.

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