Di Pietro al Pd: o state con gli elettori o con la casta

Antonio Di Pietro Antonio Di Pietro a Bellaria, al primo forum dei giovani dell’Idv, Sì alle alleanze, ma con precisi paletti. A Bellaria, al primo forum dei giovani dell’Idv, Antonio Di Pietro cerca di fare chiarezza tornando sulle polemiche di questi giorni e che hanno creato caos all’interno della stessa opposizione. Sulla manifestazione dell’8 luglio la procura di Roma ha annunciato ufficialmente l’apertura di un fascicolo, al momento senza ipoetsi di reato (all’esami gli interventi di Guzzanti e Grillo).Ieri il leader dell’Idv aveva detto “fra la piazza e le stanze del potere scegliamo le piazze” e “siamo pronti a fare una, cento, mille piazze, perché nelle piazze c’è la politica dell’impegno, mentre nelle stanze del potere c’e’ la politica dello scandalo, del compromesso e del do ut des”. Oggi rincara la dose e invia un messaggio ai suoi alleati: “Bisogna ascoltare ciò che si dice nelle piazze e perché si scende in piazza”.

“Non siamo ospiti nel centrosinistra ma costruttori del nuovo” e “non siamo neppure la pecora che segue il pastore ma pastori che insieme ad altri indicano la strada e quando serve anche cani che mandano via i lupi”. Con queste metafore Di Pietro ha tratteggiato il profilo dell’alleanza auspicabile con il Pd.

Di Pietro ha insistito sul fatto che il Pd “deve fare i conti con noi, da parte nostra c’e’ il rispetto per tutti i partiti ma chiediamo lo stesso anche per noi”. Per cui l’unica alleanza che l’Italia dei valori può accettare è quella paritaria, e poi ci sono dei ‘paletti’ indispensabili.

L’ex pm li indica con nettezza: “Innanzitutto bisogna chiedersi quale alleanza e per fare che cosa perché io non mi sento di propugnare un’alleanza cosi’ variopinta come quella dell’ultima volta – ha spiegato il leader dell’Idv – nella quale mentre il Governo decideva qualcosa sulle infrastrutture, c’erano dei ministri che telefonavano ai loro adepti sul territorio per dire ‘preparate le barricate'”. Insomma, “un’alleanza non si può fare con chi tesse di giorno e sfila di notte, noi siamo un partito postideologico del fare”.

Infine Di Pietro lancia un appello ai alleati a “non cadere nel trabocchetto del finto dialogo” e invita loro a scegliere di “stare o con gli elettori o con la casta”. “Noi – ha aggiunto – non ci lasciamo imbrigliare dall’isolamento da chi ci vuole incasellare nell’antipolitica”

Nel suo intervento Di Pietro ha parlato di legge finanziaria, di decreto sicurezza, di riforme e di altri aspetti su cui alcuni esponenti del Pdl hanno richiesto il dialogo. Argomenti su cui però, secondo quanto sostiene il leader dell’Idv, un dialogo non può esserci. Proprio sul decreto sicurezza Di Pietro ha precisato che l’Idv non lo voterà: “Voteremo no al pacchetto sicurezza perché mancano i soldi per la giustizia, perché c’è la storia delle impronte digitali e per il reato di immigrazione clandestina”.

Rai News 24

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